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I sette peccati capitali della scuola italiana. Con accenno a possibili rimedi

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Sul fatto che i compiti a casa corroborino disuguaglianze sociali si veda qui. Gli studenti italiani sono quelli che vi dedicano più tempo in Occidente.

Riflessione. A una lettura più attenta i test che valutano il sistema scolastico italiano mostrano risultati molto disomogenei. C’è un’Italia del Nord che ha performance simili alla Germania e ai paesi dell’Europa del nord e un’Italia del sud con performance simili a Turchia, Cipro e Grecia. Le analisi e i consigli di Bercelli sono condivisibili e di buon senso, compresi quelli sui compiti a casa, mi chiedo però, dal momento che le Indicazioni Nazionali sono le stesse da Bolzano a Ragusa, perché a Bolzano funzionano e a Ragusa no? Quando si parla di risultati del sistema scolastico italiano si fa riferimento a una media nazionale, ma nella realtà di fatti quell’Italia media è un’astrazione, una finzione che non esiste. Alla fine i fattori determinanti sono sempre quelli socioeconomici. Si torna sempre al Pil pro capite con cui tutto è correlato. Al di là di tutti le modifiche migliorative che si possono apportare al sistema scolastico credo si riuscirà a scalare le posizioni nei ranking internazionali solamente quando si risolverà il dualismo nord-sud. Mi viene anche da pensare che non ci sia un unico modello di buona scuola; che il sistema italiano (almeno per quanto riguarda l’istruzione primaria e secondaria), con tutti i limiti che conosciamo, se applicato in un contesto socioeconomico favorevole dà risultati che non si discostano da quelli che consideriamo best practices e che se i sistemi tedesco, olandese e belga fossero implementati nel Mezzogiorno sarebbero ugualmente fallimentari.

 il focus OECD che hai linkato suggerisce invece come conclusione finale di incoraggiare gli studenti svantaggiati a finire i compiti.

Il punto è che in Italia una parte cospicua dell’apprendimento è demandata ai compiti a casa, molto più che altrove (8.7 ore/sett vs 4.9 media OECD). È chiaro quindi che chi non studia a casa non va bene a scuola, e gli studenti che fanno meno compiti a casa sono quelli socioeconomicamente svantaggiati.

e quindi? Gli svantaggiati devono fare più compiti o gli avvantaggiati devono farne meno?

I compiti

ASTROLOGO 26/3/2018 - 14:35

I compiti, dato che la scuola li impone, andrebbero fatti.

QUINDI

gli studenti svantaggiati dovrebbero dedicare più tempo ai compiti, quanto ne dedicano gli avvantaggiati

MA

sarebbe meglio se la scuola assegnasse pochi compiti

PERCHÈ

«at after around four hours of homework per week, the additional time invested in homework has a negligible impact on performance»

E

«the average number of hours that students spend on homework or other study set by teachers tends to be unrelated to the school system’s overall performance»

rimane il fatto che il focus OECD da te linkato comunqe suggerisce di incoraggiare gli studenti svantaggiati a finire i compiti e non a fare meno compiti. Per quelli privilegiati, ci pensano mamma e papà.