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I sette peccati capitali della scuola italiana. Con accenno a possibili rimedi

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Ho un percorso simile a Fabrizio (due figli che hanno seguito tutto l'iter scolastico, .... ma all'estero) e ho per 8 anni fatto parte sempre all'estero di organismi scolastici.  Ho fatto però le scuole in Italia ed quindi ho visto le differenze. ASL in CH è praticamente identica a quella tedesca (grazie Francesco rocchi per le spiegazioni) e confermo la qualità di quel sistema. 

Piuttosto non condivido la critica all'analisi logica, fatta alle medie. Analisi logica e grammaticale, se fatte bene (of course) come ricordo di averle fatte io negli anni 60 sono fondamentali per creare quelle competenze linguistiche che tanto sono carenti in Italia (vedi analfabetismo funzionale). Chiedo a questo punto come sia possibile affrontare lo studio di una nuova lingua, o anche più d'una, con le sue regole grammaticali, e quindi tradurre da una all'altra senza saper riconoscere soggetti, verbi, predicati, complementi  di tempo e di agente e tutto quanto serve per riconoscere queste figure nelle varie lingue e saperle interpolare. 

Esercizi, saranno inutili o lo sembrano ma se non ne fai abbastanza e poi arrivi all'università e fai ingegneria, fisica, matematica o economia con il cervello non allenato, appena imbatti in Analis1 e Analisi2 inciampi e cadi, sprecando anni della tua vita. Certo che sono meno utili se il tuo sbocco non va versol'università ma verso un sistema duale o professionale. Per questo qui in CH le medie inferiori (4 anni, non 3) vedono un primo biennio biennio uguale per tutti e il secondo diversificato a seconda del probabile sbocco (che si nota osservando le medie scolastiche).  

Cosa criticatissima dai genitori che si ritrovano con figli che hanno medie basse ma che tutto sommato porta rapidamente i loro figli ad un ottimo sbocco lavorativo (ed è sempre possibile poi accedere anche all'univiversità se si migliora strada facendo). 

Per l'analisi logica posso dire quel che penso io, da insegnante di lettere. La tassonomia infinita dei complementi è il frutto di una grammatica tradizionale goffa e abbastanza sbagliata (tra le altre cose, prende di peso le categorie del latino e le usa sull'italiano senza troppo pensarci).

Ad un ragazzino delle medie, ma anche delle superiori, distinguere, che so, nei complementi di causa quella impediente ("Non parlava a causa del pianto") da quella, boh, non mi ricordo come si chiama, ma comunque non causa efficiente che è un'altra cosa ancora, è abbasanza inutile.

Più utile usare la gamatica valenziale, che pian piano si fa strada, ed è basata su una linguistica studiata e meditata. Piano piano ci arriveremo tutti. Cosa sia ora è lungo da dire.

Chiaro, esagerare non è mai equilibrato. La giusta via però non si trova certo eliminandola del tutto. Se poi ci sono nuove metodologie che danno risutati migliori, ben vengano.  Si sperimentano e poi si adottano.