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Dialogo sull'immigrazione. Parte 3.

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Andrea

non cogli il punto. Esci dal guscio e leggiti il testo di Tambourine, un dialogo di Chris Rock, stand-up comedian nero, il testo lo trovi qui.

Ecco un saggio: I wanna live in a world ... where an equal amount of white kids are shot every month. An equal world. I wanna see white mothers on TV crying. Se puoi guardati  come reagisce il pubblico, omogeneamente african-american, che ride di gusto.

Non vedo ricchi e poveri, vedo una divisione appunto su linee di razza. Dietro ci sta una realta' economica e sociale, come ci sta sempre, ma molto piu' complessa di quella che descrivi tu. Pero' la percezione di quella realta' e la sua traduzione  in politica, e' questa. Coates non abbindola me, ma evidentemente abbindola tanti altri.

Beh Chris R0ck is very funny, e sinceramente he has a point ("equal amount" non significa equal to the blacks') perché il problema della racial attitude della polizia c'è, c'è sempre stato ed il mio punto è che era anche peggiore prima dell'avvento degli smartphones. 

Prendi la GSS, per esempio, una domanda a caso: (do you favor a law against interratial marriage). Se guardi, il cambiamento è ancora più drammatico al sud dove si è passati dal 55 al 18%. 

PS Non ho nessuna intenzione di uscire dal guscio. 

Non ho nessuna intenzione di uscire dal guscio.

La discussione tra me e te era se gli USA si stiano dividendo lungo linee razziali. Questo, che e’ il punto della controversia, non lo menzioni, quindi assumo che aver visto un ``comico’’ dire che vuol vedere tua moglie piangere al funerale di tua figlia ti abbia convinto.

In compenso pero’, mi dici che Chris Rock e’ buffo, e  ha un punto. Sulla tua prima osservazione dico che dei gusti non si discute. Sulla seconda, vedo che procedi con gli strumenti concettuali e statistici di una economia che non ha fondamenti reali, e quindi puo’ raggiungere solo conclusioni illusorie.

E’ una discussione che spero di continuare in altri modi. Nel frattempo su questo ti segnalo un artiolo (insolitamente) interessante dell’Economist, dal titolo How the West got China Wrong. Forse non lo puoi leggere, perche’ e’ a pagamento, ma il pezzo comincia cosi’: Last weekend China stepped from autocracy into dictatorship. Si riferisce al recente cambiamento della costituzione che fa Xi Jinping presidente a vita. Il pezzo spiega che l’occidente aveva scommesso che la Cina sarebbe progredita verso democrazia e economia di mercato, e che questa scommessa e’ perduta. Il problema e’ che l’ occidente ragiona (come fai tu) sulla base della assunzione che tutti gli uomini sono uguali agli uomini occidentali, e che quindi tutte le societa’ progrediranno verso democrazia e e economia di mercato. Una visione piu’ pessimista e’ che la democrazia e’ un sistema stabile solo quando la popolazione ha un IQ medio sopra un certo threshold. Una visione ancora piu’ pessimista, che i fatti di quell’articolo suggeriscono, e’ che lo sia solo quando sia soddisfatta quella condizione sulla intelligenza e qualche altra sulle caratteristiche individuali, per esempio una innata avversione all’essere comandati. In un romanzo di Ha Jin (mi pare che fosse Waiting) l’autore cita una osservazione che le donne cinesi facevano durante la rivoluzione culturale, che gli uomini cinesi erano stati selezionati con millenni di obbedienza all’imperatore, perche’ chi disobbediva veniva eliminato. Se si fanno dei conti, si vedi che l’ipotesi e’ almeno compatibile con teoria della selezione, e ben spiega l’articolo citato sopra. Spero di continuare la conversazione.