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Dialogo sull'immigrazione. Parte 1.

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Ci sono un certo tipo di lavori che gli Americani chuamano DDD (dirty, dangerous, demanding) che comprensibilmente trovano pochi volontari. La narrativa corrente sostiene che gli immigrati si prastano a fare questi lavori, sgradevoli ma spesso indispensabili, risolvendo cosi un problema. La tesi si indebolisce se guardiamo al lungo, o anche solo al medio pericolo. Gli immigrati non si prestano a fare questi lavori per passione, ma semplicemente perchè non hanno alternative: non conoscono la lingua, non hanno una famiglia che li possa sostenere mentre cercano un lavoro migliore, non hanno le conoscenze giuste, spesso sono irregolari e quindi ricattabili. Ma non appena saranno integrati, avranno imparato la lingua, magari acquisita la cittadinanza etc, non vorranno neanche loro fare i lavori DDD; quindi sarà necessaria una nuova leva di migranti e cosi via. A meno che non si voglia immaginare che i migranti debbano rimanere indefinitamente in condizione di minorità, magari trasmettendola anche alle generazioni successive. Il fallimento dell'integrazione in alcuni paesi europei, come la Francia o il Belgio, è proprio questo: i nativi si aspettano che i figli degli immigrati, come i loro genitori, accettino i lavori DDD, ma questi invece vogliono fare i lavori da colletti bianchi, più confortevoli e meglio retribuiti, spesso senza essere sufficientemente qualificati. Ne conseguono una disoccupazione dilagante, un risentimento profondo, una situazione sociale esplosiva.

Io invece sono con Rustichini su questo punto , esistono salari flessibili che compensano anche i lavori DDD. Se paghi un salario sufficientemente alto troverai nativi che lo fanno o si attiva il meccanismo della sostizione capitale lavoro.  Per dire In USA c'erano tre spazzini e un autista per caricare la spazzattura di casa in casa qui c'è un autista solo con un camion e un sistema meccanico che fa tutto. Alla fine di questi processi la produttività si alza, la dignità delle persone migliora e lo stato sociale non va in bancarotta perchè anche questi lavoratori pagano le tasse. 

Al momento i lavori DDD sono anche mal retribuiti, e inoltre gli sforzi per renderli meno sgradevoli e rischiosi sono decisamente insufficienti. Nella mia teoria la carenza di evoluzione ha come causa, o almeno come concausa, la disponibilità di manodopera immigrata che per il momento è disponibile a fare questi lavori ai salari e condizioni correnti; perchè investire in un complesso e costoso macchinario per raccogliere i pomodori se è possibile trovare chi lo fa a mano per pochi spiccioli e con la massima flessibilità? Io ho notato che la produttività nell'economia italiana ha smesso di crescere più o meno quando è cominciata un'immigrazione massiccia; certo il nesso causale è discutibile, ma varrebbe la pena di approfondire. Aneddoticamente ricordo come in Campania decenni di lotte sindacali avevano ridotto drasticamente il caporalato, che è ripreso alla grande dopo l'arrivo di un gran numero di immigrati. Oltre alla tecnologia ed all'incremento dei salari i lavori DDD possono essere resi più attraenti anche agendo sugli orari di lavoro; posso immaginare qualcuno che sia disposto a fare un lavoro DDD per 25-30 ora alla settimana, se questo gli lascia il tempo per fare altre cose che gli stanno più a cuore. Infine voglio segnalare un caso particolare: per come la vedo io fare il dentista è un lavoro DDD, ma grazie ai redditi elevati non c'è penuria di candidati.