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Dialogo sull'immigrazione. Parte 1.

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Intanto complimenti per la discussione. Un piccola chiosa sugli effetti di lungo periodo.  Uno schock una tantum di immigrati cloni mi sembra un caso poco interessante. Nei fatti si assiste ad un flusso annuale (in crescita) che impatta sulla crescita dei lavoratori totali. In questo caso nel  modello standard non si torna allo stesso reddito di prima ma il reddito pro capita rimane PERMANENTEMENTE più basso. Mi sembra un punto importante. Avrei anche aggiunto di trattare l'impatto dell'immigrazione sulle politiche fiscali dovuto al fatto che la distanza tra il reddito dell'elettore mediano e medio si modifica ma lo trattate nella seconda puntata. Saluti

Grazie Luciano.  Ma sul punto non ti seguo: con rendimenti costanti di scala, la crescita del lavoratori totali (L) fa diminuire i salari e questo nel lungo periodo fa aumentare capital stock (K) e quindi output (Y). Se TFP rimane la stessa, nel lungo periodo L, K e Y sono aumentati tutti della stessa percentuale, e K/L e Y/L sono gli stessi di prima. Lo vedi immediatamente se ti scrivi una Cobb Douglas e derivi w e r in competitive factor markets.

Mi spiego meglio. Nel lungo periodo il reddito procapite nel modello di crescita di Solow è funzione positiva del tasso di risparmio e negativa del tasso di crescita della forza lavoro. Se gli immigrati entrano come hai fatto tu una tantum succede quello che hai descritto ma se gli immigrati costituiscono un flusso continuo che cambia il tasso di crescita della forza lavoro il modello prevede che il reddito procapite di lungo periodo si abbassi. Siccome quello che sta succedendo mi pare più un flusso continuo di immigrazione piuttosto che l'esercizio che facevi tu il risultato è che l'immigrazione fa  scendere il reddito pro capite di lungo periodo. Il reddito aggregato ovviamente è altra cosa ed esso crescerà nel lungo periodo di più perchè il tasso di crescita di lungo periodo è dato da progrsso tecnico e crescita della popolazione. Poi se vuoi possiamo complicare la questione con il capitale umano e il capitale sociale. ciao

Ci sono un certo tipo di lavori che gli Americani chuamano DDD (dirty, dangerous, demanding) che comprensibilmente trovano pochi volontari. La narrativa corrente sostiene che gli immigrati si prastano a fare questi lavori, sgradevoli ma spesso indispensabili, risolvendo cosi un problema. La tesi si indebolisce se guardiamo al lungo, o anche solo al medio pericolo. Gli immigrati non si prestano a fare questi lavori per passione, ma semplicemente perchè non hanno alternative: non conoscono la lingua, non hanno una famiglia che li possa sostenere mentre cercano un lavoro migliore, non hanno le conoscenze giuste, spesso sono irregolari e quindi ricattabili. Ma non appena saranno integrati, avranno imparato la lingua, magari acquisita la cittadinanza etc, non vorranno neanche loro fare i lavori DDD; quindi sarà necessaria una nuova leva di migranti e cosi via. A meno che non si voglia immaginare che i migranti debbano rimanere indefinitamente in condizione di minorità, magari trasmettendola anche alle generazioni successive. Il fallimento dell'integrazione in alcuni paesi europei, come la Francia o il Belgio, è proprio questo: i nativi si aspettano che i figli degli immigrati, come i loro genitori, accettino i lavori DDD, ma questi invece vogliono fare i lavori da colletti bianchi, più confortevoli e meglio retribuiti, spesso senza essere sufficientemente qualificati. Ne conseguono una disoccupazione dilagante, un risentimento profondo, una situazione sociale esplosiva.

Io invece sono con Rustichini su questo punto , esistono salari flessibili che compensano anche i lavori DDD. Se paghi un salario sufficientemente alto troverai nativi che lo fanno o si attiva il meccanismo della sostizione capitale lavoro.  Per dire In USA c'erano tre spazzini e un autista per caricare la spazzattura di casa in casa qui c'è un autista solo con un camion e un sistema meccanico che fa tutto. Alla fine di questi processi la produttività si alza, la dignità delle persone migliora e lo stato sociale non va in bancarotta perchè anche questi lavoratori pagano le tasse. 

Al momento i lavori DDD sono anche mal retribuiti, e inoltre gli sforzi per renderli meno sgradevoli e rischiosi sono decisamente insufficienti. Nella mia teoria la carenza di evoluzione ha come causa, o almeno come concausa, la disponibilità di manodopera immigrata che per il momento è disponibile a fare questi lavori ai salari e condizioni correnti; perchè investire in un complesso e costoso macchinario per raccogliere i pomodori se è possibile trovare chi lo fa a mano per pochi spiccioli e con la massima flessibilità? Io ho notato che la produttività nell'economia italiana ha smesso di crescere più o meno quando è cominciata un'immigrazione massiccia; certo il nesso causale è discutibile, ma varrebbe la pena di approfondire. Aneddoticamente ricordo come in Campania decenni di lotte sindacali avevano ridotto drasticamente il caporalato, che è ripreso alla grande dopo l'arrivo di un gran numero di immigrati. Oltre alla tecnologia ed all'incremento dei salari i lavori DDD possono essere resi più attraenti anche agendo sugli orari di lavoro; posso immaginare qualcuno che sia disposto a fare un lavoro DDD per 25-30 ora alla settimana, se questo gli lascia il tempo per fare altre cose che gli stanno più a cuore. Infine voglio segnalare un caso particolare: per come la vedo io fare il dentista è un lavoro DDD, ma grazie ai redditi elevati non c'è penuria di candidati.