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Dialogo sull'immigrazione. Parte 1.

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uno dei punti nodali della politica di immigrazione è proprio questo. Gli occidentali tengono fermo il principio per cui ogni profugo ha diritto di essere accolto e di permanere. Se noi teniamo fermo il dualismo profugo/sì, migrante economico/no, proveranno tutti a dichiararsi profughi.

Dunque le anternative sono due:

1) non fare più entrare nemmeno i profughi. Noi occidentali siamo piuttosto ipocriti. Da un lato abbiamo le costituzioni ed i trattati che prevedono l'accoglienza, dall'altra paghiamo i libici perchè si tengano i profughi in condizioni disumane. I tedeschi, ad esempio, hanno dichiarato che i cittadini Afghani non possono essere dichiarati profughi, almeno non tutti, perchè, a seconda della regione da dove vengono,  sono da consderare abitanti di paese sicuro (sicheres Herkunftsland). In fondo sarebbe meglio abolire la regola e dire che non vogliamo e non accogliamo più i profughi. Punto.

2) l'altra alternativa è quella di fare entrare tutti ma in maniera regolata. Questo significa:

2.1.) chi vuole venire deve farsi identificare (così sappiamo da dove viene e possiamo espellerlo all'occorenza. Inoltre, possiamo fare accertamenti sulla sua storia professionale);

2.2.) chi non trova lavoro entro un certo periodo viene espulso (cosa possibile conoscendo la provenienza);

2.3.) chi commette reati di una certa gravità viene espulso (cosa possibile conoscendo la provenienza);

2.4.) inoltre bisognerebbe pretendere ad ognuno che vuole venire il versamento di una somma di denaro a titolo di cauzione (cioè restituibile a chi lasci il paese o magari consegua la cittadinanza). Consideriamo che questi migranti fanno un consistente investimento per attraversare il deserto e pagare i passatori. Credo che la media si aggiri intorno ai 5000,00 euro. Quel denaro dovrebbe essere incassato dallo Stato per pagare, con esso, l'eventuale espulsione ed anche il contenzioso che il migrante volesse instaurare per non falsi espellere. Nel contempo costituirebbe una soglia di ingresso (non tutti possono pagare) ed un incentivo al rientro nel proprio pasese se il sogno occidentale non si dovesse avverare. 

Certo è che noi terremo fermo il dualismo, perchè, da un lato, siamo occidentali che credono nei "valori di umanità", dall'altra non possiamo raccontare all'opinione pubblica che dobbiamo farli entrare tutti... 

il problema , nella teoria liberale , si risolve con meno stato ( permettendo ai migranti di lasciare l'italia ) non con ancora piu' stato come suggerito ( rimpatrii , richieste di ingresso etc etc ) ... poi certo si puo' non essere liberali , questo non lo discuto

non mi interessa essere un liberale ovvero uno statalista. Queste definizioni le lascio ai tanti nel paese che devono per forza dare un'etichetta ideologica alle persone. L'unica etichetta che mi riconosco è quella di pragmatico. Cerco di trovare soluzioni a problemi che ci sono. Nel caso dell'immigrazione extr UE,  il problema, molto semplicemente, è che i clandestini e/o profughi non riconosciuti come tali  non se ne vogliono andare.

di statalismo e liberismo , resta il problema che invece sostenevo io : parte degli immigrati vorrebbe andarsene dall'italia ( non per tornare al paese d'origine ovviamente come lei giustamente osserva )  verso francia e germania , noi li costringiamo a stare qua pero' ... dice di essere una persona pragmatica , io credo che permettere agli immigrati che non vogliono stare in italia di andarsene sia molto pragmatico ...

2) l'altra alternativa è quella di fare entrare tutti ma in maniera regolata. Questo significa:

Lo scenario di previsione centrale dell'ISTAT, citato più volte, prevedeva 16,5 milioni di ingressi neu 25 anni da 2015 a 2040. Dato che ad oggi non ne sono arrivati, si tratta di 680 mila persone all'anno per i prossimi 22 anni.

Si iniziano a fare decreti flussi per 680 mila persone all'anno, 340 mila uomini e 340 mila donne, divisi per coorte d'età (e.g. 100 mila 20-25, 50 mila 25-30 e così via), e li si fa entrare in maniera regolare. Gli si crea un percorso che gradatamente li porti alla cittadinanza, problema risolto da qua al 2040 (quelli che attraversano sui barconi, sono la metà del fabbisogno italiano).