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Sui buoni consigli per gestire il risparmio

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1) per fare una diversificazione ragionevole occorrerebbe una conoscenza buona della statistica: senza i concetti di correlazione, regressione, concentrazione, varianza, ... qualunque "giardinetto" estemporaneo serve a diminuire i guadagni attesi espandendo le perdite praticamente certe.

diversificare "a fondo" è una professione a se stante, però assomiglia a raccogliere monetine sui binari del treno confidando negli orari. per l'utente medio, è meglio controllare e rispettare arrivi e partenze, sapendo che non possono essere precisi.

a monte di una ragionevole, e niente di più, diversificazione, il risparmio viene complessivamente  meglio tutelato da una imperativa e severa autoanalisi, magari da svolgere anche questa con lo psicologo  specialista che scavi nell'inconscio: di chi sono 'sti benedetti risparmi? quanto sono costati? si formeranno anche in futuro?  a cosa devono servire? a compiacere l'ego del promotore che si crede un mago della borsa? "what if" se arriva il treno? etc.