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Sui buoni consigli per gestire il risparmio

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mi scuso

dragonfly 6/11/2017 - 18:42

del tono sbrigativo. in effetti il punto è sottile e merita maggior impegno.

Peraltro non ho capito il riferimento alla ricchezza dei consulenti

era solo per ricordare che al consulente non bisogna chiedere il futuro dei nostri investimenti, ne sa quanto noi. sennò sarebbe ricco e non farebbe più consulenza.

in generale, rilevo  una certa tendenza a considerare il mondo del risparmio come troppo complesso per l'uomo comune, appunto una selva oscura in cui si smarrirebbe subito la diritta via, in assenza del virgilio di turno e di una ferrea e asfissiante vigilanza superiore. mah, sarà...mi ricorda un pochino quell'assioma della psicanalisi, che vede nel costo delle sedute e nel loro numero tendente ad infinito, il presupposto dell'efficacia  della terapia. in concreto, bisognerebbe stipendiare il virgilio bancario col 2% annuo e il regolatore perchè produca prospetti informativi di 300 pagine, altrimenti il lupo ci mangia.

in accordo con la chiusa dell'articolo, occorrono invece pochi e ben digeriti concetti universali, non passibili di aggiornamento. la legge di gravità basta e avanza, non c'è quasi mai bisogno della relatività generale etc.  e anche prima di questi pochi strumenti tecnici, occorre una specie di impegno morale da parte di chi investe, cioè di farlo solo se si è in grado di assumersi la  responsabilità delle firme che si mettono.

 

 

Un punto di vista diverso in merito alla ricchezza dei 'consulenti' si trova qui...: https://www.amazon.com/Where-Are-Customers-Yachts-Street/dp/0471770892.

Ci sono cose semplici e altre complesse ma il sistema (regolatori compresi o, forse, in primis) non ha alcun incentivo a semplificare. Un conto poi è ciò che si scrive, altro è ciò che si dice oralmente (verba volant...). Naturalmente questo vale per qualsiasi prodotto in vendita, finanziario e non. La specificità dei prodotti finanziari è l'eccessiva produzione di documentazione scritta che solo pochissimi leggeranno. Anche perchè in molti casi il trade-off tra tempo e meningi da investire nella lettura e ritorno atteso è negativo (o è percepito come tale).

Tornando alla parabola di Massimo credo che l'aspetto da sottolineare sia il seguente: "dall’altro non può prescindere da alcuni rudimenti matematica e statistica in mancanza dei quali le similitudini con la spesa al mercato possono finire per diventare controproducenti."

Il primo lavoro da fare per accrescere l'educazione finanziaria è quello di inserirla nei programmi scolastici e la materia che più si addice per favorire tale inserimento è la matematica. Punto. Piaccia o meno.

E per quelli che non vogliono studiare e preferiscono andare al bar?

Di nulla

Franco Verzetti 7/11/2017 - 12:20

la comunicazione scritta si presta all'equivoco. Siamo daccordo che tendenzialmente chi si arricchisce raramente spiega come ottenere gli stessi risultati e, se lo fa, si fa pagare profumatamente in modo da mantenere le distanze. Sono invece solo parzialmente daccordo sul fatto che in un mondo come quello finanziario bastino pochi e basilari concetti universali poichè, sempre dal basso della mia ignoranza, nel momento in cui vedo che il valore di un'azienda è "svincolato" dal prodotto della stessa, mi pare che quei "concetti universali" cessino di valere o quantomeno vengano molto ridimensionati.

le due cose

dragonfly 8/11/2017 - 01:53

a ben vedere sono consequenziali.

1) se si ritiene che nessuno abbia metodo e conoscenza per guadagnare oltre la media del mercato

2) allora è anche del tutto inutile, almeno per quel mitico risparmiatore della cui salute finanziaria tutti, anche il  il gatto e la volpe, mostrano di preoccuparsi, ricorrere a "nuovissimi metodi per perdere denaro, quando quelli vecchi funzionano ancora bene". una vita di studi specifici e continuamente aggiornati, fortunatamente in molti altri campi fa la differenza, ma in un mercato appena passabile, no; è difficile, molto difficile trovare traccia di "smart money".

la consulenza qualificata ed indipendente è allora utilissima per far digerire quelle due o tre cose, sempre quelle e anche parecchio noiose, indorandole con l'equivoco di poter guadagnare di più. in realtà è una dattilografa in un mondo di analfabeti, non è thomas mann.

non si sa quale sia, il mercato azionario ci dice a che prezzo è avvenuto l'ultimo contratto, magari di un'azione sola. almeno questo è un dato certo. amazon quota 260 volte gli utili attesi 2017 e questo sembra non preoccupare chi ha comprato. è da sempre così.