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Riflessioni sulla moneta fiscale

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ma non ho fatto il mio intervento per fare pubblicità all'attività in questione, quindi non mi dilungherò sulle sue legittime obiezioni. Ho semplicemente fatto presente che esistono valide soluzioni di mercato, alternative a progetti come quello descritto nell'articolo, che possono realizzare gli stessi obiettivi e senza un aumento del debito pubblico.

Un sistema del tutto simile c'è già in varie tipologie e offerti da diverse ditte. Cambia solo che non è coinvolta l'amministratore pubblica la quale da questi può solo trarne vantaggio. Uno dei più simili è proposto da una società austriaca la cui proposta facilmente la vedete su una vetrofania di molti esercizi commerciali. Addirittura hanno fatto convenzioni con una nota compagnia petrolifera. Funziona che ogni cittadino ottiene, su richiesta, una tessera gratuitamente e che permette di ottenere dei 'punti' (in realtà sono chiamati diversamente ma preferisco rimanere sul generico perché non voglio fare pubblicità). Quando i punti raggiungono un livello prefissato si riceve denaro sul proprio conto, denaro con il quale ci si può pagare qualsiasi cosa, tasse incluse. Per il consumatore non costa nulla, per gli esercizi c'è una quota ma in cambio ottengono il vantaggio di vedere aumentare la clientela grazie alla visibilità offerta dal circuito. L'amministratore pubblica se questo aumenta i consumi ci guadagna in maggiori introiti, altrimenti no. Però se davvero ci tiene a lasciare un maggiore reddito disponibile ai suoi cittadini può sempre ridurre le imposte, ad esempio le aliquote sulla casa o immondizia o altro. In ogni caso qui si parlava di soluzioni di portata nazionale, questa 'americanata' può andare bene che so, al comune di Abbiategrasso.

Lo dice proprio lei quando scrive che il Comune non ci perde nulla perché nessuna entrata fiscale viene penalizzata, a prescindere che essa giunga dal consumatore o dall'esercente convenzionato. Questa proposta, come ha riportato, non è ideata dall'amministrazione pubblica bensì dalla società che l'ha promossa dove il Comune agisce solo da destinatario di questo bonus di cui gode il consumatore una volta che spende negli esercizi convenzionati. Il meccanismo è quindi finalizzato a sviluppare i consumi e indirizzarli verso gli esercizi convenzionati, altro che benedetto dal Comune per vedere i cittadini pagare meno tasse.Tra l'altro riguarda lo stimolare i consumi di chi può permetterselo, chi ha un reddito basso o molto basso può al limite concentrarli nei negozi convenzionati per ricevere uno sconto (per logica basso) sulla tassa dovuta al Comune. Cosa c'è di diverso rispetto a quello già qui diffuso? Assolutamente nulla! Anziché ricevere questo bonus spendibile solo verso la municipalità, il consumatore riceve denaro che può utilizzare come meglio crede, per pagare tasse dovute o la pizza alla famiglia.

ci hanno fatto su campagne elettorali promettendo di attivare il programma.