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Riflessioni sulla moneta fiscale

4 commenti (espandi tutti)

questi titoli al portatore con scadenza due anni(annullamento) mantengono lo stesso prezzo anche all'approssimarsi della scadenza? Non comprendo il mercato di questi prodotti..limite mio sicuramente :)

Nemmeno io

Nasissimo 25/7/2017 - 12:28

Non ho la pretesa di spiegare nulla, solo che l'articolo mi pareva chiarire il meccanismo.
Questi CCF potrebbero anche non avercela una scadenza. Ma nel documento si dice che ce l'avrebbero, fissata a 2 anni. Chi ne entra in possesso può usarli per pagare le imposte nell'anno in corso, o nell'anno successivo, poi li butta via.
Ammesso che costui delle tasse da pagare ce le abbia, se non è scemo li userà.
Sono dei "buoni sconto" sulle tasse, utilizzabili come i buoni sconto del supermercato. Se li vuoi vendere nessuno ti impedisce di farlo, ma nessuno ti garantisce un prezzo minimo di acquisto, e lo stesso supermercato che li emette dichiara fin da subito che non li comprerà e non li cambierà in euro: garantisce solo che li accetterà in pagamento. Per usarli devi fare la spesa. Tuttavia se la spesa settimanale comunque la devi fare, finché i buoni che hai in tasca son meno di quello che spendi, questi hanno un valore pari al valore nominale garantito.

Si tratta di sconti fiscali, non mi sembra che si possa parlare propriamente di aumento di spesa pubblica; ma non mi sembra nemmeno che si possa affermare allegramente che non hanno impatto sul bilancio dello stato. Questo incasserà CCF invece di euro e il gettito si ridurrà di conseguenza. Se la riduzione diretta di imposte non è sostenibile, non capisco perché dovrebbe esserlo quella indiretta.

Geniale

michele boldrin 26/7/2017 - 01:23

C'è del metodo nella follia di alcuni. 

In questo caso il metodo e' quello di moltiplicare i costi di transazione e l'incertezza associati ad una banale riduzione, casuale, delle imposte. Il genio italico, a volte, si rivela in tutta la sua stoltezza.

mi pare una ipotesi forzata. Il criterio di distribuzione dei CCF non è specificato, ma immagino che con qualche criterio sarebbero distribuiti. Penso come "spesa pubblica addizionale" (forse da qui l'equivoco) cioè a soggetti che non potrebbero utilizzarli direttamente e quindi li metterebbero sul mercato. Si tratta di una riduzione fiscale, operata assegnando al mercato l'onere della distribuzione del bonus. A chi ritiene che una riduzione fiscale sia opportuna, e a chi crede nella capacità del mercato di allocare ottimamente le risorse, questa idea, in linea di principio, non dovrebbe dispiacere. A me non convince, per le ragioni di cui sopra, e perché sospetto possa trattarsi di un trucco per aggirare i vincoli di bilancio imposti dai trattati.