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Riflessioni sulla moneta fiscale

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1) Ho già chiarito nei commenti precedenti che l'Italia non è lo Zimbabwe. Il punto è che l'Italia non è neanche la Germania nazista a meno che non si voglia portare l'Italia sotto un regime autarchico. Inoltre i numeri riportati nello studio citato nell'articolo sono caratterizzato non solo da un errore MADORNALE che è quello di non aggiustare le spese per l'inflazione ma anche da assunzioni eroiche sul moltiplicatore fiscale senza le quali i numeri non tornerebbero. Lei fa riferimento alla Germania nazista solo per il periodo di stagnazione, ma io le ho citato studi economici pubblicati su peer-reviewed journals che mostrano che il moltiplicatore fiscale sia influenzato anche da altre condizioni come il livello di debito, deficit e apertura ai mercati internazionali ad esempio.

2) I CCF sono titoli che rappresentano sconti fiscali, si, certo, ma il punto è che secondo il programma dei suoi propositori lo Stato dovrebbe cedere questi sconti per pagare ad esempio investimenti pubblici, si veda la citazione fatta nel precedente commento. Il punto è che non bisogna fermarsi all'interpretazione letterale ma cercare l'interpretazione economica. Ad ogni modo qualsiasi interpretazione lei voglia dare resta il fatto che questi CCF influiscono pesantemente sul bilancio dello stato e quindi sulla sostenibilità del debito, perchè come ho già spiegato, parte del gettito futuro destinato a ripagare il debito viene alienato dai debitori per cederlo a nuovi soggetti. Quindi a meno che il moltiplicatore fiscale non faccia miracoli, resta sempre il pericolo di un forte deterioramento delle finanze pubbliche.