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Riflessioni sulla moneta fiscale

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Se si crede che ciò che blocca la crescita italiana sia l’appartenenza alla moneta unica e che semplicemente stampando più moneta si possano sfruttare i “miracolosi” effetti del moltiplicatore fiscale, allora si, ha certamente più senso uscire dall’euro piuttosto che utilizzare questo sotterfugio contabile dei CCF. 

Io però non sono convinto che l’uscita dall’euro sia la strada da seguire. Il punto è che in Italia si è per anni preferito prendere la strada del risolvere il problema di oggi senza preoccuparsi delle conseguenze che quelle soluzioni contemporanee ponevano per il futuro (una boccata di ossigeno oggi per morire di asfissia domani). Per anni l’Italia ha giocato con la svalutazione monetaria per rendere più competitivi i suoi prodotti, questo ha corrotto gli incentivi degli investitori e degli operatori di mercato, perchè hanno preferito utilizzare la leva politica per guadagnare competitività piuttosto che investire in tecnologia ed innovazione che avrebbero permesso di aumentare la produttività reale e ottenere una crescita sostenibile, piuttosto che una crescita malata accompagnata da livelli inflazione molto alti. Io penso che stare all’interno della moneta unica possa far tornare gli incentivi giusti nell’economia italiana per ottenere una crescita sostenibile e non malata. 

complimenti

bonghi 24/7/2017 - 19:59

per il lavoro svolto e la generosita' con cui risponde alle sollecitazioni ... ne approfittero' sperando di non abusare della sua pazienza.

non si preoccupi non sono di quelli che credono ai miracoli 

viste le competenze le vorrei porre delle domande e cioe' :

in che misura e' corretto parlare di moneta unica nel caso dell'euro quando in realta' ogni stato nel finanziarsi paga interessi diversi?

la situazione attuale e' paragonabile ad un circolazione "multipla" di monete ( euro francesi tedeschi etc )?

si puo' dire che nella situazione attuale debito buono ( tedesco ) caccia quello cattivo ( italiano )?

mille grazie in anticipo 

bonghi

 

 

 

1) L'Euro viene accettato per la risoluzione di qualsiasi forma di pagamento in tutti gli stati appartenenti all'eurozona, infatti è l'unica moneta autorizzata ad avere il valore di Legal Tender all'interno degli stati membri. Se vi fosse differenza tra un euro tedesco ed un euro francese, questi verrebbero valutati diversamente il che vuol dire che quando vai al mercato potresti acquistare ad esempio più beni materiali utilizzando euro tedeschi rispetto a che se utilizzassi euro francesi. Non è così, l'euro è unico ed unico il prezzo fatto al mercato. Anche negli USA gli stati emettono del loro debito (nonostante vi sia una maggiore integrazione della politica fiscale) e hanno diversi standing credititzi ma ciò non vuol dire che vi siano diversi dollari. 

2) Quello a cui tu fai riferimento quando parli di "debito buono ( tedesco ) caccia quello cattivo ( italiano )" è una sorta di Reverse Gresham's Law sul debito. Non sono d'accordo però che si stia verificando questo, semmai ci sono dubbi che si sia in parte verificato il contrario (cioè "debito cattivo caccia in parte debito buono"). Ad esempio a causa delle regole di Basilea prima della crisi della Grecia, esisteva un arbitraggio regolamentare per le banche, perchè debiti pubblici con diversi standing creditizi avevano le stesse condizioni in termini di capital requirements, per cui alcuni istituti finanziari hanno semmai incrementato gli acquisti del debito greco. Allo stesso modo con il QE la ECB sta incrementando la liquidità dei debiti dei paesi europei più in difficoltà dal punto di vista finanziario, così facendo sta riducendo il costo di finanziamento di quei paesi ma sta anche compromettendo la market discipline. Detto in altri termini la garanzia mutuale tra diversi stati favorisce gli stati con minor standing creditizio, è per questo che la Germania preme per misure come il fiscal compact, per evitare che si crei eccessivo moral hazard. A mio parere sarebbe tuttavia sbagliato addossare eccessive colpe alla ECB per il QE, va tenuto in conto che ad oggi esiste un legame molto forte tra crisi dei debiti sovrani e crisi bancarie, cioè c'è una forte e pericolosa interdipendenza tra le balancesheet di istituti finanziari e Stato di cui la ECB deve tener conto. 

grazie

bonghi 26/7/2017 - 09:49

per la risposta ....  mi restano delle perplessita' ,  mi spiego : le caratteristiche di essere accettato nei pagamenti e l'avere lo stesso valore nominale e' caratteristica ( almeno mi pare di aver capito cosi' ) anche delle monete in doppia circolazione ( es : oro argento ).

in una certa misura si puo dire che gli euro tedeschi valgono di piu' di quelli italiani per il valore della differenza tra i tassi di interesse?

quindi mi chiedevo come venissero tesaurizzati gli euro : non potendo distinguere tra euro tedeschi e italiani si cerca di ripararsi dalla possibile svalutazione tesaurizzando , invece della moneta forte il debito forte

mi scuso anticipatamente per l'incompetenza e la confusione

bonghi

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ottoking 25/7/2017 - 10:48

Edit: ha già risposto eloquentemente Giovanni Bruno