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Riflessioni sulla moneta fiscale

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un commento "100% free" di dati e citazioni è sempre sospetto. Iniziamo dal fatto che il PIL della Germania dopo 4 anni di contrazione ( del -7% sia nel 1931 che nel 1932), aumentò del 6% nel 1933, 8% nel 1934, 9% nel 1935, 8% nel 1936, 10% nel 1937 e 10% nel 1938 (vedi ad es https://www.destatis.de/DE/Publikationen/WirtschaftStatistik/VGR/Rezessi... Secondo Colucci questa drammatica inversione e questo successo (superiore a quello di ogni altro paese all'epoca salvo il Giappone) fu dovuto all'aver vietato scioperi e licenziamenti, aver irregimentato il paese, nazionalizzato e pianificato tutto, quindi a fattori non misurabili in termini economici come spesa, deficit, credito, investimenti ecc.. In pratica un regime autoritario può sovvertire le leggi economiche e fare miracoli comandando a tutti di ottenere risultati straordinari di produzione. In URSS come noto nello stesso periodo un economia pianificata e centralizzata corredata da polizia segreta portò alla morte per fame di 6 milioni di persone, in Germania al maggiore boom economico della sua storia. Forse conviene leggere ad es. Hjialmar Schacht stesso in "The Magic of Money" 1967 (PDF scaricabile https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=3&cad=rja&u...) per cominciare a ragionare su fatti e dati e non favolette. Hjialmar Schacht sconfisse l'iperinflazione nel 1922 e poi risollevò (vedi dati citati sopra) la Germania di nuovo negli anni '30 per cui può essere che la sua spiegazione, corredata di fatti e dati, sia un utile punto di partenza. E se uno fa lo sforzo di leggerlo, impara qualcosa sul fuzionamento della moneta e del credito in una situazione di depressione (riassunto qui da Stefano Sylos-Labini ad esempio, http://www.syloslabini.info/online/il-mago-schacht-le-cambiali-mefo-e-la-ripresa-economica-della-germania-negli-anni-trenta/, che assieme a Giorgio Ruffolo ha scritto un libro da raccomandare a Colucci

I dati relativi al debito e deficit della Germania naizsta possono essere trovati in https://www.research-collection.ethz.ch/bitstream/handle/20.500.11850/14... . Per quanto riguarda i dati sulla crescita della Germania penso di aver già ampiamente risposto nel commento precedente dicendo che non è stata causata dalla stampa di moneta ma dalle scelte politiche che hanno abbassato i costi di produzione e ridotto le libertà dei cittadini tedeschi. 

 

Lei dice:" In pratica un regime autoritario può sovvertire le leggi economiche e fare miracoli comandando a tutti di ottenere risultati straordinari di produzione ".

Tralasciando il fatto che mi preoccupa un po questa sua devozione per i regimi autoritari, la frase non è corretta, nessun regime autoritario può sovvertire le leggi economiche. Questo lo spiegano bene D.Acemoglu e J.Robinson in "Why nations fail" (un libro che consiglio a chiunque si interessi di economia) https://www.amazon.com/Why-Nations-Fail-Origins-Prosperity-ebook/dp/B005... . Nel libro sopracitato vengono messe in evidenza le condizioni che portano al progressivo declino dei regimi autoritari così come di tutti i sistemi che si avvalgono di exctractive political institutions. In primo luogo la corruzione dei correttivi incentivi degli operatori economici necessari per la creazione di innovazione o a quella che Shumpeter definiva "creative distruction". Ciò non vuol dire che regimi non possano ottenere periodi di breve sviluppo. Quando avviene un cambio di elite al potere la nuova elite può copiare altre nazioni aperte e spostare le risorse su sistemi di produzione a più alta produttività. Questa politica venne ad esempio seguita da Mao Tse Tung con il famoso "great leap forward", una politica centralizzata volta a spostare la produzione cinese dall'agricoltura all'industria che ebbe l'effetto di lasciare milioni di persone a morire di fame. In un altro paper molto interessante R.J.Gordon http://www.nber.org/papers/w14560 suggerisce che la stessa politica economica di Hitler di concentrarsi sull'industria bellica creò lo stesso problema di dover sostenere dal punto alimentare la popolazione tedesca, forzandolo ad espandersi ad est per potersi accaparrare delle vaste riserve di grano nell'est Europa. Come dimostrano con numerosi esempi D.Acemoglu e J.Robinson, questi sistemi con extractive political institutions arrivano ad un punto in cui non sono più in grado di creare crescita perchè la "creative distruction" metterebbe in discussione il loro dominio acquisito. L'URSS che ha avuto un'espansione per un periodo di tempo anche più lungo della Germania nazista, entrò per questo in difficoltà, tanto che Stalin stesso se ne accorse e provò ad inserire degli incentivi economici come bonus per coloro che erano in grado d'incrementare la produttività. Dato che la produttività era calcolata in termini di benefici economici misurati in un sistema di prezzi corrotti e non rappresentativo quindi delle reali preferenze degli agenti economici, questo distorse nuovamente i corretti incentivi all'innovazione. Vennero anche introdotte pene severe per chi non raggiungeva certi standard di produttività, il risultato fu che tra il 1944 e il 1956 circa 36 milioni di persone (un terzo della popolazione adulta) fu giudicata colpevole, di questi 15 milioni furono incarcerati e 250,000 condannati a morte. 

Quindi ribadisco il mio scetticismo sul successo nel lungo periodo dei regimi autoritari. Faccio notare, inoltre, che non ho fatto riferimento ad un unico caso storico (i MEFO bills, il che sembrerebbe un campione piuttosto ristretto per che possa considerarsi significativo dal punto di vista statistico) ho citato nel mio articolo e in questo commento numerosi studi che hanno studiato campioni molto ampi. Aggiungerei inoltre che gli studi da me citati sono stati condotti da economisti (con dottorati in economia e che hanno pubblicato su peer-reviewed journals) e non geologi, ma questa credo sia un'altra storia....