Titolo

Non solo (e non tanto) "ius soli"

4 commenti (espandi tutti)

 

L'offerta di manodopera a basso costo dovrebbe essere un regalo per qualunque economia.

Il fatto che la burocrazia e le marchette esagerate (che impone lo Stato su stipendi anche bassissimi) impediscano a questa economia di sfruttare tale opportunità è la prova provata che questo sistema politico giuridico non funziona.

E che la colpa è degli ostacoli normativi e tributari imposti dal diritto e dall'autorità pubblica.

Invece che indicare il dito (l'immigrazione), bisognerebbe indicare la luna (l'impossibilità di sfruttarla) per dimostrare l'assurdità del sistema paese.

Se i nostri intellettuali non colgono un'occasione così ghiotta e palese per distruggere le formule politiche (*) che puntellano questo sistema ignobile, possiamo abbandonare qualunque speranza di cambiamento.

 

(*) la "difesa del posto di lavoro", il "valore legale del titolo di studio", gli "ordini", i "salari minimi", la confusione tra sistema pensionistico ed assistenziale, l'equivoco tra "diritto acquisito" e privilegio, gli errori mortali nel calcolo del reddito imponibile, i contratti nazionali del lavoro", le modalità assurde del permesso di soggiorno, l'eliminazione delle caratteristiche di risarcimento, rimborso e deterrenza dalla definizione di pena, il significato contrattualistico di "cittadinanza", quello di "solidarietà" etc.

L'offerta di manodopera a basso costo è talmente un regalo che a forza di diminuire gli stipendi siamo finiti nella merda. Forse bisognerebbe riflettere sul fatto che un lavoratore è anche un consumatore e se non ha soldi per acquistare prodotti l'economia va ad escort
Poi che lo stato si incameri il 75% dei guadagni e che questo sia uno scandalo lo approvo. Ma non inficia minimamente il mio ragionamento

e tu lo usi per percuoterti la testa, non incolpare me.

Cito il comune amico Antonio Martino:
"Nel 1870 l’Australia aveva il più alto reddito pro capite al mondo, ed era un continente vuoto.
Anche gli USA erano un continente vuoto.
Ma, mentre gli USA dal 1870 al 1926 hanno seguito una politica di “porte aperte”, l’Australia ne seguì invece una di immigrazione rigidamente selezionata.
Nel 1926, mentre gli USA erano diventati la pima potenza economica al mondo, l’Australia era rimasta un continente vuoto.
La nostra situazione è diversa, ma la morale della storia vale anche per noi: è il capitale umano il motore dello sviluppo economico e la sorgente della prosperità.
Certo se, invece di lasciarli a se stessi, ci diamo ad “accoglierli” elargire solidarietà e via farneticando, gli immigranti smettono di essere una risorsa e diventano un problema."

cambiamenti

bonghi 24/7/2017 - 13:44

tuttavia non mi pare l'australia abbia cambiato la propria politica , gli stati uniti invece vogliono costruire un muro ....