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Non solo (e non tanto) "ius soli"

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g

palma 1/7/2017 - 14:19

come glossa. ho una specie di reazione di astio con la sociologia, per tante ragioni.

le propongo (sig Nasissimo) delel considerazioni che accolgono alcuni dei sensi di quel che dice.

quantita': si facciano entrare --chiedendolo a loro e facendo loro pagare una tassa di entrata-- 50000 persone nel 2018. se le cose che lei sostiene sono vere, essi formeranno parte della comunita' che lei sostiene esista (o esista tra le classi popolari) e se la comunita' emette ic osidetti valori della fratellanza e della mutua protezione (tanto meglio.)

qualitative? qui son affatto in disaccordo, si prendano delle persone giovani e li si educhi, punto, saranno tanto bravi o meno bravi quanto pesone nate a Poggibonsi oa Dakka.

sui filosof(astr)i che lei cita ho nessuna opinione. sulla politica ho un poco di piu' chiaro, nel senso che se non si mette mano all'entrata di immigranti, presto si moltiplicheranno gli scarafaggi che bastonano un disabile nato in Bangla desh, e i deficienti che votano la lega del nord (non se si chiami adesso lega del nord o fascio degli italiani coi bisnonni non nati a Pola e Addis Abeba).

sulla razionalita' sono in disaccordo con lei, ma l'argomento e' sterile e capzioso, per cui evito.

mi preoccupa la discesa italiana verso le fasciste certezze del buon tempo antico, che sono ttali esattamente perche' l'economia italiana ha bisogno di emigranti adesso e non ne aveva nel 1919.

se insistesse ad usare il termine 'razionalita' quel che trovo razionale e' l'interesse dei politici a sfruttare il razzismo, quel che trovo meno razionale son le grullerie che raccontano in proposito, sostenute dai semidementi fusaro & Co, sull'idenita', il complotto del capitale per mondializzare le scuole medie di contro alle sante riforme di Giiovanni Gentile etc.

Penso ed e' l'unico mio avviso serio, che quanto piu' si discute e quanto meno si facciano entrare gli alieni sul territorio dello stato, tanto piu' si incancrenisce il razzismo degli italiani, che e' un effetto elementare di una storia nazionale che mai ebbe a che fare con tutto cio' ("tutti" sono cattolici, guardano il calcio, ascoltano Mamma Ebe e padre Pio etc.) e mai si vide a fronteggiare il problema. le faccio un esempio per sfottere (o no?) si e' accorto che la comunita', come la chiama Lei, in Israele e' fatti di alieni puri e duri? forse rifletterci non e' maligno.

non so bene cosa c'entra la borghesia con tutto cio', non solo perche' la borghesia in italia non c'e', ma anche perche' la borghesia e' altrettanto razzista di tutti gli altri (per ridere, veda il caso di Capalbio....)

davvero, sine ira ac studio

qp

bonghi 2/7/2017 - 09:23

come qualche precisazione:

_ la tassa di entrata e' antiliberale , tutti gli immigrati che lavorano dovrebbero , per la teoria liberale , avere automatica cittadinanza ( no taxation without representation )

_la prego di non dire che un partito che vuole la secessione (lega nord) e' fascista , per il fascismo litalia era una e indivisibile 

_di nuovo la prego di non dire che il fascismo fu razzista , se lo fu , lo fu in linea col pensiero occidentrale dell'epoca ( cioe' quento inglesi e francesi ) , cerchi cosa disse il duce a bari il settembre del 34.Quello della razza ariana era il baffetto , non crapapelata

_mi pare (nel caso lo citasse come positivo ma non capivo se stessse sfottendo o meno) che l'esempio di israele sia sbagliatissimo , essi non formano una comunita' integrata , anzi hanno fondato un o stato in guerra con tutti gli altri vicini 

_in italia , ma piu' in generale in occidente , non c'e' problema di razzismo , tutti vogliono l'emiro ricco , ne accettano usanze e stranezze , il rifiuto e' verso i "poveri" che finiscono col delinquere , il problema non e' razziale ma economico

mi scusi ma questa risposta è per il dott. Palma, ma vedo che casca a fagiolo

comprendo che il problema che soggiace alla sua proposta è concreto e va affrontato, ma trovo estremamente crudele che si debba pagare per acquisire la cittadinanza italiana, anche se tale somma non sarà pagata dai migranti ma dalle ong. Mi scusi, ma è immorale, anche se viene data la possibilità di circolare liberamente in Europa.

Proporrei invece una misura compensativa, uno scambio: acquisiamo un nuovo cittadino e in cambio paghiamo il Paese di provenienza perchè accetti un nostro ex cittadino che verrà anche incentivato ad uscire.

Si otterrebbero alcuni risultati pratici;

ci libereremmo di persone che impegnano le nostre risorse in nome di un'appartenenza ad una fantasiosa comunità con obblighi solo nei loro confronti, liberando delle risorse e ottenendo dei risparmi

non daremo ai nuovi cittadini così acquisiti degli esempi forvianti, ovvero che in Italia non ci sono obblighi a cui attenersi ma tutto è concesso tanto lo Stato e i Poteri Forti ci opprimono e ci fottono, e intanto non raccogliamo neanche la merda in terra dei cani per fare un esempio

se siamo fortunati sarebbero costretti ad espatriare anche alcuni exragazzotti dalla testa rasata con celtiche tatuate che maledicono gli stranieri ma che non si alzerebbero mai alle quattro del mattino per andare a fare quel lavoro che gli stranieri gli rubano a euro 6 l'ora, perchè quei 6 euro l'ora sono la dimostrazione del complotto giudaicomassoneplutocratico per spezzare le reni a un popolo eccezionale e mai domo.

 

Capisco che tale opzione potrebbe apparire un po' fascista, ma io penso che il termine più appropriato sia razionale

Questo suo giudizio è indicativo: tutto ciò che è comunitario è ostracizzato e disprezzato dalla civiltà borghese (con borghese intendo liberal-borghese-occidentale-moderna, cioè NOI), che col suo trincerarsi in un individualismo totalizzante ha creduto di potersi liberare da certi fastidiosi impicci, travestendo da virtù il suo disimpegno.
I pochi pensatori comunitari sono emarginati dal dibattito (un altro è Alasdair MacIntyre), mentre per esempio John Rawls, con la sua faticosissima arrampicata sugli specchi per teorizzare un individualismo senza limiti, è tenuto in altissima considerazione. In alcuni casi anche perché i pochi comunitari hanno una piuomeno diretta anscendenza religiosa, il che basta per renderli sospetti. Penso per esempio ad Elizabeth Anscombe: filosofastra anche lei? Può darsi, ma la sua allieva Philippa Foot ne aveva altissima considerazione.

La sua idea di far pagare la cittadinanza con una tassa di ingresso può essere una buona idea. Non lo so, ma non mi è stonata. Che le 50.000 persone così entrate poi entrino a far parte delle comunità, però, è da vedere, dipende dalla loro volontà di accettare le condizioni linguistiche e culturali che la comunità impone.
Visto che a lei giustamente piace il semplice: ad esempio il darsi pena di imparare la lingua.
Il linguaggio è condizione essenziale per l'appartenenza a qualsiasi comunità politica, mentre non può essere mai condizione per la condivisione del patto di cittadinanza, inteso in senso giuridico. Che facciamo, mettiamo in galera chi sbaglia i congiuntivi? Ma non può esserci comunità senza linguaggio in comune. I membri della comunità politica devono condividere almeno un territorio, un linguaggio, e una concezione del bene.

Nonostante la sua reazione di astio con la sociologia (che immaginavo) Lei conosce meglio di me i temi cui sto accennando, almeno sa che esistono e capisce di cosa si parla. Usa per esempio nel senso suo proprio la parola fratellanza: la fraternité, che stava a fianco della liberté e dell'egalité nella tripartizione degli ideali della Rivoluzione e di cui poi ci siamo dimenticati, Lei sa cos'è.
E allora mi dia soddisfazione almeno su questo punto. Non c'è più spazio per il comunitario in questo mondo borghese: è deriso, schernito, emarginato. Ma l'individualismo borghese è una posa da ricchi. Tutti i contributori di nFA, non solo i redattori, tutti, compresi Adriano Palma e Nicola Del Santo alias Nasissimo, sono benestanti e istruiti membri della civiltà borghese. In quanto tali non hanno bisogno della comunità, non tanto quanto ne hanno le classi popolari. Ma noi possiamo permetterci il lusso di farne a meno perché godiamo della protezione offerta dal capitale e dalla posizione sociale.
Della comunità si può fare a meno solo se si è ricchi.
Se la civiltà borghese pretende di essere universale, allora deve fare i conti con questa sua contraddizione: deve rendersi sostenibile, e per fare questo deve mettere sotto inchiesta il suo individualismo, che è tratto intrinsecamente e irrimediabilmente elitario.