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Non solo (e non tanto) "ius soli"

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Se guardiamo al contesto, che il razzismo, o comunque la volontà delle forze politiche di far prevalere la ricerca del consenso sul futuro del paese, sia un problema primario appare comunque evidente.

Il decreto flussi 2017 prevede l'assegnazione di 30.850 quote, di cui 17.000 stagionali.

Tra i non stagionali, 5.750 sono conversioni di permessi stagionali, 4.500 conversioni di permessi di studio.

Gli ingressi veri sono 3.600:

  • 600 conversioni di permessi da altri paesi UE.
  • 2400 per lavoratori autonomi.
  • 500 per subordinati per appositi programmi.
  • 100 per subordinati di origine italiana.
  • 0 per subordinati generici.

Notare la quota zero per i subordinati generici.

Rispetto alle esigenze del paese, mancano almeno due ordini di grandezza rispetto alle stime più ottimistiche (a mio personale avviso, 3.600 ingressi sono lo zero virgola del necessario annualmente).

Vero è che questo non tiene conto dell'eventuale immigrazione dagli altri paesi dello Spazio Economico Europeo (più la Svizzera), ma andando a vedere le statistiche degli anni passati, sorge più che il dubbio che queste quote non tengano conto delle reali esigenze del paese, ma di logiche prettamente elettorali e/o di ricerca del consenso. Ed al governo negli ultimi anni abbiamo visto la parte pubblicamente percepita come la meno contraria a mitigare il fenomeno migratorio. A me pare che una corretta informazione dell'opinione pubblica sulla questione sia ormai diventata una delle priorità del paese.