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“Anche se voi vi credete assolti…”. I politici e la qualità della regolazione.

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parlare di  "sostanziale sovrapposizione tra controllante e controllato"  può essere fuorviante. tutti gli organismi citati prima del DAGL sono strutture advisory con compiti di supporto all'esecutivo, incardinate negli apparati. poi sul grado di effettiva indipendenza del DAGL rispetto ai suoi mologhi si può discutere.

la sostanza dell'articolo però c'è veramente tutta. bisogna tenere a freno il tic di addossare ai giudici la colpa dell'inefficienza. in Italia c'è un gigantesco problema di tecnica legislativa e di legiferazione pleonastica. un problema che solo gli addetti ai lavori sentono in tutta la sua effettiva dimensione e che non appassiona i più perché non ha la forma di quelle "alte questioni" che siamo abituati a considerare come le sole veramente "importanti". (faccio eco a Boldrin).

poi, detto a margine, chi ha un pò di pratica con la PA e la giustizia amministrativa, sa che in linea di massima, TAR e Consiglio di Stato sono sempre pro amministrazione... quindi quando si arriva a sentenze come quella sui direttori dei musei significa che l'atto è stato scritto veramente con i piedi.

altrove valutano non solo le norme, ma le "politiche" in toto, esaminandone la fattibilità ex ante e verificandone ex post i risultati. Dunque, c'è un controllo a tutto tondo, non solo sulla parte "teorica" di diritto. La terzietà è praticamente "obbligata". Del resto, sono Paesi in cui accountability significa davvero qualcosa.

Malignità

Antonio Sechi 19/6/2017 - 15:10

Malignamente, si potrebbe dire che la sentenza è pro-amministrazione, nel senso che tenta di impedire alla PA di assumere personale direttivo al di fuori dei canali ordinari di promozione dall'interno.