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Il grafico della settimana, 17-05-17

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ti ringrazio dei dati forniti, è possibile ottenere dei dati disaggregati per qualifica? Ho l'impressione che i dati così accorpati diano l'impressione di una sostanziale tenuta delle retribuzioni a fronte di un inflazione pari a zero. A naso, vedendo alcune oscillazioni in aumento per alcuni anni e ricordando in quei periodi delle assunzioni di dirigenti ho la sensazione, quantomeno nel mio comparto, che i dati siano doppati dall'aumento e del loro numero e delle loro retribuzioni (assunzioni stranamente avvenute in un periodo di blocco delle stesse). Ho il timore che il rinnovo del contratto operato secondo le logiche che ben conosciamo finisca per avvantaggiare le alte cariche a discapito delle fasce più basse. Anzi penso di fare la fine dell'utile idiota, che il mio aumento non abbia altro scopo se non quello di abbassare la mediana. Ovvero di dare l'impressione all'opinione pubblica che si è dato un piccolo contentino e ai dipendenti che alla fine, grazie alla lotta indefessa dei sindacati, si è strappato un rinnovo del contratto favorevole: abbiamo ottenuto un aumento medio di x quando questo è il risultato di moltissimi x-10 e pochi fortunatissimi x+100. Sospetto dettato dall'impressione che la dirigenza pubblica sia cresciuta in modo abnorme, forse. Per questo sarebbe utile reperire quei dati. Mi sembra, comunque, che l'autore, anche se non l'ha esplicitato, parta da un dato di fatto incontrovertibile: che in questi anni di crisi nel privato molti hanno perso il lavoro mentre nella PA non ci sono stati licenziamenti ma moltissimi pensionamenti. Pensionamenti, occorrerebbe aggiungere, che in molti casi ci hanno permesso, essendosi verificata una riduzione contenuta delle somme per gli incentivi sulla produttività, una sostanziale stabilità dello stipendio in alcuni comparti.