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Il grafico della settimana, 17-05-17

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Per restare nella sua metafora della teoria dei sistemi, dico che quel sistema in esame non è una Black Box. Dentro ci siamo noi. Anzi il sistema siamo noi.

Sí, ovviamente.

Anziché cercare di agire sull'uscita per tramite di una retroazione sull'ingresso, non sarebbe più logico agire sulla funzione di trasferimento H(s)?

Perché il sistema paese, come qualsiasi comunitá di essere umani, non é né lineare né tempo invariante, per cui non esistono funzioni di trasferimento. Possono essere usate a livello di modello, ma nella realtá al massimo approssimano, e dato che il sistema non é tempo invariante, l'approssimazione non é continuamente valida.

Faccio un esempio, il sistema pensionistico a ripartizione funzionava con una struttura demografica, non funziona piú qualche decennio dopo con una diversa struttura demografica. Ovviamente scommetterei che Krylov e Bogolyubov avrebbero suggerito di provare a forzare la tempo invarianza, ad esempio stabilizzando la struttura demografica, ma questo é un altro discorso.

In generale, e bisogna premettere che puó anche non funzionare, io per provare a controllare e stabilizzare un sistema dinamico non lineare tempo variante come un sistema paese cercherei di introdurre tanta controreazione.

ma non staremo trattando un tema sociologico, anzi da pianificatori sociali, con  dei termini e una metodologia un po' troppo scientista, diciamo "da ingegneri"?
Non se ne offenda, sono ingegnere anch'io. Ho parlato di funzione di trasferimento per restare nella sua metafora. Volevo dire che la scelta di fare o non fare figli è troppo importante e decisiva per poter essere modificata tramite retroazione sull'ingresso, cioè tramite politiche di incentivazione di qualche tipo, e infatti tutti i tentativi in questo senso sono stati buchi nell'acqua. Può essere modificata solo modificando le caratteristiche interne al sistema.
Fuor di metafora, vuol dire che ci si dispone a fare figli se ne abbiamo voglia; cioè se sentiamo la necessità, se vogliamo il dovere, di farlo. Se questa necessità (o questo dovere) non sono più avvertiti o non lo sono più nella misura necessaria, allora non c'è politica economica che possa invertire la tendenza. Non è crisi economica, è crisi di valori.

Quella fa funzione di trasferimento H(s) è la nostra Coscienza.
La Coscienza non è lineare, né tempo invariante, sono d'accordo con lei.
Ma questo non basta per dire che non possiamo agire su di essa.

Volevo dire che la scelta di fare o non fare figli è troppo importante e decisiva per poter essere modificata tramite retroazione sull'ingresso, cioè tramite politiche di incentivazione di qualche tipo, e infatti tutti i tentativi in questo senso sono stati buchi nell'acqua.

Potrebbe anche essere una questione se gli incentivi siano sufficientemente ampi. In Francia mi pare che almeno questo si sia visto funzionare.

In Italia so che quando nacque una mia nipote una mia sorella chiese il bonus bebé, una miseria, e non glielo concessero con una scusa assurda. Vero é che tale bonus non era entrato mai nelle considerazioni fatte prima di decidere di avere un figlio, ma proprio perché si trattava di una cifra una tantum ed irrisoria.

La Francia

Nasissimo 30/5/2017 - 08:47

E' citata spesso come prova che le incentivazioni possono funzionare.
Secondo me l'esempio francese è fuorviante. La Francia ha TFT più elevati (1,89 - dati 2010-2014) perché una parte significativa della popolazione è composta da franco-algerini, franco-tunisini e franco-magrebini che fanno più figli per ragioni culturali.
Disaggregare i dati è impossibile, perché gli immigrati di seconda generazione o successivi finiscono nell'insieme dei francesi. Correttamente, perché formalmente sono francesi, ma le loro forme mentali non sono occidentali o lo sono solo parzialmente.
Se fosse possibile, sono convinto che ci accorgeremmo che il differenziale di natalità rispetto agli altri paesi europei è molto ridotto.

Ben vengano gli incentivi e senz'altro il welfare francese è migliore del nostro, ma non esageriamone l'importanza. Per invertire la tendenza al declino demografico è necessaria una edificazione valoriale.