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Il grafico della settimana, 17-05-17

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 Il puro confronto statistico descrittivo delle retribuzioni non dice molto. Infatti:

1) Nel pubblico, a causa di politiche restrittive sulle assunzioni, l'età media del personale è aumentata. Si tratta quindi di stipendi di personale con alta anzianità.

2) I lavori di basso livello pagati poco, come pulizie, facchinaggi, sorveglianze, nel pubblico sono ormai tutti esternalizzati a ditte o cooperative private. Ovviamente, questo sposta  in alto la media degli stipendi del pubblico.

 Occorrerebbe quindi un confronto pubblico privato a parità di mansioni e di anzianità. Non mi sembra però che esistano studi simili, ma forse mi sbaglio.

Nel paper BdI linkato da Davide nel calcolare il wage premium del pubblico controllano per una serie di caratteristiche osservabili inclusa età.

Molti non si convinceranno nemmeno a tirar fuori uno studio fatto con i gemelli, c'è poco da fare :-)

"MA NON AVETE CONTROLLATO PER LE DIFFERENZE EPIGENETICHE"

Ne citato working paper, a pag. 13 si dice:

"Turning to workers’ characteristics, the age of men and women is similar within each sectorm (with men being on average older by 1–2 years), but the difference across sectors is sizeable: on average public sector employees are older by about 5–7 years. Other workers’ characteristics are reported in Table 3. The share of married individuals is higher amongst public sector employees than that in the private sector. More relevant to the wage process are education and job position. Public employees are better educated.7 The fraction of women with a graduate or post-graduate degree is 32% in the public sector as against 8% in the private sector; for men it is 23% and 7%, respectively. The educational gap is observed in all geographical areas, but is wider in Southern regions. As for job position, the vast majority of both men and women are white collar workers in the public sector (up to 92% of women and 81% of men in the South), and blue collar workers in the private sector, with relative frequencies changing widely across areas. As expected, the fraction of managers is the lowest in both sectors, both for men and for women: it is three times as much in the public sector than in the private sector for men (7% as against 2%); it is 3% in the public sector and negligible in the private sector for women. In general, in the public sector occupational positions seem more favourable than in the private sector in relation to educational attainments, above all for men and in the Southern regions. "

Quindi, nella tabella 4 si danno le differenze pubblico privato suddivise per colletti blu, colletti bianchi e manager, di due popolazioni di cui l'una (il pubblico) ha una età media maggiore di 5-7 anni e una percentuale di laureati 4 volte superiore.

Faccio anche notare che il working paper è del 2011, esattamente la data a partire dalla quale gli stipendi nel pubblico sono stati congelati al centesimo per 5 anni (è stato esattamente così, ve lo garantisco personalmente), insieme all'anzianità di carriera, e le liquidazioni/TFR sono state ritardate di due anni e date a rate.

La situazione oggi è molto diversa.

Sarebbe interessante vedere quanto guadagna, OGGI, a parità di condizioni, un medico nel pubblico e uno nel privato, un segretario d'ufficio nel pubblico e uno nel privato, un professore nel pubblico e uno nel privato.

Questi sono i dati più recenti che ho trovato. Si tratta di elaborazioni ARAN su dati ISTAT.

Si vede bene che il blocco degli stipendi, in atto nel periodo 2011-2016, ha ridotto il gap pubblico privato.

A pagina 1 risulta che la retribuzione lorda pro-capite nel pubblico è  33.843

A pagina 3 quella del settore industriale è 34.757,  mentre quella del privato, visto come un comparto unico, è 28.357

Non mi è chiara questa differenza, probabilmente questo evidenzia che il confronto va fatto a parità di anzianità e mansioni. Per esempio, il pubblico ha decine di migliaia di professori di scuola e universitari e di ricercatori di enti di ricerca che il privato non ha.

ti ringrazio dei dati forniti, è possibile ottenere dei dati disaggregati per qualifica? Ho l'impressione che i dati così accorpati diano l'impressione di una sostanziale tenuta delle retribuzioni a fronte di un inflazione pari a zero. A naso, vedendo alcune oscillazioni in aumento per alcuni anni e ricordando in quei periodi delle assunzioni di dirigenti ho la sensazione, quantomeno nel mio comparto, che i dati siano doppati dall'aumento e del loro numero e delle loro retribuzioni (assunzioni stranamente avvenute in un periodo di blocco delle stesse). Ho il timore che il rinnovo del contratto operato secondo le logiche che ben conosciamo finisca per avvantaggiare le alte cariche a discapito delle fasce più basse. Anzi penso di fare la fine dell'utile idiota, che il mio aumento non abbia altro scopo se non quello di abbassare la mediana. Ovvero di dare l'impressione all'opinione pubblica che si è dato un piccolo contentino e ai dipendenti che alla fine, grazie alla lotta indefessa dei sindacati, si è strappato un rinnovo del contratto favorevole: abbiamo ottenuto un aumento medio di x quando questo è il risultato di moltissimi x-10 e pochi fortunatissimi x+100. Sospetto dettato dall'impressione che la dirigenza pubblica sia cresciuta in modo abnorme, forse. Per questo sarebbe utile reperire quei dati. Mi sembra, comunque, che l'autore, anche se non l'ha esplicitato, parta da un dato di fatto incontrovertibile: che in questi anni di crisi nel privato molti hanno perso il lavoro mentre nella PA non ci sono stati licenziamenti ma moltissimi pensionamenti. Pensionamenti, occorrerebbe aggiungere, che in molti casi ci hanno permesso, essendosi verificata una riduzione contenuta delle somme per gli incentivi sulla produttività, una sostanziale stabilità dello stipendio in alcuni comparti.