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Italia e debito: una storia d'amore

2 commenti (espandi tutti)

- Guardi che non c'è nessun bisogno che Lei si metta a fare lezioni private. Capisco benissimo che non ha tempo da perdere dietro a qualsiasi scemo che pone una domanda, su nFA o altrove. Ma se spreca dieci minuti del suo tempo prezioso per insultare uno che poneva solo una domandina cui poteva rispondere in cinque, non fa una bella figura.
Non risponda proprio, magari ci sarà qualcun altro, più paziente o con più tempo a disposizione, che lo farà.

- Non mi diverto a provocare o litigare: non intervengo per dare fastidio, a Lei o a quacun altro. E (come le è stato fatto notare) non sarei qui, se ritenessi che Lei o gli altri redattori fossero dei deficienti. Né mi interessa discutere "alla pari" con Lei o con altri, cioè mettermi in competizione. E men che meno petendo di "dar lezioni di economia", a Lei o a nessuno.
Le parrà strano, ma se pongo una domanda è solo perché mi interessa la risposta. Quindi non c'è davvero nessuna ragione per aggredire uno che aveva solo posto una domanda (su cui poi torniamo).

- Borghi, Bagnai, Napoleoni, li conosco grazie a Lei, che li cita in continuazione.
Mai letto una sola riga di uno solo di questi. Galloni mai sentinto prima, questo mi è nuovo. Poi vado a vedere.

Nel merito.
Con la mia economia "da bar" io ponevo solo una domanda. Una sola. Non ho scritto un trattato di macroeconomia, i riferimenti alla Spagna agli USA al Giappone sono entrati solo perché portati da Lei, e neppure ho proposto una teoria, a meno che si voglia chiamare "teoria" ogni affermazione che ipotizza un nesso causale.
"Il ciclo mestruale influenza l'umore". E' una teoria, questa? Se la vogliamo chiamare così. In effetti nel linguaggio comune a volte la parola teoria è usata in questo modo, ma nel linguaggio scientifico una teoria è un insieme di formule ben formate, con cui si può costruire un modello e fare previsioni. La mia non ha la pretesa di esserlo.
La mia domanda ("teoria") era questa:

[finché la popolazione cresce, il PIL cresce grazie alla crescita della popolazione]
..quindi si può usare il leverage all'infinito, accettando di far aumentare all'infinito lo stock del debito, senza che la natura essenzialmente piramidale del paradigma economico manifesti la sua intrinseca instabilità e collassi.
Visto che fino alla metà degli anni 80 in tutto l'occidente la popolazione cresceva, non si può ragionevolmente sospettare che i governi ne abbiano approfittato (..) facendo affidamento sulla scontata crescita demografica?

La domanda è ancora in piedi.
Perché non ho nulla da eccepire a quanto Lei dice, ma non c'è incompatibilità fra questa "teoria" e le sue osservazioni, anzi queste corroborano quella.

Per chiarire, l'ipotesi ("teoria", affermazione, o come vuole) non è che la crescita spagnola sia dovuta alla demografia, ma che la demografia crescente (una popolazione che aumenta) in generale sia quella circostanza che permette ai governi di far aumentare indefinitamente lo stock del debito piuomeno "impunemente".
Dato che la popolazione è stata ovunque e per molto tempo sempre crescente, questi (i governi) si sono abituati a fare in questo modo, ed ora faticano a prendere in considerazione politiche di riduzione dello stock, perché sono harakiri dal punto di vista elettorale.
Continuano a fare aumentare il debito confidando in una scontata crescita, come se quella precondizione di crescita demografica non fosse cambiata, trasformando gli stati da speculative units a Ponzi units (secondo le definizioni di Minsky, che conoscerà).
A sospettare che il paradigma sta progressivamente evolvendo verso un gigantesco schema Ponzi non è solo quel fesso di Nasissimo. Qui alcuni altri che hanno lo stesso dubbio (il primo è il Financial Times).
[1],[2],[3],[4],[5],[6],[7]

Nel caso della Spagna, ora Lei mi ha costretto a fare un fact checking più accurato, ed ho scoperto una imprecisione. Ricordavo a memoria che il collasso demografico si è verificato all'improvviso tra il 1984 e il 1986 ed è vero, ma mi sbagliavo quando scrivevo genericamente "in tutto l'occidente".
Ciò si è verificato in Italia. Altrove in occidente anche si è verificato, ma non ovunque nello stesso modo. In Spagna in particolare molto di meno.
I due grafici qui e qui mostrano il confronto diretto tra le strutture demografiche e tra gli andamenti della popolazione (grafico a destra) in Italia e in Spagna, nel dopoguerra.
Lei dice che la struttura demografica spagnola è simile a quella italiana? Non è vero, la popolazione spagnola è più giovane.
Ma trascuriamo il confronto tra le strutture demografiche, vediamo solo l'andamento della popolazione, perché io avevo parlato solo di quello.
In Italia vediamo un grafico a dromediario: la popolazione cresce dal 1950 al 1984-86, poi la curva mostra un ginocchio evidente, e si ha un andamento piuomeno costante della popolazione fino al 2000, quando torna a crescere stavolta per effetto dell'immigrazione.
In Spagna invece la popolazione cresce con un gradiente costante tra il 1950 e il 1985 come in Italia, e come in Italia a metà degli anni ottanta si ha un improvviso rallentamento.
Ma c'è una differenza netta tra i due grafici: in Spagna si riduce il ritmo di crescita, ma la popolazione continua a crescere sempre.

Per concludere, prof. Boldrin, io leggo nFA proprio per "apprendere, studiare, fare domande, capire" come sugggerisce Lei, e per questo bisogna che fare domande sia permesso.
Un modo per capire è anche avanzare una congettura: non capisco, quindi, di cosa mi dovrei vergognare.
Il suo invito ad andare a pescare, invece, lo accolgo volentieri.
Anzi, credo che una domenica a pesca farebbe bene anche a Lei.
Quindi le dico: andiamoci insieme. Se le capita di passare dalle mie parti, in quel di Arezzo, mi avvisi: le canne le ho io, prendo bachini, e anche birre e panini con la mortadella per tutti e due, e le prometto che non si parlerà di economia.

Buona serata,

N

questo e' il meglio ceh sono riuscito a fare