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Italia e debito: una storia d'amore

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Io capisco che - ispirati da Napoleoni, Bagnai, Borghi, Sapelli, Barnard  ...  - vi sentiate tutti in grado di dare consigli economici pieni di saggezza, usando il tono di chi ha capito chissa' che cosa. Ma, mi dispiace, qui non siamo in tv e le cazzate da bar rimangono tali.

Leggiti il mio cv, vedi il numero di papers e libri che ho scritto sull'argomento pensione e demografia, leggiti per esempio il mio libro (scritto nel 1996-99, uscito nel 2001) sul sistema pensionistico spagnolo. Forse capirai che non solo certe cose le so/sappiamo da venti o trent'anni ma che le abbiamo anche dette e ripetute. Ti svegli tardi.

Ma non e' QUELLO il punto.

Il punto e' che CONFONDI e CONFONDETE la crescita con lo stock di debito, vi inventate relazioni causali che non esistono se non nella vostra/tua mente confusa, eccetera. Ed e' francamente noiosa questa cosa. Non vedo ora di chiudere questo blog, in modo da non dover continuare a sopportare questo scempio. 

Il punto e' che CONFONDI e CONFONDETE la crescita con lo stock di debito, vi inventate relazioni causali che non esistono se non nella vostra/tua mente confusa, eccetera.

Qualche riferimento sui modelli macroeconomici per popolazioni in decrescita? 

Ho trovato fino ad ora praticamente soltanto "Dynamic Properties of the Solow Model with Increasing or Decreasing Population and Time-to-Build Technology" di Luca Guerrini e Mauro Sodini (e nemmeno loro modellano la struttura demografica, usano proxy). 

 

 

qui non siamo in tv e le cazzate da bar rimangono tali.

Continuo a pensare che affermare che "la dinamica della struttura demografica ha un impatto sulla dinamica dello sviluppo economico" non sia una bacarata, da bar o meno.

Ad etá differenti, si fanno o si é costretti a fare scelte economiche differenti, e quando la dinamica della struttura demografica é significativa (non é il caso statunitense o francese, ma é il caso italiano) il risultato di queste scelte (o peggio, di continuare a fare le scelte che avrebbe avuto senso fare in presenza di differenti dinamiche della struttura demografica) deve necessariamente produrre effetti sulle dimensioni dei mercati domestici e sul ritorno degli investimenti in conto capitale (e quindi avere un impatto su PIL e stock di debito pubblico o privato che sia).

Continuo a proporre le 3 domande proposte precedentemente:

Se vado a fare un MBA a 28 anni, mi aspetteró lo stesso ritorno sull'investimento se invece lo vado a fare a 48 o a 68?

Se chiedo un mutuo trentennale ad una banca, é piú probabile che lo ripaghi se lo chiedo a 30 anni o a 70 anni?

Se mi propongono di lavorare per una startup il cui piano di sviluppo non prevede utili prima di 5 anni al minimo sindacale piú stock options, é piú probabile che accetti da single a 19 anni o da padre di famiglia a 40?

Dato che ci stanno leggendo altri, qui le mie risposte alle 3 domande:

Se vado a fare un MBA a 28 anni, mi aspetteró lo stesso ritorno sull'investimento se invece lo vado a fare a 48 o a 68?

In media mi aspetteró un ROI maggiore a 28, a 48 non é detto che mi ripaghi l'investimento, a 68 é praticamente certo che l'investimento non venga ripagato.

Se chiedo un mutuo trentennale ad una banca, é piú probabile che lo ripaghi se lo chiedo a 30 anni o a 70 anni?

A 30 anni, tant'é vero che quasi certamente la banca non me lo concederá a 70 anni, a meno di non concedergli collaterali con un controvalore piú o meno tal quale al mutuo.

Se mi propongono di lavorare per una startup il cui piano di sviluppo non prevede utili prima di 5 anni al minimo sindacale piú stock options, é piú probabile che accetti da single a 19 anni o da padre di famiglia a 40?

Da single a 19 anni. A 19 anni al minimo sindacale in qualche maniera sopravviveró, a 40 anni la mia famiglia probabilmente no.

La lezione che ne traggo é che esistono una miriade di scelte e di investimenti che non sono ugualmente attrattivi per tutte le coorti di etá.

Cosa succede quando le dimensioni delle coorti di etá variano significativamente con il tempo?

Quale é l'impatto sulle scelte e sugli investimenti giá posti in atto?

Una strada a pedaggio costruita per raggiungere una scuola tiene conto del numero di studenti di tale scuola. Se per effetti della dinamica demografica il numero di studenti si dimezza in 10 anni, ma questo non era stato previsto al momento della costruzione, ci si ritrova con una strada mezza vuota. Raddoppiamo i pedaggi? Molti studenti si andranno a cercare un'altra scuola. Triplichiamo i pedaggi? Non avremo piú studenti, ma ci rimarrá da ripagare il debito contratto per la costruzione della strada. Non parliamo del povero disgraziato che avevamo convinto ad aprire un'autostazione a metá della strada.