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Italia e debito: una storia d'amore

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Guardati attorno, guarda al Giappone per esempio - dove il calo demografico e' molto maggiore dell'italiano - e cosa vedi? Vedi declino? No.

Vedo da decenni una crescita molto inferiore di quella che mi sarei aspettato a parità di stato di partenza e degli investimenti in conto capitale nel frattempo effettuati sia dal settore privato che pubblico.

Guarda alla Spagna - demograficamente identica all'Italia con un calo della popolazione autoctona e l'arrivo di un 8-10% di immigranti "colorati" - e cosa vedi? Vedi declino? No.

Vedo anche in questo caso una crescita inferiore a quella che una diversa struttura demografica avrebbe potuto permettere. Come nel caso italiano, gli immigrati hanno mitigato il declino/mancato sviluppo, ma come nel caso italiano, sarebbe stato necessario incentivare un numero maggiore di immigrati, ed una migliore distribuzione geografica degli stessi. Immagino che alcune regioni spagnole, così come alcune regioni italiane, giapponese o tedesche, siano riuscite a mitigare parte degli effetti depressivi della dinamica demografica grazie allo sviluppo dell'export.

E possiamo continuare, includendo gli USA in questa storia.

Gli USA a confronto di Italia, Spagna o Giappone hanno una struttura demografica più che decente. Dubito che l'impatto della dinamica della struttura demografica statunitense sia minimamente paragonabile a quello del caso italiano, spagnolo o giapponese.

Mi domando se per caso il fatto che le dinamiche della struttura demografica appaiano tanto sottovalutate nelle conversazioni su crescita, declino e debito pubblico sia da addeebitare proprio a questa mancanza di significatività nel caso statunitense.

L'unico effetto della demografia sull'Italia, al momento, e' di aver permesso ai "vecchi" di dissanguare i giovani e, fra di essi, i giovani immigranti in particolare. Ma, questa, appunto, e' una questione politica non tanto, o almeno non solo, demografica. 

Nessuno mette in dubbio che sia stato il malgoverno, la mancata capacità di controllare il sistema in maniera adeguata ai tanti problemi che nei decenni non si sono riusciti ad affrontare, ai tanti bubboni la cui soluzione si è preferito, e si continua a preferire, rimandare sine die. Ma come nell'analogia che facevo qualche giorno fa, se uno continua a beccarsi infezioni su infezioni, e non le cura mai, prima o poi finisce in sepsi.