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Italia e debito: una storia d'amore

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La crescita è mancante o lenta rispetto a quanto sperato anche soprattutto per via della struttura demografica.

In un bel commento scritto a Gennaio e che si è poi purtroppo perso per i problemi informatici avuti dal sito a inizio anno avevo osservato che a parità di investimenti in conto capitale l'efficienza degli stessi deve necessariamente essere dipendente dalla forma della struttura demografica.

La necessaria conseguenza è che più peggiora la struttura demografica, e meno viene fatto per provare a correggerla, più diventa fragile la speranza non di far ripartire la crescita o che questa diventi meno lenta, ma addirittura di poter osservare della crescita, e più diventa fragile la speranza di poter ripagare non dico il capitale, ma ad un certo punto, prima o poi, anche solo gli interessi.

Ed ad occhio e croce ci arriveranno prima i creditori che gli elettori, purtroppo.

ma è lenta soprattutto per problemi strutturali che qui abbiamo più volte affrontato.

Proprio oggi è uscito lo spring forecast della Commissione; dice sostanzialmente le stesse cose e l'Italia, ancora una volta, è fanalino di coda in UE

Decenni di malgoverno hanno causato la crescita di enormi problemi strutturali.

Il problema principale del paese però oggi non sono questi problemi strutturali, ma la strattura demografica che essi ed il malgoverno hanno determinato.

Se Boldrin & co. avessero vinto le elezioni del 2013 con il 55% dei seggi ed avessero implementato il programma di Fare, avrebbero fermato il declino, ma non lo avrebbero invertito, se non temporaneamente.

Se avessero vinto le elezioni del 1976 con un programma analogo allora probabilmente avrebbero evitato completamente il declino, ma oggi, e già nel 2013, è troppo tardi.

Il sistema paese Italia è un corpo pieno di infiammazioni, che essendo state trascurate per troppi decenni, stanno portando il corpo ad una setticemia.

Per curare questa sepsi, oltre che gli antibiotici per curare le infiammazioni (le riforme strutturali per curare i problemi strutturali) il paese ha bisogno di trasfusioni di liquidi ed emoderivati, sangue nuovo (e quindi incentivare l'immigrazione per specifiche classi di età e incentivare il tasso di fecondità per non ripiombare in una nuova sepsi fra una ventina d'anni).

Alessandro, tu hai sempre molte sicurezze.

Sulla base di quale teoria e, soprattutto, di quale evidenza empirica affermi quel che affermi?

Guardati attorno, guarda al Giappone per esempio - dove il calo demografico e' molto maggiore dell'italiano - e cosa vedi? Vedi declino? No.

Guarda alla Spagna - demograficamente identica all'Italia con un calo della popolazione autoctona e l'arrivo di un 8-10% di immigranti "colorati" - e cosa vedi? Vedi declino? No.

E possiamo continuare, includendo gli USA in questa storia.

Quindi? Sulla base di cosa, altro dalle tue personali fantasie e di metafore tanto campate per aria quanto vitalistiche e poco razionali, t'inventi queste tue affermazioni?

L'unico effetto della demografia sull'Italia, al momento, e' di aver permesso ai "vecchi" di dissanguare i giovani e, fra di essi, i giovani immigranti in particolare. Ma, questa, appunto, e' una questione politica non tanto, o almeno non solo, demografica. 

e che tornino sia la teoria che l'evidenza empirica. Se sbaglio, spero che mi si spieghi dove sbaglio.

Teoria:
La "teoria" qui è semplice aritmetica. Due uomini consumano e (se lavorano) producono il doppio di uno solo. A parità di PIL pro/capite è una triviale ovvietà che a un aumento della popolazione corrisponda un aumento del PIL complessivo direttamente proporzionale.
Quindi fintantochè la popolazione cresce, a parità di altri fattori ci si può ragionevolmente attendere un corrispondente aumento del PIL complessivo.
E quindi per mantenere costante il rapporto debito/PIL ci si può permettere il lusso di fare aumentare lo stock del debito ad ogni ciclo di emissioni, purché le due curve abbiano lo stesso gradiente.
Cioè (pur di non esagerare) si può usare il leverage all'infinito, accettando di far aumentare all'infinito lo stock del debito, senza che la natura essenzialmente piramidale del paradigma economico manifesti la sua intrinseca instabilità e collassi.
Visto che fino alla metà degli anni 80 in tutto l'occidente la popolazione cresceva, non si può ragionevolmente sospettare che i governi ne abbiano approfittato per spendere a credito facendo affidamento sulla scontata crescita demografica; cioè abbiano messo in piedi un gigantesco schema-Ponzi che ha cominciato a manifestare la sua instabilità solo quando la crescita demografica ha cessato di essere?

Evidenza empirica:
Lei dice che Giappone e Spagna hanno una struttura demografica simile all'Italia ma non sono in declino, poi accenna agli USA.
Andiamo a vedere. I TFT, tassi di fertilità totale, sono in effetti molto simili. Italia 1,38, Spagna 1,41, Giappone addirittura 1,27, ma si deve considerare che il giappone ha tassi di immigrazione quasi zero (gli USA invece stanno a 2,05 quindi il confronto non si può fare).
Non mi pare che il Giappone sia messo tanto bene per rapporto debito/PIL. Sta addirittura al 246% mentre l'Italia è al 135% e la Spagna al 100%, meglio di noi ma ben al di sopra del 60% dei parametri di Maastricht.
Con una veloce ricerca si trovano dati di demografia e sviluppo per i tre paesi.
In Giappone demografia e PIL crescono entrambi fino al 1995, sono entrambi stazionari tra il 1995 e il 2010, cominciano a diminuire entrambi dal 2010. La correlazione è evidente anche a stucco.
In Spagna la popolazione residente ha continuato a crescere, anche se debolmente, fino al 2005.
Il collasso demografico è recente, per vederne gli effetti si deve attendere che la generazione dei nati dopo il 2005 entri nel modo del lavoro, intorno al 2030.
Vale anche per la Germania, che ha TFT bassi ora, ma ne ha avuti di elevati fino alla metà degli anni 2000. Tuttavia anche il PIL spagnolo sta precipitando dal 2008. Sarà per conseguenza della crisi globale, ma che non ci sia declino in Spagna come facciamo a dirlo.

 

il post volutamente non prende in considerazione il denominatore perché l'oggetto è la spesa per il servizio del debito. Che ci fosse un rallentamento demografico non lo si scopriva negli anni '90 e che questo rallentamento debba essere accettato, in ordine all'andamento dell'economia, come ineluttabile è affatto scontato.

Dovremmo concentraci sul perché non cresce abbastanza indipendentemente dalla demografia che è uno, non l'unico, dei fattori

E' vero

Nasissimo 15/5/2017 - 17:47

un poco border line, un poco può entrarci.
Nell'articolo Lei diceva:

È risaputo, e questo post vale solo come promemoria, che nessun governo ha mai fatto alcuna politica di riduzione dello stock di debito pubblico.  Si è sempre preferito puntare su una crescita che non c'è stata, o è stata troppo lenta per produrre risultati apprezzabili

e in questa frase poteva esserci l'aggancio per la domanda che ponevo (forse qui c'è anche un pezzo di risposta).
Suggerivo una possibile connessione con la crescita demografica:

Visto che fino alla metà degli anni 80 in tutto l'occidente la popolazione cresceva, non si può ragionevolmente sospettare che i governi ne abbiano approfittato per spendere a credito facendo affidamento sulla scontata crescita demografica [] ?

Forse per fare i conti con la demografia - che è un fatto che possiamo solo accettare,  a questo livello - si devono considerare politiche di riduzione dello stock?

Alessandro, tu hai sempre molte sicurezze.

Distorsione da selezione.

Dove sono nato e generalmente cresciuto, in Sicilia Occidentale, si impara in fretta ad aprire bocca solo su argomenti sui quali si hanno opinioni ben definite ed una conoscenza effettiva. Ci sono una marea di argomenti di cui non avendo opinioni ben definite né particolari conoscenze specifiche, trovo culturalmente difficile anche solo provare a conversare. Tra l'altro non é detto sia un vantaggio competitivo, da bambino mio nonno mi portava in vacanza in Sicilia Orientale, dove le persone sono molto piú libere di fare domande o anche solo di aprire bocca su argomenti di cui non hanno che una sommaria conoscenza, e quando gli si fa notare e capire di aver detto una stupidaggine, ci ridono su e si prendono in giro da soli per la loro dabbenaggine, e la trovavo una esperienza liberatoria, quasi ammirevole.

Concedo quindi tranquillamente di essere estremamente ripetitivo, non mi ci vuole molto ad immaginare che il 90% dei miei interventi qui o altrove vertano su demografia, aviazione civile, conti pubblici territoriali e democrazia diretta.

Sulla base di quale teoria e, soprattutto, di quale evidenza empirica affermi quel che affermi?

Negare che la dinamica della struttura demografica abbia un determinato, e sul medio periodo considerevole, impatto sulla dinamica di sviluppo economico, sulla efficienza degli investimenti in conto capitale, sia in infrastrutture che in capitale umano, sulla dimensione dei mercati domestici, sulle decisioni di consumo, di produzione, sulla propensione al rischio ed all'innovazione, a mio avviso é né piú né meno che credere ad un modello superfisso.

Usando l'etá media di una popolazione come proxy, molto impreciso e chiedo venia, di una struttura demografica, ci aspetteremo la stesse identica spesa in badanti se l'etá media é 55 oppure 35? Lo stesso livello di investimenti di rischio sulla ricerca e sviluppo per le innovazioni tecnologiche? La stessa identica spesa nell'acquisto di mobili, automobili, immobili, biglietti aerei? La stessa identica propensione al risparmio o al debito? Se vado a fare un MBA a 28 anni, mi aspetteró lo stesso ritorno sull'investimento se invece lo vado a fare a 48 o a 68?

I bisogni non sono fissi, i fattori di produzione non sono fissi, ma oltre che quello determinato dai prezzi, anche la struttura demografica deve giocare un importante ruolo allocativo.

Guardati attorno, guarda al Giappone per esempio - dove il calo demografico e' molto maggiore dell'italiano - e cosa vedi? Vedi declino? No.

Vedo da decenni una crescita molto inferiore di quella che mi sarei aspettato a parità di stato di partenza e degli investimenti in conto capitale nel frattempo effettuati sia dal settore privato che pubblico.

Guarda alla Spagna - demograficamente identica all'Italia con un calo della popolazione autoctona e l'arrivo di un 8-10% di immigranti "colorati" - e cosa vedi? Vedi declino? No.

Vedo anche in questo caso una crescita inferiore a quella che una diversa struttura demografica avrebbe potuto permettere. Come nel caso italiano, gli immigrati hanno mitigato il declino/mancato sviluppo, ma come nel caso italiano, sarebbe stato necessario incentivare un numero maggiore di immigrati, ed una migliore distribuzione geografica degli stessi. Immagino che alcune regioni spagnole, così come alcune regioni italiane, giapponese o tedesche, siano riuscite a mitigare parte degli effetti depressivi della dinamica demografica grazie allo sviluppo dell'export.

E possiamo continuare, includendo gli USA in questa storia.

Gli USA a confronto di Italia, Spagna o Giappone hanno una struttura demografica più che decente. Dubito che l'impatto della dinamica della struttura demografica statunitense sia minimamente paragonabile a quello del caso italiano, spagnolo o giapponese.

Mi domando se per caso il fatto che le dinamiche della struttura demografica appaiano tanto sottovalutate nelle conversazioni su crescita, declino e debito pubblico sia da addeebitare proprio a questa mancanza di significatività nel caso statunitense.

L'unico effetto della demografia sull'Italia, al momento, e' di aver permesso ai "vecchi" di dissanguare i giovani e, fra di essi, i giovani immigranti in particolare. Ma, questa, appunto, e' una questione politica non tanto, o almeno non solo, demografica. 

Nessuno mette in dubbio che sia stato il malgoverno, la mancata capacità di controllare il sistema in maniera adeguata ai tanti problemi che nei decenni non si sono riusciti ad affrontare, ai tanti bubboni la cui soluzione si è preferito, e si continua a preferire, rimandare sine die. Ma come nell'analogia che facevo qualche giorno fa, se uno continua a beccarsi infezioni su infezioni, e non le cura mai, prima o poi finisce in sepsi.

pil e natalita'

bonghi 12/5/2017 - 09:36

pare che la natalita' debba salvare il pil o piuttosto dobbiamo salvare la natalita dal pil?Risultati immagini per tassi di natalità italia

Risultati immagini per pil italia 1960

Quella che bisogna considerare é la struttura demografica, non il tasso di natalitá.

Tasso di natalitá, tasso di feconditá, saldi migratori per coorti d'etá, sono tutti input della struttura demografica.

Hai un grafico dell'età media?
Nel 1960 nascevano più bambini ma si viveva di meno.