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Il cosa, il come ed il perché del Quantitative Easing

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r.

tizioc 28/10/2018 - 23:11

Forse non ho capito la domanda e in ogni caso attenderemo ulteriori risposte, ma mi sembra abbastanza evidente che se la b.c. emette moneta (che è una passività) in cambio di titoli del debito pubblico (che è una passività dello stato che lo emette, e ovviamente diventa attività dal punto di vista di chi detiene quei titoli), dal punto di vista dell'aggregato stato + b.c. c'è solo un cambio di una passività in un'altra passività, senza alcun aumento. Detto questo, la tesi esposta nell'articolo (cioè che gli unici effetti davvero rilevanti di q.e. siano sui bilanci delle banche) non è poi così immediata come può sembrare, perché sia secondo la teoria monetarista che quella keynesiana gli agenti economici hanno una certa disponibilità a detenere saldi in moneta, e qualsiasi emissione di moneta "in più" non altera immediatamente questa disponibilità (salvo casi eccezionali, che non potrei discutere senza eccessive complicazioni), ma comporta una serie di transazioni "in cascata" in cui chi ha ricevuto moneta di nuova creazione (e quindi ora ha saldi di moneta in eccesso) se ne libera in cambio di qualcos'altro, la controparte della prima transazione fa lo stesso per motivi analoghi, e così via. L'effetto termina solo quando questa "cascata" di transazioni si riflette sull'aggregato della spesa per beni e servizi, ovvero il pil nominale, cosa che a sua volta dà luogo a una nuova e maggiore disponibilità di detenere saldi in moneta.  Questo, peraltro, è anche il significato "formalmente corretto" di quel modellino del "moltiplicatore" che talvolta viene spiegato nelle primissime lezioni di macro, e di cui si faceva un gran parlare qualche giorno o settimana fa. Il fenomeno descritto in quel modello, alla base, non ha quindi niente a che vedere con la scomposizione C+I+G+NX, che in questo come in tanti altri casi è superflua e decisamente ingannevole.  (Naturalmente prendete tutto ciò che ho scritto come pura opinione personale che potrebbe anche essere sbagliata, non avendo citato fonti.)

Innanzitutto, grazie per la risposta. La mia domanda però è leggermente differente (o magari non ho capito io la sua risposta), e provo a descriverla con un esempio: se il Tesoro ha 1000 di debito, dei quali 500 detenuti dal settore privato e 500 dalla BC, allora la base monetaria è di 500; se la BC decide di comprare 200 di debito dal settore privato, allora il debito detenuto dal settore privato scende a 300, quello detenuto dalla BC sale a 700 e conseguentemente anche la base monetaria sale a 700. Quindi, se all'inizio il debito del Tesoro + BC era 1000+500, dopo l'emissione di moneta/acquisto di titoli il debito del tesoro + BC dovrebbe essere 1000+700, e quindi mi verrebbe da dire che le passività dello Stato (inteso come unione di Tesoro e Banca Centrale) aumentano. Di nuovo, spero di non aver scritto scemenze e ringrazio per eventuali delucidazioni!

r.

tizioc 30/10/2018 - 10:14

Forse sono io a non aver capito, ma se la b.c. "compra" 200 di titoli di stato dal settore privato e a fronte di questi emette nuova moneta, quei 200 di titoli non sono più una passività dell'aggregato (stato + b.c.) verso il settore privato. Attenzione, NON sto dicendo che in questo modo il debito pubblico viene cancellato, proprio perché la passività c'è sempre, e anzi ritornerà a esistere nella forma preesistente quando la moneta di nuova emissione dovesse essere ritirata.

Adesso ho capito, la ringrazio. Ad una lettura superficiale del paragrafo in questione e del precedente, avevo interpretato il debito dell'unione di Tesoro e BC come una somma (dei due debiti) invece che come il debito risultante dal bilancio consolidato, che ne esprime la posizione netta verso il settore privato. Reinterpretando i due paragrafi alla luce di questa comprensione, mi rendo conto che la mia domanda era, in effetti, completamente insensata. Se avessi spiegato subito la domanda con l'esempio, le avrei risparmiato del tempo; comunque sia, grazie per la pazienza e la spiegazione!