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Lo stupro prescritto e la riforma dell'istituto della prescrizione: riflessioni a margine

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Una domanda da ignorante, se posso.

Si potrebbe stabilire, per legge ovviamente, che dopo la fase di indagini e formalizzati i capi di imputazione, nell'udienza preliminare vanga posta all'imputato la domanda: "visti i capi di imputazione ecc ecc l'imputato si dichiara colpevole o innocente?"

Il diritto di avvalersi della facoltà di non rispondere non dovrebbe valere, ovviamente, anche se avrebbe il senso di ammissione di colpa. Tra parentesi, personalmente non capisco tanto la giustificazione di questa facoltà considerato che comporta un intralcio all'accertamento della verità e una perdita di tempo che va a beneficio dell'imputato proprio in vista della prescrizione.

Dopodicché si svolge il processo fino ad arrivare alla sentenza definitiva.

Qualora l'imputato venga giudicato colpevole, potrebbe essere applicata una maggiorazione della pena, analogamente alla riduzione di un terzo nel caso di condanna col rito di processo abbreviato?

Avrebbe il senso di una pena per aver mentito al magistrato e provocato un danno alla società per aver impegnato la giustizia in una 'causa persa'.

A chi, colpevole, 'ci vuole provare' quella misura potrebbe funzionare da deterrente: la durata della pena passerebbe da un terzo in meno ad un terzo in più rispetto al rito abbreviato, e quindi spingerebbe verso questa scelta.

Per esempio in quei casi in cui l'aumento farebbe superare i quattro anni oltre i quali scatta la pena detentiva. 

Questo non agirebbe direttamente sulle norme della prescrizione, ma se funziona porta ad una riduzione dei tempi almeno di parte dei processi, lasciandone di più ai magistrati per gli altri.

Sempre da ignorante, ma per quelle poche notizie certe che ho, mi pare pure eccessiva la facoltà concessa ai legali ed agli stessi imputati di chiedere rinvii per motivi a volte irrilevanti o per assenze 'giustufucate' finalizzate all'allungamento dei tempi.

Naturalmente c'è la piaga della mancanza di risorse umane e di strumenti adeguati, che la politica non ha finanziato a sufficienza dal '48. Ma quello è un altro capitolo.

risposta

axel bisignano 16/4/2017 - 23:51

"visti i capi di imputazione ecc ecc l'imputato si dichiara colpevole o innocente?"

 In Germania ed Austria funziona proprio così. Questo è il modo in cui si apre il processo. Da quello che so, ma solo per sentito dire, funziona così anche negli USA. In Italia si va oltre, nel senso che l’imputato, non solo non deve rendere tale dichiarazione, ma può anche fare a meno di presentarsi davanti al Giudice. Le mie esperienze all’estero mi hanno insegnato che uno dei problemi del malfunzionamento del processo italiano è dovuto anche a questa facoltà (il presupposto affinchè l’imputato patteggi e/o scelga l’abbreviato è che abbia preso contatto con il difensore a lui assegnato. Se non lo fa e non si presenta, il difensore non può sostituirsi a lui e si deve celebrare il dibattimento).  

 

Il diritto di avvalersi della facoltà di non rispondere non dovrebbe valere, ovviamente, anche se avrebbe il senso di ammissione di colpa.

 Questo non va confuso con la dichiarazione di colpevolezza o innocenza. Tutti gli ordinamenti, almeno quelli che conosco io, lasciano all’imputato la libertà di avvalersi della facoltà di non rispondere. Il principio liberale è quello di non voler costringere una persona a testimoniare contro sé stessa. Negli USA, se scegli di saltare il fosso e rispondere, hai un obbligo di dire la verità, sanzionato autonomamente come reato a parte. Negli ordinamenti liberali europei, almeno in quelli continentali che conosco, l’imputato è libero anche di mentire. Fa parte del suo diritto alla difesa. Certo, come hai detto tu, se l’imputato ha provato a prenderlo in giro, il Giudice potrebbe tenerne conto nella determinazione della pena che gli lascia un range di discrezionalità molto ampio.

 mi pare pure eccessiva la facoltà concessa ai legali ed agli stessi imputati di chiedere rinvii per motivi a volte irrilevanti o per assenze 'giustificate' finalizzate all'allungamento dei tempi.

 

 

Se le assenza sono giustificate, la prescrizione non corre, tuttavia, hai ragione, il problema c’è.

Ringrazio per la risposta.

Solo tra parentesi ho fatto la mia personale considerazione sulla facoltà di non rispondere in generale, non collegandola solo alla dichiarazione dell'imputato.

In effetti la mia curiosità è sulla compatibilità della modifica che ho indicato con l'ordinamento vigente, sia riguardo alla dichiarazione impegnativa dell'imputato che riguardo all'aumento di pena in caso di dichiarazione di innocenza successivamente smentita da una sentenza di condanna. Anche se capisco bene che ci possono essere situazioni in cui l'imputato, in buonafede, può aver commesso un reato senza averne coscienza. Questo lo porterebbe a dichiararsi innocente ma a subire la condanna di colpevolezza, con l'aggravante dell'aumento di pena.

Però penso che spetterebbe all'avvocato difensore saperlo consigliare. Riflettendoci, forse in caso di dubbio, potrebbe pure astenersi.