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Lo stupro prescritto e la riforma dell'istituto della prescrizione: riflessioni a margine

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di cui parla Cazzullo, comunque la si voglia chiamare, risponde all'idea che il reo abbia ciò che si merita, al di là di ciò che possa o debba risarcire materialmente a favore della vittima, dei suoi familiari o della società, in relazione ai danni che ha loro inferto.

A me questa "funzione retributiva" sembra un'idea incompatibile con quanto sappiamo oggi su come funzionano gli esseri viventi, umani inclusi. Restano invece validissime, a mio modesto giudizio, le funzioni di deterrenza e di impedimento di ulteriori reati da parte del reo, e anche gli obblighi di risarcimento economico. Lasciamo perdere la funzione rieducativa, per la quale il carcere mi sembra possa essere difficilmente e di fatto sia raramente uno strumento utile, dovendo restare un posto assai poco attraente per mantenere la sua essenziale funzione deterrente.