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Lo stupro prescritto e la riforma dell'istituto della prescrizione: riflessioni a margine

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Meglio parlare di funzioni di:
- "risarcimento", dei danni (materiali e morali) commessi;
-"rimborso", delle spese di giustizia e detenzione.

Che possono essere espletate solo con emolumenti diretti o attività lavorative in carcere, che non si sa per quale ragione siano state abolite.

Nota: attualmente sono tornate in auge in funzione "rieducativa", quando in realtà quest'ultima dovrebbe essere una funzione secondaria e comunque conseguente alla pena in quanto tale.

di cui parla Cazzullo, comunque la si voglia chiamare, risponde all'idea che il reo abbia ciò che si merita, al di là di ciò che possa o debba risarcire materialmente a favore della vittima, dei suoi familiari o della società, in relazione ai danni che ha loro inferto.

A me questa "funzione retributiva" sembra un'idea incompatibile con quanto sappiamo oggi su come funzionano gli esseri viventi, umani inclusi. Restano invece validissime, a mio modesto giudizio, le funzioni di deterrenza e di impedimento di ulteriori reati da parte del reo, e anche gli obblighi di risarcimento economico. Lasciamo perdere la funzione rieducativa, per la quale il carcere mi sembra possa essere difficilmente e di fatto sia raramente uno strumento utile, dovendo restare un posto assai poco attraente per mantenere la sua essenziale funzione deterrente.