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Comunicare meglio dei populisti

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MR

köln 28/3/2017 - 16:11

Tutto bello e condivisibile. Peccato che per aver (capito e) applicato alcune delle idee presentate in questo articolo Matteo Renzi sia stato in questo stesso blog ampiamente preso a bastonate.

Renzi è stato bastonato in questo blog per misure demagogiche, diciamo pure populiste, (80 euro, IMU e TASI, bonus ai diciottenni) al posto di misure molto più utili (taglio IRAP e simili) e per avere rincorso i populisti in una sterile polemica contro l'Europa e la Germania. Per avere rinunciato a far passare e mettere in atto le idee sensate che pure aveva proposto nel 2011, a cominciare dalla riduzione della spesa pubblica su cui pure s'era poi impegnato (con Cottarelli e Perotti).

E' vero che Renzi è abbastanza attento ai problemi di comunicazione cui ho accennato, ma si è largamente accodato alla retorica populista. Qualcuno sostiene che realisticamente non potesse fare di meglio (ad esempio su questo blog Giovanni Federico e altri, con buoni argomenti). Suggerisco che forse invece si potrebbe fare di meglio, e vorrei si discutesse sul come. Certo non limitandosi a dire quali provvedimenti sarebbero utili, su questo qui sono/siamo bravissimi in tanti. Ma provando anche a dire qualcosa su come venderli e incassarli.

 

In linea di massima non sono in disaccordo. Ritengo però che una certa nomea di faciloneria o contaballe che indiscutibilmente si è fatto in questi tre anni in parte derivi anche da questo suo aver raccontato solo gli aspetti positivi di ciò che faceva, o di aver detto "faremo 100" e aver poi fatto 50 (le famose slide). 

In realtà ci sarebbe anche tutta una seconda parte del tema introdotto dall'articolo riguardante la questione se sia meglio avere il migliore dei provvedimenti, ma indifendibile da un punto di vista comunicativo presso certe fasce di elettorato, o magari buttarci dentro qua e là qualche mancetta ed avere qualcosa che almeno si può provare a difendere con una certa efficacia. 

Non ricordo se sia stato qui o altrove che lessi un bel commento a proposito di una notevole ipersemplificazione a colpi di slogan riguardante la riforma costituzionale, in cui si sosteneva che si trattava appunto di una deliberata scelta comunicativa di Renzi che, potendo già contare sul sostegno dell'elettorato colto/informato/non populista, doveva ora puntare a guadagnarsi il favore del restante elettorato. Strategia che poi evidentemente non ha funzionato granché, ma sulla carta pareva allora condivisibile, almeno al sottoscritto.

A mio parere rimane il fatto che Renzi oggi, guardando anche gli ultimi vent'anni, sia colui che più è in grado di coniugare queste due esigenze: da una parte evitare di trascinare il Paese nel baratro a suon di provvedimenti populisti made in Lega/M5S (dichiariamo bancarotta, usciamo dall'euro e dall'Europa, torniamo all'autarchia, illicenziabilità per tutti, ecc.) dall'altra evitare il massacro mediatico subito da un Monti.

nè nel partito, nè nel Parlamento, per fare quello che ci saremmo aspettati facesse. Questo è un fatto. Tuttavia ha assunto via via una deriva populista e cientelare, che credo sia stata un grande errore. Ha perso credibilità, sia con chi vuole le riforme (noi) sia con gli elettori target di quella parte della sua politica clientelare e demagogica che voleva blandire, perchè su certi temi i populisti doc sono molto più bravi

Non metto certo in dubbio che finito lo slancio iniziale Renzi abbia assunto una deriva populista e clientelare. Mi riferivo piuttosto ad altri tipi di critiche che gli sono state formulate. Tipo le critiche di ingigantire i suoi successi (posti di lavoro, crescita, ecc.) e sminuire i suoi fallimenti (più posti di lavoro, ma indebolendo il tempo indeterminato e con miliardi di sussidi, crescita, ma grazie al QE e troppo debole e così via). Io in questo, più che una volontà di negare i fatti (i ristoranti pieni alla Berlusconi), ho sempre visto un'applicazione di alcune delle strategie comunicative delineate nell'articolo (essendo comunque io già da tempo familiare con esse).

Ritorno però sul fatto che a mio avviso oggi come oggi la comunicazione non basta più. Se si vuole restare al governo, soprattutto in un sistema parlamentare come quello italiano, è necessario ogni tanto strizzare l'occhio anche ai populisti. Non si possono fare miracoli con le narrazioni. Tanto per fare un esempio, non si può abolire la licenza dei taxi e poi sperare di raccontar loro che il governo è dalla parte dei taxi. Però magari si può aumentare la concorrenza a fronte di un qualche rimborso una tantum per i taxisti, raccontando loro "abbiamo fatto quello che ci impone l'Europa in tema di concorrenza, però da parte nostra vi abbiamo dato un risarcimento". è un provvedimento populista? Certo! Ma magari si sono limitati i danni, e alle prossime elezioni anziché avere contro il 100% dei taxisti se ne avranno contro il 50%. L'alternativa è un Grillo che difende i taxisti a spada tratta, a costo di minacciare di uscire dall'Europa se questa ci dovesse imporre di liberalizzare il mercato dei taxi.

Quello che voglio dire è che dubito che la ricetta "magica" per restare al governo sia provvedimenti serie e narrazione che piace ai populisti, che è la tesi dell'articolo, perché secondo me non funziona. La ricetta  a mio avviso è una parte di provvedimenti seri, una di contentini ai populisti ed una narrazione che si appoggi soprattutto su quest'ultimi per piacere a questo tipo di elettorato. Certo, il rischi è di far incazzare sia i populisti (non sei abbastanza populista!) che i riformisti (vai dietro ai populisti!) e restare col cerino in mano (Renzi in parte docet).