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Sotto l'albero di Natale di MPS c'è un Tesoro

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suppongo riferita all'intento del cliente, non può prescindere da  norme quali l'art. 1782 codice civile - "Se il deposito ha per oggetto una quantità di danaro o di altre cose fungibili, con facoltà per il depositario si servirsene, questi ne acquista la proprietà ed è tenuto a restituirne altrattante della stessa specie e qualità. In tal caso si osservano, in quanto applicabili, le norme relative al mutuo" - e l'art. 1834 - " Nei depositi di una somma di danaro presso una banca, questa ne acquista la proprietà ed è obbligata a restituirla nella stessa specie monetaria, alla scadenza del termine convenuto ovvero a richiesta del depositante ..." - alla stregua delle quali i depositi di danaro presso una banca determinano necessariamente il passaggio di proprietà perché questo effetto è essenziale alla nozione di banca.

Rebus sic stantibus, che il cliente non avesse intenzione di prestare danaro alla banca è irrilevante. Ovviamente, la configurazione legale tipica del deposito bancario presuppone il sistema dei controlli sull'attività della banca, ivi inclusa la garanzia dei depositi che, guarda caso, negli USA non è stata abrogata con il resto del Glass-Steagall act e che vige anche in Italia.        

L'art. 1834, allorché assegna una proprietà di qualcosa ed al contempo ne sancisce l'obbligo di restituzione immediata a richiesta, contraddice se stesso. In pratica, un antinomia normativa all'interno di uno stesso articolo. Addirittura in uno stesso comma.

Retoricamente si può parlare di un ossimoro e forse di una preterizione.

Non ricordo la definizione di questa figura in logica.

Mi è però ben chiara in romanesco.

qui non si tratta di proposizioni contraddittorie su ciò che è in un particolare momento, ma su ciò che consegue - sul piano del dover essere - da certi comportamenti umani in momenti diversi.

In aggiunta, consideri che il trasferimento della proprietà è funzionale al riconoscimento della libertà dell'accipiens di impiegare a sua discrezione il danaro. Lo stesso avviene, di regola. nel mutuo: quando una banca Le presta danaro, Lei può impiegarlo come vuole.

Il danaro trasferito resta nella proprietà di chi l'ha ricevuto finché non lo spende. Alla fine del rapporto, egli deve restituire l'equivalente, non quel danaro. Ovviamente, la regola fu elaborata in un'epoca nella quale era necessaria la consegna di pezzi monetari, oggi si attribuiscono disponibilità scritturali, ma la situazione in termini giuridici non muta granché.   

 

Chiaro

Guido Cacciari 20/1/2017 - 12:02

Grazie, ancora una volta, per avermi segnalato il vero scopo dell'articolo in questione, che non avevo colto.

Certo è che non contraddice per nulla la mia prospettiva né la mia soluzione del fallimento bancario.