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Sotto l'albero di Natale di MPS c'è un Tesoro

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non capisco

bonghi 2/1/2017 - 10:23

lo stupore suscitato , il fallimento non e' un evento causato da falle del sistema , il fallimento e' la naturale evoluzione programmata dalle regole del sistema , provo a spiegarmi:

spero di non essere accusato di essere un troll , comunista o altro , la mia e' un analisi strettamente "probabilistica":

il meccanismo per cui si chiedono interessi maggiori ai "cattivi" pagatori genera quasi inevitabilmente fallimenti ;

il sistema attuale ( bassi interessi ai buoni pagatori  , alti intreressi ai cattivi pagatori ) ha come obiettivo il profitto , dal punto di vista strettamente probabilistico , se si volesse tutelare la stabilita' del sistema ( evitare crediti inesigibili che generano fallimenti anche bancari ) bisognerebbe lavorare all'opposto , cioe' chiedendo bassi interessi ai cattivi pagatori , e alti ai buoni pagatori di moo da facilitare il pagamento dei debiti.

capisco che tale sistema sia difficilmnte realizzabile e comporti deresponsabilizzazione dei pagatori ( moral hazard per gli anglofili ) , tuttavia il problema esiste

è la componente più rilevante del premio al rischio che il creditore chiede al debitore.  L'altra possibilità mi sembra la finanza islamica (alias l'associazione in partecipazione). Mi pare tuttavia che la sintesi migliore sia ancora il tasso dell'interesse, così come affrancato da Tomaso d'Aquino e dalla tarda scolastica.

Il tasso dell'interesse è un elemento economico (costo/ricavo).

L'esigibilità di un debito è un elemento finanziario (un problema di rischio di credito e/o finanziario).

Il collegamento fra elementi economici ed elementi finanziari non è deterministico; è probabilistico se, e solo se, vi è una misura, che è sempre fondata sul passato e su previsioni che ipotizzano il ripetersi del passato. Ed è questo uno dei limiti dell'asset liability management (ALM).

Bonghi,

Sig.Ernesto 2/1/2017 - 20:45

il suo è un ragionamento affascinante ma va contro il più elementare principio di libero mercato. Lei riscuote interessi negativi pur prestando soldi a breve termine alla Germania. Ci rimette qualcosa insomma ma ha la quasi certezza di rivedere i suoi euromarchi. Ora, provi ad immaginare di ricevere il medesimo interesse dalla Grecia(o dal'Italia). Li presterebbe i soldi agli italiani, rimettendoci qualche decimale per di più, o pretenderebbe una maggiore remunerazione per un rischio di mancato rimborso (o di semplice volatilità dei prezzi) oggettivamente superiore? Funziona così, da sempre..e mi pare giusto...fino a zero. Sotto zero(interessi negaitivi( ci sarebbe da discutere per anni..ma non è la sede. :)

einstein

bonghi 4/1/2017 - 18:24

direi che dalla relativita' in poi credere in regole immutabili sia obsoleto

per rispondere alla sua domanda : non so se presterei soldi all'italia ... pero' faccio presente che abbassare il tasso di interesse dei titoli italiani porta ad un minor rischio di fallimento pertanto potrei considerare di prestare soldi all'italia , consapevole che il rischio che non mi vangano tornati e' inferiore ..... anzi in una certa ottica ci sarebbe piu' equita' nel cercare finanziatori.

non che io cerchi l'equita' , mi chiedo solo se esista un modo per evitare crisi che il sistema attuale porta "matematicamente"