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Sotto l'albero di Natale di MPS c'è un Tesoro

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Cerco di descrivere quanto, secondo me, si profila.

Supponendo che il salvataggio pubblico delle banche ammonti grosso modo ad un punto percentuale di PIL italiano, dovremmo essere consapevoli che il PIL, nel 2017, non crescerà di un punto, per cui il dissesto si ripercuoterà nei prossimi anni. Il che significa che si sommerà ad altri  dissesti: a parità di spesa pubblica, aumenta il deficit che confluisce nell'aumento del Debito.

Ma questo è il futuro prossimo.

Per quanto riguarda il passato prossimo a me sembra sia giusto indignarsi, ecc. ma dobbiamo essere consapevoli che battere i pugni sul tavolo produce solo ferite alle nostre mani.

La Finanza è una specie di ambiente di marinai ove si fanno promesse di pagamento e promesse da marinaio: il pubblico però non le distungue.

Non credo che la magistratura possa risolvere questa contraddizione del capitalismo.

sarebbero vietate da sempre, prima ancora che l'UE iniziasse ad emanare le sue direttive a protezione degli investitori. Ovvio che una promessa da marinaio - inattendibile per definizione - non dovesse essere creduta: ma qui si parla di un settore dell'economia oggetto di una regolazione severissima che, però, non riesce a prevenire crisi e scandali. Forse la magistratura da sola non basta: ma che dire delle autorità di vigilanza che dovrebbero selezionare gli intermediari nel momento della loro abilitazione e controllarne l'operato? Forse inseguiamo obiettivi non realistici?

criminale

dragonfly 2/1/2017 - 00:57

ho l'impressione che fabio ghia (come altri) colleghi l'entità del danno alla quantità di reati che devono essere stati commessi. in altre parole, un fallimento economico rilevante dovrebbe sempre  condurre prima o poi a fior di condanne a pesanti pene detentive, se non lo fa è perchè c'è del marcio etc.; i più ingenui in verità pensano anche che i condannati sarebbero in grado di risarcire completamente il danno.

non è così, evidentemente. in particolare questa crisi economica ha avuto origine nel fallimento tardivo dei più avanzati metodi di controllo del rischio:era lo stato dell'arte della materia, pluripremiato dall'accademia, di diffusione generalizzata ed incentivato anche dalle autorità per i grandi benefici generali che comportava. questo, finchè non è crollato, finchè certe combinazioni di variabili che non avrebbero mai dovuto presentarsi, hanno invece preso ad accadere spesso.

se prendiamo lehman come perno di tutto ciò, si deve anche sapere che il suo dominus r.fuld a tutt'oggi non è stato incriminato di nulla. nemmeno da una giustizia americana molto spiccia e ben poco formale.

anche le specificità della crisi bancaria italiana, a parte i soliti ladruncoli, sono molto ma molto distribuite ed alcune, evidenti solo col senno di poi. zonin era idolatrato dalla platea che poi ha condotto alla rovina, mussari è stato nominato presidente abi ancora nel 2010!

insomma, mi accontenterei (si fa per dire) di una realistica e però decisa iniziativa politica di riforma del settore, con largo ricambio di uomini. sperando di averne il tempo.

non capisco

bonghi 2/1/2017 - 10:23

lo stupore suscitato , il fallimento non e' un evento causato da falle del sistema , il fallimento e' la naturale evoluzione programmata dalle regole del sistema , provo a spiegarmi:

spero di non essere accusato di essere un troll , comunista o altro , la mia e' un analisi strettamente "probabilistica":

il meccanismo per cui si chiedono interessi maggiori ai "cattivi" pagatori genera quasi inevitabilmente fallimenti ;

il sistema attuale ( bassi interessi ai buoni pagatori  , alti intreressi ai cattivi pagatori ) ha come obiettivo il profitto , dal punto di vista strettamente probabilistico , se si volesse tutelare la stabilita' del sistema ( evitare crediti inesigibili che generano fallimenti anche bancari ) bisognerebbe lavorare all'opposto , cioe' chiedendo bassi interessi ai cattivi pagatori , e alti ai buoni pagatori di moo da facilitare il pagamento dei debiti.

capisco che tale sistema sia difficilmnte realizzabile e comporti deresponsabilizzazione dei pagatori ( moral hazard per gli anglofili ) , tuttavia il problema esiste

è la componente più rilevante del premio al rischio che il creditore chiede al debitore.  L'altra possibilità mi sembra la finanza islamica (alias l'associazione in partecipazione). Mi pare tuttavia che la sintesi migliore sia ancora il tasso dell'interesse, così come affrancato da Tomaso d'Aquino e dalla tarda scolastica.

Il tasso dell'interesse è un elemento economico (costo/ricavo).

L'esigibilità di un debito è un elemento finanziario (un problema di rischio di credito e/o finanziario).

Il collegamento fra elementi economici ed elementi finanziari non è deterministico; è probabilistico se, e solo se, vi è una misura, che è sempre fondata sul passato e su previsioni che ipotizzano il ripetersi del passato. Ed è questo uno dei limiti dell'asset liability management (ALM).

Bonghi,

Sig.Ernesto 2/1/2017 - 20:45

il suo è un ragionamento affascinante ma va contro il più elementare principio di libero mercato. Lei riscuote interessi negativi pur prestando soldi a breve termine alla Germania. Ci rimette qualcosa insomma ma ha la quasi certezza di rivedere i suoi euromarchi. Ora, provi ad immaginare di ricevere il medesimo interesse dalla Grecia(o dal'Italia). Li presterebbe i soldi agli italiani, rimettendoci qualche decimale per di più, o pretenderebbe una maggiore remunerazione per un rischio di mancato rimborso (o di semplice volatilità dei prezzi) oggettivamente superiore? Funziona così, da sempre..e mi pare giusto...fino a zero. Sotto zero(interessi negaitivi( ci sarebbe da discutere per anni..ma non è la sede. :)

einstein

bonghi 4/1/2017 - 18:24

direi che dalla relativita' in poi credere in regole immutabili sia obsoleto

per rispondere alla sua domanda : non so se presterei soldi all'italia ... pero' faccio presente che abbassare il tasso di interesse dei titoli italiani porta ad un minor rischio di fallimento pertanto potrei considerare di prestare soldi all'italia , consapevole che il rischio che non mi vangano tornati e' inferiore ..... anzi in una certa ottica ci sarebbe piu' equita' nel cercare finanziatori.

non che io cerchi l'equita' , mi chiedo solo se esista un modo per evitare crisi che il sistema attuale porta "matematicamente"

quanto sarebbe utile disporre di un'autorità amministrativa indipendente e competente che regolamenti, vigili e sanzioni i comportameneti degli intermediari finanziari! 

Senza sistemi di deterrenza (personale), le norme severissime a nulla servono.

Peccato che questa parola (deterrenza) sia considerata blasfema dalla filosofia giuridica nazionale.

A volte il sistema mostra la risposta nel filo sbagliato.
Poi si corregge, ma ormai ho spostato la mia risposta.

Cioè?

Guido Cacciari 3/1/2017 - 11:46

Quali sarebbero le "contraddizioni del capitalismo"?
E che centrerebbero con la difesa dalla truffa, il diritto all'informazione ed il peculato, competenze del diritto e della magistratura?