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Sotto l'albero di Natale di MPS c'è un Tesoro

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"La sola MPS ha circa 17 miliardi netti di crediti difficilmente esigibili".

A me piacerebbe sapere da quando.
Per coincidenza, la crisi bancaria nazionale sembra avanzata pari passo con quella immobiliare. Il ché non mi sembra casuale.
Un po' come la passata (?) crisi statunitense, ma per differenti ragioni.
La ragione de quo mi sembra sia che il ns. sistema, diversamente da altri come il tedesco, presta quasi esclusivamente su garanzia immobiliare.
Capisco che l'inefficienza sistemica risieda anche nell'ingerenza politica. Nelle nomine, nel sistema di protezione delle responsabilità personali della dirigenza, nell'anomalia di un mercato in cui non si può fallire. E, come al solito, nell'espolosione delle incombenze burocratiche a carico del sistema bancario, ora al servizio (gratuito) dell'agenzia delle entrate.
Ma la crisi attuale mi sembra legata, qui come in diverse realtà e Storie bancarie, a quella immobiliare.

possibili risposte

bonghi 27/12/2016 - 14:40

http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2016-12-23/deutsche-bank-paghera-multa-$72-miliardi-titoli-tossici-usa-barclays-denunciata-061026.shtml?uuid=ADdSDKJC

forse i crediti inesigibili arrivano da qua

Ovvio che se finanzio su `granzie immobiliare', quando cade il valore del presidio cade anche il merito di credito.

Allora finanziamo in base ad analisi di bilancio: ma, seondo voi, un mondo di PMI quali bilancio può proporre? In Svizzera, ci diceva qualche tempo fa Franzesco Forti, quando il debito supera la metà del fatturato, l'azienda viene considerata dissestata o giù di lì. Vi immaginate l'Italia?

 

I "cicli economici", secondo chi ne ha definito la teoria (con annesso Nobel) dipenderebbero molto spesso dall'ingerenza dello Stato in un determinato settore, e dalle sue "conseguenze inattese".

Nel caso del settore immobiliare, molti corvi avevano predetto catastrofi a seguito dell'introduzione dell'IMU da parte di Monti, peraltro concomitanti all'introduzione del nuovo testo unico sulle costruzioni, alla concessione di arbitrio fiscale ai Comuni negli oneri edilizi ai fini "perequativi", seguita poi dalla TASI (che se fosse veramente una tassa, sarebbe l'unico tributo giuridicamente ineccepibile. Ma in realtà non lo è) e preceduti dai nuovi "strumenti edilizi" POS, RUE e POC, da nuovi enti necessitanti autorizzazioni edilizie quali lo "svincolo paesaggistico" e quello "idrogeologico" (anche per piantare un cartello di un agriturismo), accompagnati da una miriade di fantastici oneri burocratici locali.

Ricordo un presidente USA che divenne noto per la sua "deregulation" (e "detaxation"), che sembrò ottenere buoni risultati. Che sia quella la soluzione migliore?

Ci siamo allontanati dall'argomento bancario.
In realtà, non tanto.

non sono un economista

Bè, spesso la garanzia per un prestto alle imprese sono gli ordini.
In questo modo, le imprese possono affrontare le spese necessarie alla produzione prima di ricevere i ricavi garantiti dagli ordini.
Peccato che la tutela dei crediti tra privati sia in questo paese meno tutelato (immensamente meno) dei crediti bancari.
Il che induce le banche stesse a rifarsi ancora una volta su immobili, impianti, e tutto ciò che fa fallire le imprese.

secondo me è un errore

Secondo quanto riporta la Bild oggi, in Germania non hanno preso benissimo questo preannunciato intervento dello Stato. "Se un istituto è sull'orlo della bancarotta, allora va liquidato gradualmente anziché buttare soldi pubblici".

dai, la bild

dragonfly 28/12/2016 - 01:13

mette i dischi volanti in prima pagina.

magari è vero.

Bild

Paolo Biffis 28/12/2016 - 22:58

io sarei d'accordo