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Sotto l'albero di Natale di MPS c'è un Tesoro

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ma, almeno in apparenza, realistico. La speranza che BMPS sia restituira al mercato una volta risanata appieno è condivisibile, ma il pessimismo della ragione - alla luce dei precedenti - induce a dubitarne.

Come puntualmente rilevato, il governo a guida PD dovrebbe risanare una banca che era stata da sempre vicina a quel partito: per dirla in maniera grossolana, riparare i guasti fatti da chi lo sostiene. Ora, se le dimensioni della banca sono quelle indicate nell'articolo, viene da sospettare che essa sia stata usata per acquisire consenso sul territorio: è fondata la speranza che la si risani, facendo versare lacrime e sangue ai debitori di NPL, nonostante il rischio di una loro adesione massiccia ai partiti anti-sistema?     

Secondo me è impossibile per le seguenti fondamentali ragioni:

1) l'albero genealogico del PD che stava e sta a monte del MPS non è propenso al mercato, nonostante tutte le chiacchiere che si fanno. Lo si è visto negli anni e lo si vede tutt'ora (ad es. sul dibattito in tema di italianità delle imprese). Il PD manterrà le proprie tenaglie sulla banca.

2) la storia degli utlimi trent'anni ci dice che, in Italia, gli Accordi di Basilea sono stati sottoscritti per essere disattesi: dal Basilea 1 dell'88, al suo ampliamento del 1996, per giungere al recente Basiela IV nessuno, e tanto meno la Banca d'Italia, ha premuto affinché i profittti fossero reinvestiti piuttosto che distribuiti, affinché le Fondazioni abbandonassero le banche (la Fondazione MPS fu una delle ultime, ma la commistione vi è ancora ad es. a BZ), affinché le SpA bancarie si quotassero, ecc. Le attuali carenze patrimoniali, oggi conclamate dalla Vigilanza unica, hanno origine proprio dall'avversione per il rafforzamento patrimoniale probabilmente dovuto alla malsana idea che le banche prestino i depositi, i loro debiti, cioè che i depositi siano la materia prima dell'attività bancaria;

3) in terzo luogo, una banca risanata, oggi, non richiede più soltanto di essere patrimonializzata ma anche di cambiare modello di business (cioè di fare profitti in maniera diversa dal passato) il che significa ridurre drasticamente e seza indugio i costi fissi (risorse umane e immobili) perché tutta l'attività bancaria e finanziaria, cioè i circuiti monetari e finanzari, non transitano più, oggi, attraverso supporti fisici ma attraverso supporti virtuali. Tutte le transazioni infatti oggi sono sequenze di bit (sia quelle in strumenti finanziari sia quelle in mezzi di pagamento) che avvengono quasi indifferentemente `da casa' oppure `on the road', per non parlare dei milioni di piccole transazioni che avvengono contact less, e il cui sviluppo appare imprevedibile in quanto collegato ai sistemi di sicurezza;

4) i debitori di NPL nel frattempo non verseranno né lacrime né sangue, anzi se la stanno ridendo alla grande e da tempo: sarà la banca a dover versare lacrime e sangue, vendendoli a prezzi di mercato, cioè largamente inferiori a quelli di cui si chiacchiera (20-25% del valore di carico).

La sola possiblità che io pavento per il risanamento del settore bancario-finanziario-assicurativo italiano consiste (ma qui entriamo nei miei platonismi) in una drastica riduzione del numero delle imprese che vi appartengono; una riqualificazione professionale della consulenza volta ad atttirare l'attenzione della clientela sul rischio-rendimento-liquidità degli investimenti; una riqualificazione professionale orientata alla sicurezza informatica. La qualificazione professionale in tema di concessione del credito dovrebbe essere già patrimonio acquisito. In caso contrario i 20md di oggi, i 30 paventati dal prof. Giavazzi o i 52 di cui oggi si parla saranno buttati al vento

big mistake

dragonfly 25/12/2016 - 13:18

1) l'albero genealogico del PD che stava e sta a monte del MPS non è propenso al mercato, nonostante tutte le chiacchiere che si fanno. Lo si è visto negli anni e lo si vede tutt'ora (ad es. sul dibattito in tema di italianità delle imprese). Il PD manterrà le proprie tenaglie sulla banca.

il PD nazionale ,ma anche regionale, in realtà stava a valle. l'articolo da subito inquadra bene chi sta sopra e chi sta sotto:

La vicenda MPS ha radici lontane che attecchiscono nella natura stessa dell'istituto di credito senese; una banca locale, gestita localmente dalla politica locale, tramite la Fondazione, secondo interessi localistici.

e sarebbe stato così con la politica locale senese di un qualunque altro colore "esplicito". il dominus era la plurisecolare fondazione e i suoi complessi e non proprio trasparenti equilibri interni, mentre il comune e le sue maggioranze elette, seguivano.

.http://www.linkiesta.it/it/article/2013/01/26/amato-e-bassanini-il-tandem-che-reggeva-mps/11407/

lo confermò del resto lo sventurato fassino durante la scalata di unipol a BNL: " abbiamo (finalmente) una banca!"  la fondazione MPS infatti era sempre stata autonoma dal PD nazionale, e spesso in aperto contrasto con quest'ultimo, ad es. nell'adempiere all'obbligo di legge di rinunciare al controllo dell'azienda..

quel che è successo a molte banche anche con governance formali molto diverse, è stato precipuamente il trionfo del "territorio", come ad es. popolare di vicenza e veneto banca, targate DC ma che non sono cambiate di un epsilon addirittura dopo la sparizione del partito di riferimento. zonin era lì e lì è rimasto, con sindaci sia di forza italia che del pd.

big mistake

Paolo Biffis 27/12/2016 - 22:14

anche i paracarri sanno che vi è commistione fra chi sta sotto e chi sta sopra, il che vale per ogni gruppo politico, sindacale, industriale, ecc. Le `banche senza aggettivi' sono un platonismo einaudiamo che affoda le sue radici ne `La funzione delle banca' di A. De Viti De Marco.

Fassino non sapeva e non sa nula di banche. Secondo me è stato vittima di un sopruso.

fassino sapeva

dragonfly 27/12/2016 - 22:24

che nella scalata a BNL non poteva contare su MPS.

delle banche senza aggettivi nulla so io, mi limito a dire che gli aggettivi delle banche italiane sono un po' troppi, non uno solo. e "concorrenziale" viene per ultimo.

Continuo a pensare sia stato oggetto di un attacco proditorio

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