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Il terremoto, la ricostruzione, il populismo.

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condivido molti aspetti e in particolare alcune osservazioni preliminari, come il virgolettato seguente:

"La mancanza di consapevolezza dei pericoli di un terremoto ha fatto scendere in secondo piano la necessità di costruire case con struttura adeguata a resistere al massimo sisma previsto e di dover rinforzare la struttura di case costruite in modo non adeguato."

cionondimeno molti borghi antichi (es. il mio caro "Arquata del Tronto") dell'appeninno esistono da secoli e magari sono dei vecchi genitori scomparsi o rimasti soli , che non sono in grado di accollarsi un adeguamento sismico (ultime norme 2008). 

Inoltre non condivido le conclusioni che si possono trarre. es. l'obbligo di assicurazione, che ha accennato il governo Monti e poi quasi ventilato il governo Renzi; 2 esempi neo-liberisti disposti a far entrare i grandi gruppi privati come la soluzione al problema.

Quanto piuttosto fare dei controlli capillari sulle ristrutturazioni e costruzioni delle zone sismiche (zone 1 e 2), onde verificare a campione che le norme siano rispettate e nuove migliori tecnologie siano utilizzate e/o favorite.
In una palazzina residenziale di L'Aquila, a seguito del sisma dl 2009 classificato  cat. E, abbiamo ricostruito le tamponature e rafforzato la struttura in ca dei primi 2 piani, incluso il mio app.to, utilizzando anche nuovi materiali. Come 2.a casa ho ricevuto l'80% di contributi, ottenendo un edificio più sicuro con spese oculate e controllate.

Difronte ad un disastro immane, non basta farne una questione di mero vantaggio e lasciare l'iniziatia solo al singolo. Non avremmo mai ricostruito il paese dopo la 2.a guerra mondiale

Saluti