Titolo

Il terremoto, la ricostruzione, il populismo.

5 commenti (espandi tutti)

e poi?

giovanni federico 6/12/2016 - 00:46

Ipotizziamo che si accerti che un edificio del Cinquecento è altamente vulnerabile. Come si prezza il valore - e quindi come si decide l'assicurazione (presumo obbligatoria)? Col costo di una costruzione analoga moderna con criteri antisismici? Col costo di una costruzione simile falso antica? Oppure si impone ai proprietari di adeguare alle norme antisismiche moderne (se tecnicamente possibile)? Se non hanno i soldi, li forziamo a fare un mutuo? Li espropriamo?

Any idea?

Il mio pensiero: Classificazione di rischio sismico (vulnerabilità per esposizione) da rendere progressivamente obbligatoria per tutti gli immobili.

E' uno strumento conoscitivo fondamentale per il cittadino e per il decisore in generale, quale può essere il caso di una assicurazione.

Detta classificazione può essere condotta in due modi.

a) con valutazioni speditive per immobili di 'recente' costruzione. Questa deve essere molto a favore di sicurezza e mai permettere di superare un certo indicatore di performance o rischio* (i.e. al massimo classe 'B', pure se edificio di nuova costruzione perfettamente conforme alla norma)

b) con indagini approfondite. Ricadono in questa fattispecie immobili esistenti di non recente costruzione oppure immobili nuovi che vogliano aumentare il loro valore di mercato certificando un rischio sismico sostanzialmente inferiore i requisiti di legge o una performance sostanzialmente migliore (p.e. progettato per non danneggiarsi sotto l'azione di un sisma pari a quello di legge).

In questa sede, per edifici che mostrino alta vulnerabilità è importante che vengano indicati e giustificati interventi con alto rapporto benefici costi, anche con una prima quantificazione degli stessi, per permettere almeno di salvaguardare la vita degli occupanti.

 

Ricadute della classificazione sull'assicurazione

Gli immobili -poniamo- della classe sismica 'B' o migliori, devono poter vedere assicurata una somma necessaria ad eventuale ricostruzione totale (assai improbabile) o ripristino totale. Qui si può apprezzare la differenza in termini di premio assicurativo per ha deciso -liberamente- di costruire e certificare performance superiori alla norma.

Per il patrimonio esistente per il quale si constati una alta ed altissima vulnerabilità** si può vedere assicurato un controvalore figurativo o d'uso, magari non sufficiente alle spese di riparazione nè di ricostruzione, ma commisurato a necessità abitative post sisma. Gli abitanti di questi immobili sismicamente insicuri, si trovano quindi un valore di mercato sostanzialmente inferiore a prima. Suppongo questo sia il vero motivo politico che ha sempre bloccato normative di questo tipo. In cambio però:

1) possono accedere a suddette polizze assicurative che coprono necessità materiali ed abitative a prezzi calmierati o con corpose detrazioni fiscali. I.e. in caso di sisma non bisogna aspettare l'intervento dello stato, se e quando arriva.

2) se l'immobile vulnerabile non è di interesse storico-artistico elevato vengono rilassati vincoli di qualsiasi natura per abbattimento e ricostruzione, anche con bonus volumetrico che possa fornire incentivo (da lasciare ai comuni, sempre e comunque senza occupare nuovo suolo). Penso alle città con prezzi al metro quadrato molto elevati e patrimonio immobiliare post WWII.

3) Lo stato può concorrere al miglioramento sismico con contributi a parziale copertura di immobili privati che ritiene di forte\fortissimo interesse storico-artistico, purchè vengano almeno in parte resi accessibili al pubblico. Per questo si potrebbe pensare anche all'impiego di fondi europei.

Ogni punto meriterebbe volumi di approfondita discussione, io metto solo un po' di carne al fuoco.

Mi rendo conto che in tutto questo è di importanza sostanziale la quantificazione di contributi, entità delle polizze e del rischio, che richiede competenze assai multidisciplinari.

 

In sintesi: se sei stato informato correttamente ed in modo comprensibile di avere un immobile altamente vulnerabile non hai voluto procedere a valutazioni più approfondite E  hai deciso di non stipulare una assicurazione agevolata e di importo modesto, allora si può iniiare a parlare di moral hazard, rimanendo comunque la questione assai complicata e ricca di specificità che purtroppo si concretizzano sulla pelle delle persone.

 

 

* ci sarebbe da discutere anche di questo ma per ora concedetemi di confondere i concetti e legare strettamente performance -qualunque cosa significhi- e rischio. Ovvero 'performance' o prestazione elevata corrispondono a rischio basso.

** se abitassi in un edificio di classe sismica 'G', qualche domanda me la farei, pur senza creare inutili allarmi

C'è una questione di fondo da risolvere prima di entrare nel dettaglio delle proposte, alcune delle quali sono molto interessanti.

Classificazione di rischio sismico (vulnerabilità per esposizione) da rendere progressivamente obbligatoria per tutti gli immobili.

Nel momento stesso in cui lo Stato obbliga ad accertare che un immobile è intrinsecamente insicuro, quali strumenti mette in campo per gestire le conseguenze che questo comporta?

Mi spiego. Se l'edificio è insicuro il Comune dovrebbe togliere immediatamente l'agibilità, succede dopo un terremoto oppure dopo un incendio o una fuga di gas, quando i VVF accertano che l'immobile è privo dei requisiti minimi di sicurezza.

Questa operazione non è priva di conseguenze: le utenze debbono essere interrotte, sicuramente quella del metano (riscaldamento) [Decr. n. 37 22 gennaio 2008]. Solitamente i Sindaci procedono con una ordinanza di sgombero.

Anche allentando vincoli normativi, e supponendo che poi qualcuno si assuma queste responsabilità, l'introduzione di un obbligo di questa portata (classificazione o assicurazione) deve essere accuramente pianificato.

Al contrario, se queste iniziative fossero lasciate alla buona volontà di ciascuno, sarei dubbioso circa la loro efficacia. Sarebbe un po' come certe persone che non vanno dal medico per paura che gli possa dire di mettersi a dieta o di smettere di fumare. Fin qui nessun problema, ma se la casa di uno che "non vuole smettere di fumare" crolla su quella del vicino che l'ha appena adeguata sismicamente?

P.S. Era un esempio, non se la prendano i fumatori!

Nel momento stesso in cui lo Stato obbliga ad accertare che un immobile è intrinsecamente insicuro, quali strumenti mette in campo per gestire le conseguenze che questo comporta?

 Le questioni qui sono sottili e spinose. Non sono d'accordo che l'alternativa sia tra fare finta di non vedere e pagare l'adeguamento a tutti (mi perdoni la sintesi brutale)

'Sismicamente insicuro' non significa di per sè crollo incipiente, come 'di classe energetica G' non significa che stai al freddo d'inverno.

Il paragone è forzato ma è fisologico che il confronto tra tecnologie (e risorse) di oggi e di 40 anni fa possa risultare impietoso, soprattutto per certi tipi di edilizia.

Il risultato è però relativo: oggi sappiamo fare molto meglio, non ti sta per cadere la casa in testa. Magari speriamo che non si verifichino terremoti.

Nuovo paragone, ancora legato al mondo dell'auto, io la vedo così:

https://www.youtube.com/watch?v=joMK1WZjP7g

Non è che per tranquillizzare i possessori di Chevrolet Bel Air 1959 evitiamo di fare crash test.

Dal punto di vista tecnico dirò una cosa che molti colleghi (ingegneri) potrebbero considerare eterodossa: un edificio del 1500 che non abbia subito nel tempo interventi di trasformazione eccessivi o non sia stato privato a lungo della necessaria manutenzione, probabilmente non sarà (altamente) vulnerabile, come si è sovente portati a credere.

Non sto' ad annoiarvi con le questioni tecniche, vi faccio solo notare che, nelle condizioni citate sopra, la storia ha già messo quella costruzione a confronto con diversi eventi sismici: quindi se è arrivato intatto sin qui probabilmente non sarà messo così male. Un caso evidente ed estremo sono gli acquedotti romani.
- Questo vuol dire che una volta costruivano meglio che oggi? No, semplicemente che le le strutture peggio costruite sono già state eliminate dalla selezione naturale.

Questa considerazione purtroppo non è valida per l'edilizia minore, i borghi di cui si è detto, ove la stratificazione costruttiva (abusi edilizi compresi) rende difficile sia la diagnostica che un eventuale intervento di adeguamento. Agli ostacoli tecnici si devono inoltre aggiungere: l'interazione con altri vincoli di tipo storico ed artistico e – soprattutto – la frammentazione della proprietà.

Purtroppo, le soluzioni elencate esulano dalle mie competenze e per questo sono curioso di sentire quali altre idee possano nascere.

Come si prezza il valore - e quindi come si decide l'assicurazione (presumo obbligatoria)? Col costo di una costruzione analoga moderna con criteri antisismici? Col costo di una costruzione simile falso antica? Oppure si impone ai proprietari di adeguare alle norme antisismiche moderne (se tecnicamente possibile)? Se non hanno i soldi, li forziamo a fare un mutuo? Li espropriamo?