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La vittoria di Trump: alcuni commenti a temperatura ambiente

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... a me sembrano convincenti, oltre che di grande portata: un'analisi e una previsione, volendo una proposta, che aprono un grande spazio per un'azione politica insieme positiva e realistica.

Condivido in particolare la tesi secondo cui è cruciale una leadership efficace, nella direzione e nei modi indicati da Loi stesso. Federico, in un commento all'articolo recente di Moras e Piergentili e in risposta credo a Boldrin, incisivamente si chiedeva:

purtroppo le pecore hanno la pessima tendenza a scegliersi il pastore sbagliato. O meglio il pastore che le porta nella direzione opposta a quella che tu (ed io) considerano giusta. Credi che sia solo una questione di qualità del pastore, e che basterebbe trovare un grande oratore, appoggiato da un team di professionisti eccezionali per la comunicazione in rete per  convincere il popolo delle virtù della globalizzazione?

Gli argomenti di Loi consentono di dare una risposta cautamente positiva alla domanda di Federico. Naturalmente non è semplicemente questione di trovare "un grande oratore" bensì un leader politico e intorno a lui un gruppo che sappia fare ciò che Michele Loi suggerisce, mi sembra, con solido realismo. E' una previsione confutabile, quindi si vedrà, o magari si farà.

Chiederei a Michele Loi se ritenga che Ciudadanos in Spagna si avvicini a ciò che lui prevede. O in Italia Renzi stesso, se superasse alcuni suoi (secondo me) gravi difetti.

ci si preoccupa di quello che dovrebbe dare un partito favorevole alla globalizzazione per ottenere il consenso dell'elettorato.

Io ho difeso la globalizzazione, nel mio campo, nel 2000: penso di poter osservare che oggi, prima di preoccuparsi del modo di ottenere il consenso, sarebbe opportuno chiedersi a quale globalizzazione si aspira e perché. Altirmenti, sarà arduo confutare sovranisti, nazionalisti, isolazionisti, fascisti, e chi più ne ha più ne metta.