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La vittoria di Trump: alcuni commenti a temperatura ambiente

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Eccesso di umori.

Matteo2 15/11/2016 - 22:44

Da diversi giorni sulla CNN i giornalisti si stanno chiedendo dove hanno sbagliato, dove l'informazione in generale ha preso un abbaglio, come possono recuperare la sintonia con la gente, e via discorrendo. Al contrario dei giornalisti italiani, che trovano tutto evidente e si affrettano a salire sul carro del vincitore essendo ben allenati in questo, quelli della CNN ragionano in modo feroce, direi, non concedono nulla agli intervistati né trascurano nessun giudizio per quanto estremo sia. Tra le altre cose, ho visto aggredire un esperto di statistica a cui è stato rinfacciato il fatto che se si predice 85% contro il 15%, e vince quello del 15% è chiaro che il mondo dell'informazione viene deragliato, ma allora è legittimo chiedere: quale diavolo di problema hanno i metodi statistici?

Siccome il giornalista sembrava molto alterato, lo statistico non ha neanche provato a spiegare che una cosa è la probabilità di vittoria un'altra è la percentuale di consensi; ha invece detto che se gli elettori hanno mentito quando interpellati, l'unica strada alternativa possibile per il futuro potrebbe essere quella di cambiare i metodi con cui si interpellano gli elettori. E in effetti, difficilmente si potrà sperare che la statistica cambi nei suoi fondamenti per garantire più certezze all'informazione.

Ora, che gli interpellati dai sondaggisti abbiano mentito pare proprio un fatto, e questo mentre da un lato rende particolarmente problematica ogni ipotesi sul presunto disagio dei votatori di Trump, e mi pare di averne sentite di tutti i colori in proposito, dagli scontenti per l'eccesso di immigrazione agli oltraggiati per aver dovuto ingoiare un presidente negro, agli indignati per il degrado sessuale e per il disprezzo della vita ecc. , e cioè una qualunque delle svariate, in un certo senso geniali, trovate propagandistiche di Trump, ebbene mentre si fatica a ritrovarsi su questo lato, ci si trova facilitati mi pare, invece, a percorrere l'ipotesi che si sia trattato di una leggerezza, di cui evidentemente ci si vergognava, e dunque che vi sia una carenza di equilibrio di fondo.

Trump ha voluto creare un parallelo tra la sua campagna e la Brexit, ebbene l'analogia potrebbe essere spinta oltre: come nel caso della Brexit, è possibile che il giorno dopo questa “protesta” contro tutto, il cittadino elettore si sia accorto di aver combinato un guaio. E allora, come nel caso della Brexit, è possibile che molto si faccia per accogliere le istanze più innocue di questa “protesta”, e di evitare, con ogni possibile cura, di incamminarsi sui pendii troppo scoscesi, cercando di minimizzare i danni.

Del resto chi è colui che si augura che Trump mantenga più del 10% di quello che ha promesso? E chi crede che anche il suo elettore medio, e non quello estremo, si auguri una percentuale più ampia?

 

Ora magari mi si accuserà di insultare le decine di migliaia di contestatori che in un centinaio di città grandi e piccole stanno, in piena coscienza, allarmandosi per la “sicura” deriva razzista e chiusura al mondo dell'amministrazione Trump.

Messi si presenta sul dischetto contro il Cile. Finale di Coppa America. prendo solo i dati col Barcellona fino alla stagione scorsa, quella di Argentina Cile. Su 59 rigori ne ha segnati 46. Quando messi va sul dischetto ha + o - il 78% di possibilità di segnare, grosso modo le chance di vittoria della Clinton , eppure Messi ha sbagliato quel rigore e il Cile ha vinto la coppa. 

La stampa potrebbe cominciare da questo esempio banale per capire che una probabilità non è un vaticinio.

Potremmo continuare dicendo che il vantaggio nei voti popolari di HRC, aumenta. Ieri aveva superato il milione. Le proiezioni lo danno intorno al 1,7 milioni ma anche se resta così non è certo trascurabile. 

Voto popolare.

Matteo2 18/11/2016 - 00:31

Leggevo in rete che il distacco dei voti popolari è di 1,34 milioni di voti a favore di Hillary, in crescita. Probabilmente finirà con un milione e mezzo di voti in più, e questo rende decisamente meno facile interpretare l'intero risultato. La maggioranza degli americani non è con Trump o comunque metà dell'elettorato non condivide le sue idee; un comportamento equilibrato sarebbe quello di tenerne conto. Ma il potere che avrà Trump sarà ampio come non mai, potendo contare sul Senato, sulla Camera dei Rappresentanti e potendo volgere a sé la Corte Suprema. Avranno i repubblicani il senso della misura, datosi che sono di fatto minoranza nel paese?

Questo è un interrogativo interessante, perché la politica non ha di queste gentilezze, a meno che non sia costretta o non trovi che sia più conveniente una minore esposizione.

Un segnale di convergenza, però ancora meno probabile che si verifichi, potrebbe essere quello che non tutti i Grandi Elettori repubblicani votino per Trump, magari alcuni di quelli eletti negli stati più contesi. Non hanno vincolo di mandato e potrebbero farlo, magari solo per testimoniare di non voler far cappotto in una situazione che è, dal punto di vista democratico, particolarmente imbarazzante. Del resto, pare che lo stesso Trump nel 2012 si sia espresso contro questa strana eventualità che vinca un presidente che prende meno voti a livello complessivo, e ha ribadito che non ha cambiato idea in proposito. Così, ecco un altro modo per cercare una rappacificazione del paese: mettere in cantiere una legge di cambiamento almeno della sola elezione del presidente, ma purtroppo sarebbe da parte sua un passo troppo forte di autodelegittimazione. Comunque qualcosa dovranno pur fare.

 

Da qui in poi scherzo, dunque non mi si prenda troppo sul serio.

È stato uno spasso oggi seguire la CNN. Si parlava, indovinate un poco?, del Conflitto di Interessi. Quanti ricordi! Loro dicono Conflict-of-Interest, proprio come noi. Trump, interpellato telefonicamente, ha detto che lascerà tutto ai figli, e giù i giornalisti a chiedersi: “E così cosa cambia? Farà gli interessi dei figli!”. Che goduria, venti anni di esperienza ti fanno sentire un gran signore in proposito. Comunque è chiaro che Trump non conosce bene la legge americana, il Congresso ha già stabilito tutte le regole in proposito, e si tratterà per lui di fare obbligatoriamente il Blind Trust. Ecce Homo!

Qui potrebbe essere convocato il prof. Boldrin per spiegare la situazione, ma per par condicio dovrebbe indicarlo col nome di Trust Cieco, e poi aspettare ansiosamente che Trump non dica in TV che farà un Trust dove saranno controllate tutte le O. Se accedesse questo, è chiaro che il problema sarebbe solo suo.

E questo potrebbe essere solo l'inizio. Chi di spada ferisce di spada perisce. Putin ha già mangiato la foglia e le ragazze russe sono irresistibili; parecchi fotogrammi potrebbero somigliare a quelli di un film già visto.

spaccatura

marcodivice 18/11/2016 - 09:59

Il vantaggio della Clinton deriva soprattutto dai voti di California ed Oregon. Voti concentrati in aree specifiche. Anche Trump ha vinto per i voti di un'area specifica: il mid-west. Si materializza sempre più quella spaccatura che i futuri presidenti non potranno ignorare.