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La vittoria di Trump: alcuni commenti a temperatura ambiente

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in pratica

marcodivice 15/11/2016 - 18:05

a parte che chi attraversa il Sahara e poi il Mediterraneo difficilmente si farebbe scoraggiare, mi spieghi come praticamente l'Italia possa espellere decine di migliaia di persone non in regola?

gira in questi giorni la notizia che già durante l'amministrazione Obama i clandestini rimpatriati si aggirano intorno ai 2 milioni e mezzo. Bufala? Non si direbbe.
E' perfettamente logico che se il clandestino rappresenta un problema di ordine economico e sociale si debba fare di tutto per diminuirne il numero.

Gli usa hanno la frontiera col Messico, che malgrado i suoi problemi non è uno Stato che esiste solo sulla carta dove l'unica volontà è quella del dittatore/signore della guerra locale di turno. 

Per noi non è così. Esempio: un centinaio di immigrati senza documenti dichiarano di venire dal paese X, questo impedisce loro di chiedere asilo. Li imbarchiamo su un volo per X, arrivati li l'autorità locale ,dice che non sono loro cittadini e ci diffida dal ripetere l'operazione. Che si fa? paghi affinchè li riprenda lo stesso? puoi scommeterci che nel giro di pochi mesi non ci sarà più nessuno che dichiarerà di provenire da X, ma da Y e riparte la giostra.

hanno attraversato illegalmente la frontiera USA-Mex nel solo settore di San Diego (chissa quanti ad El Paso ed altre localita di frontiera). http://www.latimes.com/local/lanow/la-me-ln-chinese-border-california-20...

Comunque sono d'accordo che l'immigrazione irregolare da paesi non di frontiera e' un problema molto piu grosso per l'Europa.

i 600 cinesi sono riportabili in Cina. Da noi arrivano da un' area in pieno caos che va dal Senegal all'Afghanistan. Da qui la mia domanda.

infatti

roccog 17/11/2016 - 10:32

A prescindere dal fatto che non tutti gli immigrati clandestini negli USA sono messicani (anche se probabilmente sono la maggioranza), il problema per noi non è infatti legato solo alle dinamiche di movimento, ma avere a che fare con paesi che non hanno beneficiato della globalizzazione (spesso poveri di risorse) oppure teatri di guerra. In entrambi i casi i piani occidentali per questi paesi hanno fallito o avanzano troppo lentamente. Il fatto più critico per noi e non essere stati in grado di aiutare i paesi dell'area mediterranea. Tranne il Marocco, tutti questi paesi sono stati o sono teatro di guerra. Questo la dice lunga sull'utilità dell'Europa e della NATO in questo settore strategico. E' per questo che dico che al di là del lato pratico (come fermare l'immigrazione) giocano altri fattori di delusione: l'elettore è stufo di personaggi che dicono di esportare la democrazia e creano caos. C'è tanto che non va. Chi se ne assume la responsabilità? Il Papa? O piuttosto coloro che hanno sostenuto l'UE e la NATO? Il passo è breve da qui a votare Trump, Lega, M5S, LePen, Farage, etc. Per tornare alla questione del rapporto con la Russia, anche qui si assiste ad una reazione. Quelli che ci hanno detto che Putin è il cattivo ci hanno portato ad una situazione geopolitica quasi ingestibile. Perché non proviamo a rivedere le posizioni. E poi in questa idea generale rientra tutto, sanzioni, crisi russa, etc. L'elettore medio deve avere una visione del tutto e anche il politico. Un messaggio politico è efficace quando dà una direzione, un orientamento.

Dubito che la politica estera sia così determinante nell'elettore, anzi penso che Europa e USA hanno fatto praticamente quello che l' elettore medio vuole, ovvero assolutamente nulla e il folle Putin c' è andato a nozze, non vedo come togliere le sanzioni alla Russia possa far cambiare idea alle persone nei confronti della globalizzazione.
Rimane il fatto che fermare l 'immigrazione è molto difficile, possiamo far credere alla popolazione che stiamo facendo qualcosa senza nella pratica fare molto, questo si, possiamo guadagnare tempo ecc, comunque il danno più grosso, il 10% che è uscito perdente dalla globalizzazione, lo ha subito da tecnologia e trade, ma la cosa peggiore è che non siamo sicuri che aiutando quel 10% in qualche modo potremmo cambiare l' opinione della maggior parte della popolazione in fatto di globalizzazione:

-passa un po' di tempo e facciamo credere che abbiamo fatto qualcosa per l' immigrazione e trasferiamo qualcosa a quel 10%.
A) è passato un po' di tempo l' ondata anti-globalizzazione si è sgonfiata, andiamo avanti tutti contenti.
B)La globalizzazione è ancora il nemico numero uno, la percezione dei cittadini non è cambiata e ora punta la pistola su trade e capitali con scenario da End of World

Ho la sensazione che A ricada nella visione ottimista.

credo che stiamo parlando di due cose diverse.