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La vittoria di Trump: alcuni commenti a temperatura ambiente

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Peter Thiel

tizioc 14/11/2016 - 22:04

Questa e' una cosa che ho sentito piu' di una volta dopo la vittoria di Trump: la democrazia e' arrivata al capolinea/bisogna mettere dei limiti al suffragio universale, etc.

Ironia della sorte, Peter Thiel, uno dei pochi ad aver pubblicamente sostenuto Trump nella campagna elettorale, era stato tra i primi ad esprimere una tale preoccupazione, suggerendo che "libertà" e "democrazia" potessero non essere compatibili. Per queste sue idee era stato anche pesantemente criticato da chi le considerava non solo (come in un certo senso è ovvio) "antidemocratiche", ma palesemente autoritarie. L'inaspettata vittoria di Trump sembra in qualche modo aver ribaltato questa situazione: ora sembrano essere i suoi oppositori a contestare, in modo peraltro velleitario, le forme democratiche. (Come evidentemente fanno coloro che scendono in strada a manifestare contro il presidente eletto, all'indomani di un voto svoltosi in piena regolarità e ben prima dell'effettivo insediamento!)

Personalmente continuo a pensare, con Winston Churchill, che la democrazia sia la peggiore delle forme di governo, fatta eccezione per tutte le altre che si siano finora sperimentate. Non trovo che l'elezione di Trump o la Brexit, per quanto forse discutibili, dovrebbero farci modificare questa opinione.

col http://rodrik.typepad.com/dani_rodriks_weblog/2007/06/the-inescapable.html  (ispirato da quello di Mundell): non si possono avere contemporaneamente democrazia, governi nazionali e globalizzazione