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La vittoria di Trump: alcuni commenti a temperatura ambiente

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Buon punto!

Michele Rozzi 14/11/2016 - 21:13

Questa e' una cosa che ho sentito piu' di una volta dopo la vittoria di Trump: la democrazia e' arrivata al capolinea/bisogna mettere dei limiti al suffragio universale, etc.

Io sono estremamente conservatore su questo: la liberta' di voto e' una conquista recente e ci penserei non due volte, ma duecento volte prima di decidere di limitarla non solo per il fatto di limitare il diritto di voto in se', ma anche perche' questa limitazione di liberta' potrebbe poi favorire la limitazione di altre liberta' successivamente.

L'unico caso in cui potrei considerare (ma non sono ancora completamente convinto) e' se si decide di introdurre una tassa sul reddito negativa, cioe' se si decide di dare un reddito a chi guadagna in un anno al di sotto di una certa soglia da stabilire. Ovviamente chi rientra in questa categoria dovrebbe dichiarare di accettare questo tipo di sussidio. In questo caso, si potrebbe decidere di usare il parlamento bicamerale per specializzare una sola delle due camere a votare e decidere sulla politica fiscale (che include la decisione sul reddito minimo da dare e sulla soglia di reddito sotto cui farlo scattare). Si potrebbe decidere che avrebbero diritto a votare e sarebbero eleggibili per questa camera tutti i cittadini maggiorenni che non hanno preso il sussidio.

Questo coniugherebbe il fatto di assistere i cittadini in difficolta' in maniera diretta e chiara e e di avere una politica fiscalmente responabile.

Che ne pensate?

Peter Thiel

tizioc 14/11/2016 - 22:04

Questa e' una cosa che ho sentito piu' di una volta dopo la vittoria di Trump: la democrazia e' arrivata al capolinea/bisogna mettere dei limiti al suffragio universale, etc.

Ironia della sorte, Peter Thiel, uno dei pochi ad aver pubblicamente sostenuto Trump nella campagna elettorale, era stato tra i primi ad esprimere una tale preoccupazione, suggerendo che "libertà" e "democrazia" potessero non essere compatibili. Per queste sue idee era stato anche pesantemente criticato da chi le considerava non solo (come in un certo senso è ovvio) "antidemocratiche", ma palesemente autoritarie. L'inaspettata vittoria di Trump sembra in qualche modo aver ribaltato questa situazione: ora sembrano essere i suoi oppositori a contestare, in modo peraltro velleitario, le forme democratiche. (Come evidentemente fanno coloro che scendono in strada a manifestare contro il presidente eletto, all'indomani di un voto svoltosi in piena regolarità e ben prima dell'effettivo insediamento!)

Personalmente continuo a pensare, con Winston Churchill, che la democrazia sia la peggiore delle forme di governo, fatta eccezione per tutte le altre che si siano finora sperimentate. Non trovo che l'elezione di Trump o la Brexit, per quanto forse discutibili, dovrebbero farci modificare questa opinione.

col http://rodrik.typepad.com/dani_rodriks_weblog/2007/06/the-inescapable.html  (ispirato da quello di Mundell): non si possono avere contemporaneamente democrazia, governi nazionali e globalizzazione