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Trump: commenti a caldo

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A fronte della sconfortante mediocrità di quello che si legge e si sente un po’ ovunque ho trovato davvero interessanti e illuminanti (cibo per la mente) la maggior parte dei commenti e dei link qui postati, come del resto è accaduto per i vari post e commenti sulle ragioni del SI e del NO, sul ruolo delle elite ecc.

Condivido la lettura dei numeri e in particolare la convinzione che (1) DT esprima bene, a conti fatti, il sistema di valori dei repubblicani; (2) HC, al contrario, non sia riuscita a far sognare i suoi, né tanto meno a portare al voto nuovi potenziali elettori democratici, come invece fece Obama (le cui successive leve decisionali – e conseguenti risultati - sono stati peraltro largamente condizionati, non dimentichiamolo, dall’ostilità di un congresso a maggioranza repubblicana).

Ma allora cosa muove i beneficiari (solo potenziali) del “suffragio universale” ad esercitare effettivamente il diritto di voto e cosa invece li rende epidermicamente ostili a certi leader, al punto di chiamarsi fuori?

Le reazioni ormonali collegate all’interazione delle tre componenti principali del nostro cervello (neocortex, limbic e reptilian) sono piuttosto complesse e differiscono fisiologicamente negli uomini e nelle donne.

Semplificando, possiamo dire che la cultura emergente, in tutto il mondo, rende gli schieramenti contrapposti sempre più simili alle tifoserie. E come si sa quando si fa il tifo non è la parte frontale del cervello (neocortex= razionalità e problem solving) a farla da padrone, ma il sistema limbico (monkey brain) che lascia prevalere il gioco e il CONTAGIO delle emozioni.

DT è riuscito in modo spregiudicato a coinvolgere emotivamente tutti quelli che in qualche modo gli somigliano (al di là delle bugie che poi si raccontano nei sondaggi e/o dalle “dissociazioni” di facciata dei principali leader GOP). Al contrario, HC non solo è stata accettata senza un grosso entusiasmo da quella parte di tifoseria allergica ai Trump, ma addirittura ha innescato, a torto o a ragione, reazioni molto negative in una larga parte di un elettorato potenzialmente favorevole ai democratici, ma che ritiene invece equivalenti le logiche di potere che stanno dietro DT e HC.

Ed è proprio qui che nasce il problema del nuovo medioevo verso cui vorrebbero spingere, in malafede e con tanto di caccia alle streghe, i vari Trump, Farage, Le pen, Salvini, Grillo ecc.… ma anche tutti i principali conduttori di talk show e scaltri giullari prezzolati.

Ad esempio uno pseudo-giornalista prima di Rai3 e ora di LA7  (che su questi meccanismi ha costruito come altri un ricco stipendio) insieme alla sua finta disapprovazione di facciata per Trump ha dichiarato con l’occhietto furbo e compiaciuto che, in fondo, Trump è quello che “ha avuto una proposta più diretta e si è fatto capire”. Tradotto per il monkey: le bugie di DT sono uguali a quelle di HC e quindi il principio costituzionale della “dignità ed onore” di chi dovrebbe rappresentare le istituzioni è soltanto una cazzata rispetto alle abilità che servono per alimentare i lati oscuri del monkey-brain (per una volta con SB, in epoca contemporanea, siamo stati i first comers nel mondo occidentale mentre gli americani ci prendevano per il culo).

Non è democrazia quella che tesse le lodi del suffragio universale e contemporaneamente tollera e classifica l’incitamento all’odio razziale come libertà di espressione.

Chi ora protesta contro Trump (e non lo ha fatto contro Bush o Regan) - così come chi protesta contro la Brexit - non ha di fronte a sé un semplice avversario politico, ma l’ennesimo personaggio spregiudicato molto abile nel risvegliare quello che Gaber nel suo ultimo album chiamava “i mostri che abbiamo dentro”.

L’America che (i) sfiduciò l’amatissimo Presidente Bill Clinton, divenuto non più credibile per aver mentito su una scappatella extraconiugale; (ii) solo 15 anni fa sceglieva proprio Trump for President, in un cartone dei Simpson, come paradosso irrealizzabile nella solida democrazia americana; (iii) all’inizio degli anni ’90 ironizzava nel film Supermariobros sulla deevoluzione dei “rettiliani”, sul dittatore “cupa” e sulla sua “cupa-tower”; ebbene oggi quell’America protesta stordita sotto l’edificio della “trump-tower”, che ricorda proprio quel film, ma che forse non è grande abbastanza per ospitare la babele di delusi di sinistra della globalizzazione, di nazionalisti illusi, di intolleranti e razzisti latenti, fino ai neo-nazisti conclamati che ora stanno stappando in tutto il mondo.

PS a proposito di eccellenze nazionali, sul contagio delle emozioni e sui "neuroni specchio" anche gli italiani hanno detto la loro, con il neuroscienziato prof. Giacomo Rizzolatti.