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Trump: commenti a caldo

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...serviva davvero Trump a segnalare che il mondo occidentale si trova ad una svolta? Esistono masse di lavoratori spiazzate dalla globalizzazione [..] È un problema cui gli scienziati sociali non sanno dare risposte

Sono abbastanza sorpreso da questo punto di vista. Le risposte economicamente sensate e persino 'liberali' agli squilibri della globalizzazione esistono, ma evidentemente il problema è stato finora sottovalutato. Uno dei provvedimenti più immediati (nel senso di più chiaramente desiderabili), solo per fare un esempio, sarebbe potenziare fortemente l'immigrazione legittima di persone istruite e qualificate, e/o che per il luogo di provenienza si integreranno facilmente nella società, come attualmente fanno Regno Unito, Canada e Australia, mentre ciò avviene solo in modo limitato negli Stati Uniti, e quasi per nulla in molti paesi europei (compreso il nostro). Non è chiaro se l'immigrazione illegale di personale per lo più non qualificato danneggi economicamente gli strati più vulnerabili della popolazione, ma quel che è certo è che quella legale e qualificata fa l'esatto contrario.

Non e' un punto di vista poi cosi' originale. L'immigrazione, legale e non, danneggia alcuni strati, ma il fenomeno e' piu' generale ed essenzialmente dovuto a: tecnologia e riduzione dei costi di trasporto. Puoi chiudere un po' le frontiere ma e' una pezza che serve per poco. Altre risposte che ho sentito sono: top marginal tax rate al 90%. Qualcuno, anche da ambienti non troppo di sinistra, da un po' di tempo arriva ad ammettere che una forma di reddito di cittadinanza non e' poi cosi' una cattiva idea (posso cercare i links), essendo per lo meno non distorsiva sul lavoro. A me non pare ci sia da fare i salti di gioia. 

Forse mi sono espresso poco chiaramente. Non intendevo dire che il problema non esista e che non sia sostanzialmente dovuto alla globalizzazione (ben più che all'immigrazione!), ma solo che finora di sforzi per "dare risposte" sensate ne sono stati fatti davvero troppo pochi, anche da quella cultura politica 'liberaldemocratica' in cui credo molti qui si riconoscono.

Oltre a quella che ho già detto l'altra possibilità che ipotizzerei è proprio il reddito di base, però: (1) è tutt'altro che "non distorsivo", solo meno distorsivo di altre forme di redistribuzione ma la distorsione c'è ed è tanta, quindi dovrebbe essere visto come extrema ratio; (2) anche dove fattibile, non può che essere ben più esiguo di quello che si aspettano molti dei suoi 'fautori' - molto a spanne penserei al livello della pensione sociale nostrana, in altre parole chi cerca una vita agiata e confortevole si prepari ad integrarlo con reddito proprio, (3) nel nostro paese e con i livelli di tassazione attuali, non ha alcuna possibilità di funzionare; il meglio che si possa fare è detassare fortemente i redditi da lavoro più bassi. (Che se non erro ha funzionato egregiamente in Germania, e un po' meno bene nel Regno Unito.)

P.S. Su Trump, posso solo dire che il "Trump presidente" del primo discorso da vincitore è una sorpresa; ci si aspettava che "moderasse" le sue posizioni già dopo la nomina a candidato repubblicano e non lo ha fatto, mentre sembra farlo ora. Anche la borsa sembra aver limato un po' le perdite, comunque che sia scesa non mi sorprende, visto il rischio di politiche pubbliche un po' troppo "berlusconiane" da parte di un candidato così poco trasparente come The Donald.

Rispondo anche a Davide Mancino, che fa notare la possibile rilevanza della "questione razziale"; attenzione che i razzisti ci sono e voteranno sempre per il candidato più estremo e radicale (Trump, Le-Pen, Alba Dorata ecc. ecc.), ma quello che conta davvero sono gli "indecisi", gli swing voters. L'ago della bilancia verosimilmente sono proprio gli elettori economicamente più vulnerabili, che hanno puntato su Trump ma avrebbero potuto votare, chessò, Bernie Sanders o anche un candidato migliore, se solo fosse uscito dalle primarie democratiche.

Non credo che in UK e Australia si guardi al luogo di provenienza dei potenziali immigrati per garantirgli l'accesso. Sul Canada sono sicuro, sarebbe discriminazione ed e' illegale. Sono tenuti in conto altri parametri che "garantiscono" l'assimilazione (lingua, istruzione in Canada, parenti in Canada etc...).

Lana caprina

tizioc 10/11/2016 - 18:49

Ogni paese ha le sue particolarità legali e il Canada evidentemente non fa eccezione, ma da un punto di vista più generale sulla questione, c'è davvero questa grande differenza tra il valutare la lingua o il luogo di provenienza?