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Come funzionano le "monete" complementari (Sardex, Venetex, Piemontex, ecc.)

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Ho qualche dubbio circa la gestione degli insoluti, vale a dire dei saldi negativi una volta superato il periodo prestabilito di dodici mesi.

 

Scrive l'utente Seba che «Se un membro del circuito presenta un saldo contabile negativo per un periodo superiore a dodici mesi, sarà tenuto a versare alla CH una somma equivalente in euro;».

 

Alessio Moro giustamente si chiede «Cosa succede se un'impresa con debiti in Sardex fallisce?» (non è necessario fallisca. Basta che non onori il suo debito.). A ciò risponde che «La società che gestisce il circuito deve coprire la perdita».

 

Non riesco però a comprendere quale perdita debba coprire la società Sardex Spa e come possa vantare un diritto di credito verso il debitore visto che il funzionamento della CH prevede solo, per ogni singolo scambio, una registrazione a debito ed una a credito.

 

Al momento dello scambio il venditore cede un bene incassando i relativi crediti - non convertibili e spendibili solo nel circuito - come mera conseguenza del trasferimento dal conto dell'acquirente al suo.

 

La Sardex Spa si limita alla sola registrazione contabile di questo trasferimento. Non essendo, pertanto, una interfaccia, del tipo che incassa dall'acquirente e poi gira al venditore, e non finanziando gli utenti in moneta legale o con crediti ad essa appartenenti - la sua opera è limitata al controllo circa l'affidabilità creditizia e alla gestione delle scritture - non è dato comprendere cosa abbia da compensare in caso di insoluto e perché debba incassarne l'equivalente in euro. Di certo non si può affermare che i crediti trasferiti siano una emissione.

 

La compensazione degli insoluti avrebbe senso se i crediti fossero convertibili. Questo obbligherebbe la CH ad avere in cassa l'equivalente dei crediti in circolazione. Ma così non è. Quindi, in caso di insoluto il venditore non ne viene in alcun modo toccato in quanto costui ha già incassato i relativi crediti, che potrà sempre spendere, si spera, all'interno del circuito. Ma faccio fatica a comprendere come possa trasfromarsi in legittima pretesa da parte di chi ha investito e rimesso nulla.

 

Mi sembra come se uno chiedesse ad un suo conoscente un prestito per pagare un terzo e fosse, poi, la banca centrale a pretenderne la restituzione. 

 

Evidentemente mi sfugge qualcosa.

Grazie.