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Come funzionano le "monete" complementari (Sardex, Venetex, Piemontex, ecc.)

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Insegnando a Cagliari mi trovo spesso ad ascoltare in commissione di laurea tesi su Sardex. La mia formazione accademica mi porta a essere d'accordo con Paolo Biffis, ossia non trovo una motivazione teorica del perchè il Sardex dovrebbe favorire l'attività commerciale. Fatto sta che apparentemente molte imprese trovano conveniente entrare nel circuito, per cui vale la pena cercare di capire il perchè questo avvenga.

A mio avviso, il problema che Sardex in parte risolve, è quello di acceso al credito. Se un'impresa ha bisogno di liquidità per effettuare pagamenti prima che vengano saldati i suoi crediti, deve aprire una linea di credito con la banca. La banca può fornire o no tale credito e se la fornisce applicherà un certo prezzo. Utilizzando il Sardex, l'impresa non ha bisogno di aprire tale linea di credito perchè può:

- acquisire i beni di cui a bisogno all'interno del circuito e andare a debito di Sardex

  • oppure

  • - se ha già un credito in Sardex, compensare i suoi acquisti con i suoi crediti

Ovviamente dal punto di vista teorico, se il settore bancario fosse efficiente, non ci sarebbe nessuna differenza con

- andare in banca, chiedere credito, acquistare i beni, produrre output, ripagare la banca

Ma come sappiamo il settore bancario italiano è tutt'altro che efficiente dunque la piccola impresa potrebbe:

  • - vedersi negato il credito

  • - vedersi applicato un prezzo alto per tale credito

  • - vedersi richiesto un orizzonte temporale per rientrare del debito molto breve.

Col Sardex questi problemi non si pongono perchè

- l'accesso al credito è sempre garantito all'interno del sistema (almeno sino a un certo importo credo)

  • - il prezzo è dato dall'ingresso nel circuito (annuale). Ogni creditore può vedere soddisfatto il suo credito nel momento in cui lo voglia in beni e servizi nel circuito.

  • - L'orizzonte temporale è variabile. Nel momento in cui vieni chiamato a ripagare, lo fai con i beni e servizi che produci.

Chi ha interesse dunque a entrare nel circuito?

Sicuramente imprese che spendono in beni e servizi intermedi (dunque per la loro produzione), almeno quanto ricevono in Sardex. Se avessero un surplus di Sardex infatti, non potrebbero farci niente a parte spenderli per uso privato.

Alcuni piccoli commercianti/professionisti mi hanno detto che loro entrano in Sardex perchè il costo è basso e questo gli permette di avere clienti che altrimenti non avrebbero. Per esempio se io sono un farmacista e sto nel circuito, coloro che hanno Sardex da spendere e hanno bisogno di un farmacista trovano me. Per tornare al discorso del surplus fatto sopra, il farmacista poi può spendere questi Sardex solo per uso personale, perchè i medicinali che acquista non si trovano all'interno del circuito. Dunque si comprerà una vacanza con qualche agenzia viaggi che accetta Sardex.

Cosa succede se un'impresa con debiti in Sardex fallisce? La società che gestisce il circuito deve coprire la perdita. Se molte imprese con debiti in Sardex falliscono, fallisce anche il circuito. Credo che la società che gestisce il circuito faccia una selezione all'ingresso e ammetta solo imprese con bilanci “sani”. Se cosi fosse, queste imprese dovrebbero anche avere accesso al credito bancario. Il che mi porta a pensare che per queste imprese il Sardex sia più conveniente del credito bancario. Immagino comunque che la maggior parte delle imprese nel circuito utilizzi entrambi i canali.

E' da notare che chi acquista in Sardex, compra solo da imprese nel circuito e quindi sarde. Questo significa che in alcuni settori è conveniente acquistare da queste (Mirto) mentre in altri no (Televisori al Plasma). Ciò che sono portato a pensare è dunque che al circuito partecipino soprattutto imprese produttrici di servizi, che comunque acquisterebbero altri servizi necessari alla loro produzione nella stessa regione. Se cosi non fosse, e le imprese sarde acquistassero molti televisori al plasma, fronteggerebbero prezzi più alti nel fare parte del circuito invece che operare in euro (compro un plasma dal piccolo rivenditore sardo invece che da MediaWorld). 

mi pare che

Paolo Biffis 9/11/2016 - 12:14

la linea di credito di cui si ha necessità si acqusisce, invece che in banca, presso la CH.

Se ho capito bene dal sito che ho visitato, la CH apre una linea di credito, come acccade in banca.

Fra i punti che non ho evidenziato, ma che mi piacerebbe capire, è chi paga i broker? Chi paga i computer il back-up e i software? Ci sarà pure qualcuno che paga e qualcuno che riscuote: la differenza si chiama reddito da signoraggio. Chi lo incasssa?

A me sembra che sia una gran panzana che nasce intorno ad ambienti che non accettano la dura legge del capitalismo e che non vogliono fare la rivoluzione per abbatterlo, anche perché dopo non si saprebbe dove andare.

Se, come diceva Seba nel primo commento (N.B.4), e' possibile convertire Euro in Sardex ma non Sardex in Euro, mi pare chiaro che lo incassa la CH: ogni nuovo sardex da essa emesso (a costo zero) le frutta un euro sonante.

Ho qualche dubbio circa la gestione degli insoluti, vale a dire dei saldi negativi una volta superato il periodo prestabilito di dodici mesi.

 

Scrive l'utente Seba che «Se un membro del circuito presenta un saldo contabile negativo per un periodo superiore a dodici mesi, sarà tenuto a versare alla CH una somma equivalente in euro;».

 

Alessio Moro giustamente si chiede «Cosa succede se un'impresa con debiti in Sardex fallisce?» (non è necessario fallisca. Basta che non onori il suo debito.). A ciò risponde che «La società che gestisce il circuito deve coprire la perdita».

 

Non riesco però a comprendere quale perdita debba coprire la società Sardex Spa e come possa vantare un diritto di credito verso il debitore visto che il funzionamento della CH prevede solo, per ogni singolo scambio, una registrazione a debito ed una a credito.

 

Al momento dello scambio il venditore cede un bene incassando i relativi crediti - non convertibili e spendibili solo nel circuito - come mera conseguenza del trasferimento dal conto dell'acquirente al suo.

 

La Sardex Spa si limita alla sola registrazione contabile di questo trasferimento. Non essendo, pertanto, una interfaccia, del tipo che incassa dall'acquirente e poi gira al venditore, e non finanziando gli utenti in moneta legale o con crediti ad essa appartenenti - la sua opera è limitata al controllo circa l'affidabilità creditizia e alla gestione delle scritture - non è dato comprendere cosa abbia da compensare in caso di insoluto e perché debba incassarne l'equivalente in euro. Di certo non si può affermare che i crediti trasferiti siano una emissione.

 

La compensazione degli insoluti avrebbe senso se i crediti fossero convertibili. Questo obbligherebbe la CH ad avere in cassa l'equivalente dei crediti in circolazione. Ma così non è. Quindi, in caso di insoluto il venditore non ne viene in alcun modo toccato in quanto costui ha già incassato i relativi crediti, che potrà sempre spendere, si spera, all'interno del circuito. Ma faccio fatica a comprendere come possa trasfromarsi in legittima pretesa da parte di chi ha investito e rimesso nulla.

 

Mi sembra come se uno chiedesse ad un suo conoscente un prestito per pagare un terzo e fosse, poi, la banca centrale a pretenderne la restituzione. 

 

Evidentemente mi sfugge qualcosa.

Grazie.