Titolo

Assicurazioni obbligatorie contro i danni da terremoto

6 commenti (espandi tutti)

Il punto secondo me è: una pianificazione e accantonamento di risorse renderebbe più fluida ed efficiente la gestione delle emergenze? Poiché quella relativa alle calamità naturali è una spesa certa ma indefinita, si può costruire un sistema che eviti soluzioni tampone, ritardi nell'assegnazione delle nuove case e/o ricostruzione di quelle danneggiate?

E' ovvio che le assicurazioni non si accollerebbero rischi nelle zone sismiche; per questo non vedo bene una obbligatorietà nell'attuale mercato.

In agricoltura il sistema assicurativo è finanziato da fondi italiani ed europei. Il finanziamento avviene tramite rimborsi erogati dai soggetti riconosciuti dal ministero (consorzi di difesa) di una parte dei premi pagati fino all'80%. Anche qui vado a memoria. Nella legge di stabilità 2015 erano stanziati 140 milioni di euro per le polizze grandine e malattie bestiame

I tuoi dati sono sempre precisi Costantino.
Tengoa precisare alcune cose.
Il fatto di avere un'assicurazione (per fortuna non obbligatoria dico io) tende a diminuire, se non azzerare, i comportamenti virtuosi (ergo la prevenzione).
Chi me lo fa fare di spendere soldi per una rete antigrandine quando lo stato , in caso si verifichi l'evento avverso, mi paga tutto o quasi?
Per fortuna dico io che l'assicurazione non è obbligatoria generando così una competizione tra chi si assicura e chi non si assicura e fa prevenzione.

Stessa cosa vale per il problema ungulati.
I danni da cinghiali o caprioli su terreni in parchi naturali vengono risarciti dall'ente parco. L'agricoltore potrebbe prevenire tali danni semplicemente con una recinzione elettrica a basso voltaggio, cannoncini ad aria compressa, allarmi sonori.
Non lo fa perchè tanto c'è l'ente parco che paga in ogni caso.
Da una parte (prevenire) c'è una spesa certa e un guadagno non percepibile (prevenzione ) dall'altra c'è un guadagno certo in caso di danni e nessuna spesa.
Hanno provato a fare funzionare una sorta di franchigia ovvero l'ente parco chiede al privato di far pagare il sopralluogo ma la cosa non ha migliorato di molto la situazione.
Sostituisci danni da cinghiale, capriolo, grandine con terremoto e risarcimento dell'ente parco con quello dello stato e ti trovi in uno stato di forte analogia.

Ci andrei cauto e farei molti approfondimenti

Verissimo. Nel caso delle polizze agricoltura lo si evita con soglie di danno molto alte al di sotto delle quali non c'è alcun risarcimento per l'agricoltore e mediando tutta la filiera con i consorzi di difesa

visto che conosciamo molto bene la ripartizione del rischio in base al territorio non sarebbe più conveniente, e mi azzardo a dire più utile, obbligare a costruire/ristrutturare con criteri idonei uscendo da quella sindrome "del dov'era e com'era"? Va da se che ogni intervento andrebbe "sorvegliato" ma credo che, a medio/lungo termine, costerebbe infinitamente meno.

Mio padre ha in parte ereditato ed in parte acquistato la casa dei miei nonni, sita in una zona a rischio sismico ed idrogeologico non indifferente. Pochissimi anni fa una frana si è portata via un bel pezzo del paese. La casa in questione è una delle pochissime case costruite in regola in quella zona. Mia nonna era nata nella casa numero 310 del paese, e la licenza edilizia della casa costruita da mio nonno, 40 anni dopo, era la numero 3. La casa dove è nato mio nonno scivolò in una frana di un secolo fa, tanto che oggi si trova in un altro comune. La mia personale opinione è che nel caso di un evento sismico, ci sono pochissime case in quella zona che potrebbero sopravvivere, tra cui quella di mio padre (a cui darei un generoso 20% di non venire distrutta da un 6 Richter). Dato che mio padre vive a centinaia di chilometri di distanza, e sono anni che non riesce più ad affittarla, sono circa 10 anni che cerca di venderla. Chiede 120 mila euro per 3 appartamenti. In quel paese c'è solo una casa fatta e posizionata leggermente meglio, ed il proprietario di quella gli ha offerto 20 mila euro. È l'unica offerta che gli sia mai arrivata. Gli altri continuano imperterriti a vivere e costruire case in posti chiaramente esposti a rischi incredibili. Personalmente non riesco ad immaginare sia possibile che un comune possa autorizzare tali costruzioni, e sinceramente mi stupirei se abbiano mai concesso una licenza edilizia numero 4. Perfino la frana e la distruzione di una buona percentuale delle abitazioni del paese non ha portato all'arrivo di alcuna offerta di acquisto, se gli sono arrivati finanziamenti pubblici, li hanno usati per costruire case fatte e posizionate peggio.

Scopo

Francesco Forti 27/8/2016 - 08:39

Lo scopo di un'assicurazione privata obbligatoria (e di un fondo alimentato da tasse che serva in modo sussidiaro a contenere l'onere) è quella di evitare che l'irresponsabilità di uno si scarichi sugli altri. Nel campo auto questo è molto chiaro (se ho un incidenete con uno non assicurato ... chi mi paga?) ma anche nel settore casa si possono fare ragionamenti simili. Nei borghi le case sono quasi tutte attaccate ed il crollo di una coinvolge le case vicine. Proprio in questo evento è stato scritto che un certa casa ha resistito (perché ben costrita) ma è stata danneggiata dal crollo del vicino campanile. Vi è una ben precisa responsabilità pubblica nella mala gestione del territorio (dissesto idro-geologico, incuranza dei divieti di costruzione in certe zone come l'alveo dei fiumi) quindi è giusto che anche lo stato faccia la sua parte quando questa malagestione crea danni.

Sul lato pratico l'idea che ho esposto sopra potrebbe essere ampliata prevedendo due tipi di intervento sussidiario:

1) è chiaro che un onere assicurativo obbligatorio potrebbe risultare gravoso per famiglie indigenti che vivono in case vecchie ad alto rischio. Qui il "fondo" potrebbe intervenire sussidiano il premio in toto o in parte.

2) partendo dal concetto che un premio assicurativo comunica in modo molto reale la quantità di rischio (sismico e/o di altra natura) che grava sull'abitazione, il proprietario può meglio valutare come sia eventualmente possibile intervenire in attività di riduzione del danno (rendendo la casa antisismica, proteggendola dal rischio allagamento ed altri danni della natura). Il fondo potrebbe intervenire sussidiariamente contribuendo in parte a questi costi. Il fondo potrebbe intervenire prrioritariamente nelle situazioni piu' gravi (i nuclei di certi paesi) e risparmiare poi sull'onere di sostegno economico (punto precedente).  Il grosso dell'intervento di ristrutturazione pero' sarebbe di tipo privato (banche).

3) il concetto di un'assicurazione obbligatoria è che tutti devono in qualche modo pagare qualcosa, cosa che però già avviene, visti i citati 3.2 miliardi di esborso da parte della collettività per i danni casusati dalla natura ed i 9 miliardi di gettito dell'imposta secca sui premi assicurativi. Il problema è razionalizzare e generalizzare l'impiego di quei fondi.