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Perché gli studenti del Sud ottengono voti più alti alla maturità?

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Sono d'accordo, per quel che posso dire io, con le osservazioni di Capuani. La mia impressione è che i docenti considerino grosso modo il voto medio come sufficiente, e si regolino di conseguenza. Se (per amor di ipotesi) immaginiamo per il Nord rendimenti mediamente migliori e raggruppati in un delta tra rendimento massimo e rendimento minimo più ristretto che al Sud, allora i conti possono tornare. In altre parole: con al Nord un tot di "geni", ma nessun vero disastro, e con al Sud lo stesso numero di "geni" ma anche una serie di studenti scarsissimi (sotto la media e con valori assoluti più bassi del nord), è possibile spiegarsi la distribuzione dei voti, con uno schiacciamento verso l'alto nelle regioni del Sud.
Questo spiegherebbe anche come mai nelle bocciature nei quattro anni precedenti quello finale (dove non ci sono esami), i tassi di bocciature ai licei seguano uno schema diverso e meno netto. Per l'anno 2014/2015  i tassi di bocciatura nei soli LICEI sono i seguenti (fonte MIUR -non riesco a linkare l'immagine):

Piemonte 5,2

Lombardia 5,3

Veneto 4,1

FVG 5,1

Liguria 4,8

Emilia Romagna 4,5

Toscana 5,5

Umbria 2,9

Marche 3,3

Lazio 5,2

Abruzzo 3,7

Molise 3,9

Campania 5,0

Puglia 3,5

Basilicata 3,5

Calabria 3,5

Sicilia 4,9

Sardegna 8,7

Media Italia 4,8

(Vd'A e Trentino dati assenti)

 (Mi spiace non aver usato i dati di quest'anno, ma questi avevo sottomano. E l'anno scorso la situazione dei 100 era identica)

Sopra la media ci sono Toscana, Piemonte, Lombardia e FVG, ma anche Lazio (generoso anche lui assai di 100 e pieno zeppo di licei classici), Campania, Sicilia e anche la Sardegna (8,7! Ma dà anche pochi 100). Bassissime bocciature in Umbria e Marche, peraltro. Relavitamente pochi bocciati anche in Veneto, solo il 4,1.

La mia spiegazione è coerente con una situazione in cui via sia abbondanza di 100 in regioni dove si boccia molto non già agli esami (dove pure mezza commissione è di professori esterni che non hanno contatto con la scuola da almeno 5 anni), ma agli scrutini intermedi, dove la commissione (nota come "consiglio di classe") è fatta completamente di professori interni e la valutazione si basa completamente sui voti messi da quegli stessi professori e dalla loro "coscienza".

Se la ragione dei tanti 100 fosse il favoritismo, negli anni intermedi dovremmo avere bocciature bassissime, visto che bocciare un figliolo a qualcuno significa certamente sottrargli il 100 (per una questione di crediti) e il contatto tra docenti e genitori è molto stretto.

La tabella, non riuscendo ad inserirla altrimenti, la trovate qui: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=1045787918862191&set=a.110900685...

La media italiana è 4.8  inferiore a quella di Lombardia, Piemonte, FVG, Toscana. Uguale a quella della Liguria e superiore a 3/4 di quelle delle regioni del Sud!

Unica vera eccezione la Sardegna, che conta pochissimo nella popolazione e NON ha una % particolarmente alta di 100 alla maturità! Le tre regioni che citi nel titolo (Lazio, Sicilia e Campania) hanno differenze dalla media che sono statisticamente non significative! Ma ti rendi conto di quello che hai pubblicato e di cosa cerchi d'argomentare?

Nella regione dove i 100 e 100L ai licei vengono regalati a quasi uno studente su 5 (tutti geni in Puglia?) le bocciature sono INFERIORI alla media nazionale e, questa si, la differenza è statisticamente significativa!

Ma come diavolo fai a pensare che questo argomento sia convincente quando gli stessi numeri che posti ti danno torto?

Io capisco essere accecati dalla difesa di uno status culturale tanto ridicolo quanto dannoso ma pensare di poterlo fare qui con gente come noi è veramente d'una arroganza impossibile da credere!

I numeri che hai postato NEGANO la tua affermazione a supposto supporto dell'altro argomento assurdo del Capuani!

Per favore, non scrivere assurdita' di questo livello, sono imbarazzanti, davvero. Anzi, sono francamente OFFENSIVE perche' presumono che chi ti legge sia un idiota incapace delle operazioni logiche piu' elementari. Per favore, un po' di rispetto.

Non convincermi che sei anche tu diplomato ad un classico pugliese con 100L ... 

O al Sud fanno i favoritismi, oppure non li fanno. Nei licei di Campania e Sicilia si boccia più che in Emilia Romagna e in Veneto. E per di più a bocciare sono i professori interni, non quelli per metà esterni della commissione d'esame. Perché?

Perché nelle Marche e in Umbria si boccia similmente o anche meno che in Calabria?

Perché la differenza tra Puglia e Calabria da un lato e Campania e Sicilia dall'altro?

Perché le differenze solo nei licei?

Possiamo anche pensare che le percentuali non basse di Sicilia e Campania siano comunque troppo basse. Il fatto che la preparazione al Sud sia peggiore, e parecchio, non è in discussione. E se il problema è il milieu sociale, in teoria basterebbe cambiare i professori, assumerne di più probi e il problema si risolverebbe. Ma se la ragione non è quella, le soluzioni rischiano di non funzionare.

E' possibile discutere di questo o su NfA ci si limita a berciare?

Le bocciature sono concentrate nel primo biennio delle superiori, mentre il voto di maturità si forma, in buona parte, con i voti ottenuti nel triennio.

È tranquillamente possibile che l'organico docenti del biennio faccia selezione e bocci tanto e poi, un organico diverso, nel triennio, dia dei voti più alti e contribuisca ai 100 nella maturità. Non c'è correlazione tra le due cose ed è normale che non ci sia.

Se le bocciature sono forti nel biennio (cosa che corrisponde alla mia esperienza) e nel triennio si alzano i voti dei sopravvissuti perché l'"essere sopravvissuti" viene considerato un titolo di merito, i bocciati del biennio non costituiscono quella "coda" del campione, dal punto di vista del docente che mette i voti al triennio? Escono dalle statistiche, ma "rimangono" presenti al docente. Inoltre bisogna chiedersi perché quelle spintarelle che riescono a far alzare i voti agli esami non riescono a far risparmiare le bocciature al biennio.

Cmq butto là tutt'un'altra idea, tutta da verificare. Il sud prende voti più alti nei licei, ed in particolare in quelli classici. Piuttosto che la spintarella di famiglie facoltose, potrebbe essere, soprattutto rispetto ai tecnici, che a spingere verso in alto i voti siano le valutazioni nelle materie umanistiche, più volatili e soggettive, laddove le materie tecniche e scientifiche, con riscontri non aggirabili, mantengano i voti più bassi.

I voti sono collegiali, nei consigli di classe quanto nelle commissioni d'esame. Al classico le materie scientifiche sono ridotte al lumicino, con matematica e fisica anche completamente assenti; meno allo scientifico. Molto meno nei tecnici. E il liceo classico è un tipo di scuola largamente meridionalizzato, mentre al Nord i tecnici vanno bene (relativamente all'anno 2014/2015 una panoramica qui: http://www.orizzontescuola.it/news/miur-pubblica-rapporto-sulle-iscrizioni-alle-prime-classi-ogni-ordine-e-grado-1550266-iscritti-).

Al Sud  prevale ancora l'indirizzo del liceo scientifico tradizionale, col latino, mentre al nord prevale quello delle scienze applicate.

Rimane però che anche confrontando soltanto i licei classici, i licei classici del nord sono meno generosi di lodi.

Boldrin dirà che voglio difendere a tutti i costi i prof. del sud tirando fuori un'altra teoria strampalata, però secondo me merita fare un pensiero anche a questa possibile chiave di lettura. 

quindi?

Marco Bollettino 25/8/2016 - 15:49

Non capisco la tua tesi: al sud danno più 100 e 100 e lode, soprattutto al liceo classico, perché...?

Sicilia 4,9

...
e anche la Sardegna (8,7! Ma dà anche pochi 100)

Personalmente lo vedo come un progresso, ma devo ammettere che a me, che ci passai 25-30 anni fa, il 4,9% di bocciati in Sicilia sembra bassissimo. Ai miei tempi nella mia classe, ma anche nelle altre sezioni, era attorno al 15% annuo, e veniva dopo una selezione mostruosa alle medie, nel mio caso 42% annuo in media di bocciati nei 3 anni, e non eravamo nemmeno la sezione peggiore.

Non mi stupirei che il risultato della Sardegna testimoniasse semplicemente un certo ritardo all'uniformarsi ad una tendenza che ha ridotto la selettività delle scuole italiane.