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Hillary Clinton e l'Isis. Una bufala e molto di più

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Non mi esprimo sulla validità o meno della critica espressa nell'articolo. Nel senso che nel contrare una "bufala" non si ottiene altro che il nulla. Cioè volendo essere positivi, come mi sembra abbia vouto il Prof. Perazzoli, il risultato è un tentativo per annullare il giudizio di coinvolgimento della Clinton nella nascita dell'ISIS. Usando, però, solo fonti giornalistiche non si è fatto altro che deviare l'attenzione del lettore da una fonte giornalistica (screditata) a una seconda che, comunque, continua a lasciare in essere dubbi e perplessità. 

Per contro, gentile Professore, io sono dell'idea che se coinvolgimento dell'Amministrazione Obama (nonsolo della Clinton!) sul fronte Islamico c'è stata in Medio Oriente e in Mediterraneo (cosa che potrebbe provare anche il supporto alla nascita di Al Qaesda Iraq, poi divenuta ISIS), per approfondire questo argomento bisognerebbe risalire ai rapporti Usa-Arabia Saudita e a chi ha supportato e finanziato (oltre che la nascita di Al qaeda e quella in Iraq) le forze islamiste in Siria. Per non parlare dei Fratelli Musulmani (egiziani, libici e tunisini), la cui sede ufficile ancora oggi è a Ryhad!  Purtroppo quanto sta avvenendo in Mediterraneo allargato non è altro che , con estreme possibilità di stravolgimenti epocali sul piano internazionale (si pensi solo a quanto sta accadendo, dal punto di vista approccio organizzativo/istituzionale, in Europa o nella NATO, OCSE etc.), il risultato di una professione di fede (l'Islam) che si è attualizzata sotto forma di "ideologia" (islam ortodosso e deviato) che, nel bene e nel male, dal febbraio 2009 ha trovato nel Presidente Obama il suo più valido sostenitore esterno (discorso del Cairo alla comunità islamica).  per dare risposte certe ai questiti posti in essere giornalisticamente parlando, basterebbe dare un'occhiata ai verbali CIA delle riunioni (in particolare quelle del novembre 2011 e del settembre 2012- prima dell'uccisione dell'ambasciatore USA inLibia, peventive al processo di pace ONU, poi naufragato nel nulla) tenutesi a Doha e Riyhad, cui erano presenti anche rappresentanti UK, Francia e Germania (solo a Doha) sugli appoggi all'opposizione islamista siriana.  

Io, comunque, sono profondamente convinto che l'attualtà del conflitto interno ed esterno all'Islam, trovi le sue radici nel pensiero di Al Ghazali (filosofo/teologo musulmano del XI secolo). Tra l'altro ho scritto molto su questo argomento, non ultimo un articolo per nfA (che è ancora in giacenza in redazione, non so perchè!) e un capitolo intero di "Europa Latitante" (libro a mia firma) di cui riporto di seguito una sintesi giornalistica:  http://www.opinione.it/esteri/2015/12/24/2015/12/23/ghia_esteri-24-12.aspx 

Si, caro Professore, io credo molto nel vulnus Filosofico come chiave di lettura di tutte le guerre e i drammi che stiamo vivendo. Continuo a chiedermi il perchè un certo Ibn Rushd (Averoè), teologo musulmano, ha indicato la strada verso la Democrazia e di questa se ne è impossessata la filosofia occidentale, dando corso all'illuminismo e a tutto ciò che ne è seguito, mentre, grazie a Al Ghazali l'Islam si è autocondannato all'IMMOBILISMO!

Lei che oltre a essere uno storico di primo piano, non crede che sia il caso di tirar fuori anche la sua natura da Filosofo, per iniziare a dare risposte sensate a tutti gli "intrighi" (volgarmente "casini") internazionali cui l'ignoranza della Democrazia per eccellenza (gli Stati Uniti) ci hanno portato sino a oggi, con certezza che (sempre per ignoranza!) continueranno a farlo?