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Referendum costituzionale: le mie ragioni per votare NO

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La stabilità dell'esecutivo

Da molte parti, anche nei post sopra, si commenta che la storia italiana è costellata da esecutivi di breve durata, per cui il combinato disposto della riforma costituzionale e di quella elettorale avrebbe principalmente la necessità di creare governi durevoli per garantire la cosiddetta “governabilità”.

Guardando alla storia, si può constatare come quattro tra i cinque governi più longevi siano tutti concentrati negli ultimi anni, segno che il passaggio dalla Prima alla c.d. Seconda Repubblica ha portato con se un allungamento della durata dei governi e, con l'eccezione della XV, anche delle legislature.

Se si guarda alle ragioni della fine dei governi della II Repubblica esse furono più per lo sfaldamento delle maggioranze (al loro interno) che per cause esterne.

Il vero tema è: la stabilità dei governi è sufficiente a garantirne l'efficienza e in che modo questa può essere aumentata?


Ora o mai più!

Un altro argomento spesso utilizzato a favore del Sì è l'urgenza di approvare una riforma il cui fallimento non permetterebbe di trovare facilmente alternative. Alcuni addirittura parlano di “occasione imperdibile”.

Ancora, negli ultimi 15 anni questa è la terza riforma che giunge al referendum dopo l'iter costituzionale ex art.138. La riforma del 2001 portò la modifica del titolo V, che la riforma attuale si propone di correggere; quella del 2006 venne bocciata al referendum senza che successivamente vi fossero sconvolgimenti epocali.

L'osservazione empirica dei fatti suggerirebbe che bocciare una riforma non porta grandi sconvolgimenti, ma correggerne gli errori richiede almeno una quindicina d'anni.

 

Cosa diranno di noi?

Come felicemente sintetizzato da Alberto Rotondi nel post qui sopra

è importante soprattutto verso l’esterno dell’Italia, per dare un segnale di cambiamento, anche di immagine, agli investitori esteri. Penso che su questo fronte le conseguenze del NO sarebbero disastrose.

Questo è l'argomento principale di tanti che, pur rigettando nella sostanza il contenuto della riforma pensano di votare sì. È emblematico il caso di Cacciari, che poche sere fa tuonava:

Questa Riforma Costituzionale fa schifo, ma la voto lo stesso!

Le pressioni esterne non hanno impedito ai britannici di pronunciarsi a favore della Brexit ed io spero vivamente che quqndo gli italiani approveranno o respingeranno questa riforma lo faranno per il suo contenuto e non per i condizionamenti esterni.


Il principio di cautela espresso dal prof. Boldrin, secondo me risponde efficacemente alle ultime due osservazioni.

da buon ex arrampicatore, quando capisco che il tiro di corda "innovativo" che mi viene proposto ha un'alta probabilità di farmi volare con il rischio che i rinvii non tengano, io dico: sto fermo qui in sosta, agganciato a quel poco che ho e ci rifletto assieme al compagno di cordata.