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Referendum costituzionale: le mie ragioni per votare NO

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Di fronte ad una questione complessa e articolata dovremo esprimere (chi lo farà) una solo Sì o un solo No (per quanto ne so), condizione che certo non aiuta l'analisi. Prendere tutto o lasciare tutto. Le argomentazioni e i timori che rappresenti sono ampiamente condivisibili, ma nella scelta tra il sì o il no continuo ad oscillare su un dubbio.
In una nazione in cui la staticità rappresenta comunque uno dei mali, quanto lo stato di attesa sarebbe effettivamente utilizzato nella ricerca di una soluzione migliore? Dell'appiglio giusto o piuttosto speso solo per cercare altre nuove giustificazioni verso gli errori che ci hanno condotto nella situazione in cui ci troviamo. Restando comunque lì, ma probabilmente beandoci del fatto che non è colpa nostra.
D'altro canto un passo falso potrebbe essere utile, qualora non mortale. Sarebbe però un passo in aggiunta ad altri, altrettanto falsi. Quanti mai potranno essere i jolly che ci possiamo giocare? Quanti passi falsi ci sono concessi per comprendere finalmente quali siano i principi che garantirebbero di percorrrere un percorso più sicuro?
Solo domande è nessuna risposta, lo so.

Non c'è dubbio. Anche io credo che bisognerà lavorare su una base di valori e di principi che il popolo, ormai sopito, non considera neanche più

(intanto grazie prof, il primo parere ponderato che leggo sul NO).
Concordo su quanto di cui sopra, la tentazione dell'immobilismo in Italia è forte e la vittoria del NO rischia di passare come una vittoria della ginoria male assortita dei "la-costituzione-più-bella-del-mondo non-si-tocca!".
D'altra parte far vincere il SI e poi trovarsi il paese eterodiretto da un blog di un folle è una prospettiva delirante.
Grazie ancora.